La creatività pubblicitaria ai tempi di Internet: il caso Juventus e il furto di immagini online

La creatività pubblicitaria ai tempi di Internet. Il caso Juventus, un altro caso di furto di immagini in pubblicità.  È prassi comune tra i pubblicitari “prendere spunto”, senza il consenso del legittimo titolare e autore, o copiare totalmente, le idee che sono alla base di progetti creativi. Il furto è semplice a causa della facile appropriazione che viene garantita da Internet e dalla proliferazione delle idee in rete.

Casi di furto di immagini dai social network sono sempre più frequenti. Alcuni si sono dati anche un nome. Appartengono al genere dei c.d. artisti dell’appropriazione. Si inventano forme di arte e riescono pure a ricavarci guadagni. Altri sviluppano idee e vincono premi sulla base di meriti altrui, altri ancora prendono semplicemente senza chiedere e senza neanche nominare la fonte dalla quale si sono bellamente abbeverati. Può trattarsi, ovviamente, non solo di un’idea al suo stadio embrionale, ma di una vera e propria campagna pubblicitaria.

Così è successo di nuovo.

Si tratta del caso della campagna abbonamenti della Juventus e, giusto per non fare la figura della copiona, farò subito una dovuta menzione al sito dal quale ho preso la notizia. Si tratta dell’articolo pubblicato su Wired Italia del 18 giugno di Michele Boroni, sezione idee.

Ciò detto riassumo l’accaduto.

Il 15 giugno è uscito il poster della nuova campagna abbonamenti della Juventus per il campionato 2015/2016 ideata dall’agenzia Independent Ideas fondata da Lapo Elkann: l’immagine ritrae il primo piano di una ragazza che urla ed esulta con il volto pitturato di bianco e nero. Lo slogan è “Puro godimento”.

Il 16 giugno è stato postato un doppio tweet – in spagnolo e in italiano – del Deportivo Badajoz, club spagnolo che milita nella terza divisione del campionato e che recitava così “Se i vicecampioni d’Europa seguono i tuoi passi, sei sulla buona strada. Ciao Juventus, non preoccuparti, la risolviamo con un’amichevole a Badajoz. Saluti“. La foto allegata al tweet riporta l’immagine del loro poster pubblicato a fine maggio per incitare i loro supporter prima della sfida clou del campionato. Foto leggermente diversa, ma solo perché è cambiato il volto della ragazza a strisce: soggetto e creatività sono davvero identici.

E così “Puro godimento”, lo slogan,  è l’unica forma di creatività che si è concessa l’agenzia di pubblicità del signor Elkann. “Ti aspettiamo per un’altra, memorabile, stagione” recita nel sottotitolo. Tutto sembra tranne che creativo e originale.

Il commento di qualche giornale, che mi pare corretto, dice infatti che “di memorabile, al momento, rischia di essere la figuraccia del club bianconero, accusata di aver scopiazzato il manifesto da una squadra di quarta divisione spagnola.”

La ‘denuncia’ è sicuramente ironica. Il Club Deportivo Badajoz ha pensato di buttarla sul ridere sapendo che dare inizio a una causa sarebbe stato troppo, sia a livello di spesa che di tempo.

La Juve in Italia è la squadra più amata, ma anche la più odiata, e quindi si sono immediatamente levati centinaia di post e tweet di critiche, accuse di furto e di plagio che hanno causato la successiva smentita.

Nel pomeriggio del 17 giugno è arrivato un comunicato dell’agenzia Independent Ideas – in homepage del loro sito – in cui si respingono le accuse di plagio e si racconta come sono andate davvero le cose. In pratica l’idea creativa del volto pitturato aveva come riferimento un’immagine trovata su uno dei tanti siti di immagini di repertorio (www.shutterstock.com per la precisione). L’idea era stata già proposta lo scorso anno al cliente Juventus in sede di gara ma non era stata approvato; quest’anno invece l’idea aveva avuto l’ok dal club bianconero e quindi l’agenzia ha realizzato uno scatto ex-novo.

Apparentemente quindi non si tratta di plagio, né di furto, né da parte dell’agenzia Independent Ideas né tanto meno della Juventus (anche chi si è occupato del poster del Badajoz ha attinto dalla stessa fonte)  bensì di un “rischio del mestiere” del creativo nell’era di internet.

Questo succede quando la creatività passa da internet e dalle “banche immagini” piuttosto che dal foglio bianco e dalla matita. È una pratica, purtroppo, piuttosto consolidata tra le agenzie e quindi le banche immagini sul web da semplice spunto di ispirazione diventano dei discount della creatività a basso prezzo.

C’è da chiedersi se questa consuetudine sia in parte dettata dallo stesso cliente, dai suoi tempi stretti o dai budget sempre più ridotti. La creatività è costosa e questa è la scusa che viene sempre più spesso messa sul tavolo.

È anche vero che oggi i costi e i tempi per fare una buona foto,  ad esempio, si sono notevolmente ridotti e con una produzione di poche centinaia di euro e una buona idea creativa si può realizzare una buona campagna.

Insomma, ad essere originali ci si guadagna sempre. Nel frattempo, la facciona bianconero fa bella mostra all’ingresso della stazione Termini. Alla faccia della creatività.


La creatività pubblicitaria ai tempi di Internet


 

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