Abolire il monopolio SIAE sarebbe utile?

Nick Mason dei Pink Floyd, Edward O’Brien dei Radiohead, Robbie Williams e Annie Lennox insieme ad altri 6000 artisti, hanno fatto causa comune contro la Commissione europea. Nel 2012 con una lettera aperta (così la riporta il sito della Bbc) si sono opposti alla proposta presentata dall’esecutivo di Bruxelles di mettere mano al sistema dei diritti d’autore musicali gestito dalle società nazionali autorizzate (in Italia, la Siae).

Abolire il monopolio siae

(in foto Fedez: artista in opposizione al monopolio SIAE)

Gli artisti inglesi ritenevano la proposta capace solamente di difendere gli interessi di una minoranza di manager e di investitori e non in grado, come detto dal Commissario Barnier che l’ha presentata, di migliorare la gestione dei diritti d’autore e accrescere l’offerta legale della musica online contro la pirateria.

Vi è che non esiste un regolamento unico sulle società di gestione collettive dei diritti d’autore e la proposta di direttiva andrebbe in questa direzione. Ma per Williams e colleghi, la norma che prevede che le società collettive debbano versare le percentuali dei diritti agli artisti entro 12 mesi dall’incasso, e che se dopo cinque anni non sono riuscite a scovare gli autori dei brani il diritto di incasso diventi di loro proprietà, ha il significato di aiutare solamente i poteri forti. In altri termini, ci sarebbe il rischio che scaduto il primo anno, i soldi e le azioni verso i titolari dei diritti verrebbero congelati in attesa della scadenza del lustro.

Abolire il monopolio SIAE che vantaggi porterebbe?

Abolire il monopolio della Siae permetterebbe di avere nuovi intermediari per quei settori di mercato non interessati all’accesso immediato ai repertori internazionali.I vantaggi del vecchio sistema. Per ciò che riguarda gli usi non digitali, invece, la direttiva Barnier lascia impregiudicata per gli Stati membri la possibilità di mantenere – migliorandolo in termini di efficienza e trasparenza – il sistema non concorrenziale e solidaristico imperniato sull’aggregazione dei repertori musicali su base non solo nazionale ma internazionale.

 

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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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