Il diritto alla libertà di espressione artistica

Il diritto alla libertà di espressione artistica

Il diritto alla libertà di espressione artistica implica il non ledere il diritto di immagine e la privacy.

Possiamo produrre una fiction sulla vita di una cantante?

La fiction è un prodotto televisivo. Consiste in un film, diviso in puntate, incentrato sul medesimo plot narrativo (generalmente storie di vita vissuta, ma anche riadattamenti di romanzi o racconti delle vicende di personaggi appartenenti al patrimonio culturale Italiano).

Il personaggio da raccontare

Primi anni ’80: un’artista riconosciuta come una delle voci più belle e significative della musica italiana, ma costretta al ritiro dalle scene a causa di dicerie divenute insistenti.

Dovremmo chiedere il consenso ai suoi eredi o potremmo liberamente ispirarci alla sua storia?

Si tratta di verificare i limiti imposti:

  • dalla Costituzione, e
  • dalla legge in generale, nel rappresentare la vita di un personaggio realmente esistito e noto in una storia comunque di fantasia.

La tutela costituzionale

L’opera cinematografica, o fiction nel caso di specie, in quanto espressione artistica creativa, è protetta costituzionalmente

  • dall’art. 21 Cost. – che tutela la libertà di manifestazione del pensiero e il c.d. diritto di cronaca;
  • dagli artt. 9 e 33 Cost.. Questi ultimi, anche in sede di spettacolo o manifestazione artistica, garantiscono la libertà della creazione e tutelano la libertà di espressione del messaggio culturale ed artistico.

La giurisprudenza e i diritti costituzionali

La libertà di creazione artistica trova un limite implicito nel rispetto dell’onore e della reputazione personale tutelati dagli artt. 2 e 3 Cost.. Ciò significa che l’artista è libero di esercitare il proprio diritto di creazione solo se la sua libertà artistica non si “traduca in una gratuita denigrazione o in una lesione dell’altrui dignità” (Trib. Roma, 5 luglio 2001). In caso contrario, nella “ridicolizzazione e disprezzo degli altri, e, in definitiva, nella mortificazione dell’altrui dignità e reputazione, l’agente non può invocare il proprio diritto di libertà sancito dall’art. 33 Cost., il cui esercizio, in tale ipotesi, si rivela arbitrario ed illecito” (Trib. Piacenza 18 aprile 1997).

In particolare, nella realizzazione di un’opera artistica, l’autore può ovviamente prendere “…spunto da fatti ed eventi realmente accaduti e manipolarli a scopo artistico, collegando ad essi fatti inventati, ma, nel far ciò, è comunque tenuto a non violare, mediante lo stravolgimento della verità dei fatti reali, il diritto alla reputazione ed all’onore dei soggetti a qualsiasi titolo coinvolti nella vicenda” (App. Roma, 8 novembre 2004, in Dir. Inf., 2005, 252).

Io ho finito e adesso tocca a te 

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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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