Sono consentiti i link ad un sito che viola il diritto d’autore ?

link ad un sito che viola il diritto d’autore

Link ad un sito che viola il diritto d’autore sono consentiti?

I link ad un sito contenente materiali  illeciti protetti dal diritto d’autore sono consentiti su internet?

A prevalere deve essere la libertà d’espressione sul web o le norme a tutela del diritto d’autore?

Sembrano queste in estrema sintesi le domande che la Suprema Corte Olandese ha posto alla Corte di Giustizia  dell’Unione Europea  (CGUE) che ancora non si è pronunciata sul fatto.

Il tema dei link a materiali protetti dal diritto d’autore è già stata oggetto di alcune pronunce  della Corte UE che aveva già deciso, nei casi Svensson e Bestwater,  che il proprietario di un sito Internet può offrire link ad opere protette disponibili in accesso libero su un altro sito, senza l’autorizzazione dei titolari dei relativi diritti d’autore.

“La Corte rileva che il fatto di fornire link «cliccabili» verso opere protette costituisce un atto di comunicazione. Infatti, un atto di tal genere è definito nel senso della messa a disposizione di un’opera al pubblico in maniera tale che quest’ultimo possa avervi accesso (ancorché in concreto non si avvalga di tale possibilità). Inoltre, gli utenti potenziali del sito gestito dalla Retriever Sverige possono essere considerati quale pubblico, atteso che il loro numero è indeterminato e considerevole.”

La Corte, però, non aveva affrontato il profilo della possibile responsabilità di colui che linka, né quello della violazione del copyright in caso il link porti a del materiale che viene messo a disposizione del pubblico su siti di terzi,  senza la volontà del titolare e senza trattare il tema specifico della libertà d’espressione su internet.

In questo  caso la vicenda ha riguardato un blog di nome Geen Stijl  che è stato evocato in giudizio dall’editore di Playboy in Olanda, Sanoma.

La fattispecie é diversa (almeno secondo la qualificazione in termini di libertà d’espressione effettuata dalla Corte Olandese), poiché si discute dei principi della libertà di  espressione (protetti anche dalla nostra Costituzione all’art 21)  e della responsabilità di chi linka materiali illegali rispetto alle leggi sul diritto d’autore.

Il caso

Geen Stijl (blog di intrattenimento e notizie) aveva ricevuto un collegamento da una fonte anonima che aveva postato delle foto ancora inedite di Britt Dekker (una celebrità locale) on-line, che dovevano ancora essere pubblicate su Playboy.

link ad un sito che viola il diritto d’autore

Geen Stijl aveva anche inserito on-line un link al file zippato che conteneva tutte le immagini. La Corte d’Appello ha stabilito che non era una violazione del copyright, ma piuttosto la fattispecie costituiva un illecito (tort), in quanto Geen Stijl aveva facilitato l’accesso alle immagini che non erano ancora state pubblicate.

Geen Stijl ha appellato la sentenza motivando che la Corte d’Appello aveva erroneamente applicato l’eccezione del diritto d’autore della ‘citazione’ e non aveva sufficientemente bilanciato il diritto alla libertà di parola (freedom of speech) con quello della protezione del copyright statuendo che solo in “circostanze eccezionali” il freedom of speech puo essere applicato in danno al diritto di protezione del copyright.

La Corte Suprema ha accolto sul punto l’appello presentato da Geen Stijl stabilendo che anche il copyright, come la libertà di parola, sono diritti fondamentali, che quindi dovrebbero essere considerati su un piano di parità. La Corte d’Appello avrebbe dovuto quindi prendere in considerazione tutte le circostanze rilevanti (tra le quali c’è il fatto che ciò che è stato linkato rappresenti una notizia o abbia un uso commerciale), e non solo in circostanze eccezionali.

Sanoma ha presentato un appello incidentale, mandato alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE).

Costituisce comunicazione al pubblico (e quindi, ad esempio essere oggetto di enforcement)  il comportamento di colui che linka ad un sito quando questo contiene materiali protetti ed  è diverso da quello messo a disposizione dal titolare del diritto d’autore?

In sostanza, la Corte Suprema ha come base per giudicare le sentenze Svensson e BestWater che non chiariscono se il collegamento a una fonte che è liberamente accessibile on-line, ma che comunica al pubblico senza il consenso del detentore del copyright, dovrebbe essere qualificato quale lesione o violazione del diritto d’autore.

La CGEU dovrà stabilire se costituisce violazione l’attività di quei siti che non contengono materiale protetto ma che si limitano a linkare a contenuti protetti; si pensi ad esempio a quei siti che consentono lo streaming o lo scaricamento di materiale rivolgendosi a siti terzi che contengano materiali protetti, magari puntando ai cd cyberlocker o ai torrent.

Sarebbe conveniente, per mettere fine a qualsivoglia discussione, in linea con il principio della libera circolazione e disponibilità delle informazioni che sono accessibili su Internet, una decisione della CGUE che escluda la responsabilità di siti linkanti come facilitatori di una possibile violazione del copyright su siti non riconducibili ai titolari del diritto d’autore.

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