La nozione di plagio nel diritto d’autore: il Plagio e il Plagio Umano secondo Fabrizio Capoccetti

La nozione di plagio nel diritto d’autore. Con il termine plagio, nel diritto d’autore, ci si riferisce all’appropriazione, tramite copia totale o parziale, della paternità di un’opera dell’ingegno altrui.

In tale accezione, il termine trova riscontro nell’inglese plagiarism e nel francese e tedesco plagiat, e deriva dal latino plagium (furto, rapimento).

Anche in materia di diritto d’autore italiano, si usa correntemente il termine plagio per designare l‘appropriazione, totale o parziale, di un’opera dell’ingegno altrui nel campo della letteratura, dell’arte, della scienza, o comunque coperta dal diritto d’autore, che si voglia far passare per propria.

Tale contraffazione può avere, oltre ai risvolti di natura civilistica, anche risvolti di natura penalistica. La Convenzione di Berna, adottata a Berna nel 1886, fu la prima convenzione internazionale a stabilire il riconoscimento reciproco del diritto d’autore tra le nazioni aderenti. 

C’è stata molta confusione nella definizione del plagio, dovuta anche all’accostamento di tale fattispecie alla contraffazione.

Ma mentre il primo indica l’azione di chi si appropria di un’opera altrui, o di una sua parte e/o di una sua elaborazione, usurpandone la paternità (ovvero dichiarandosene autore), la contraffazione è lo sfruttamento economico dell’opera che avviene senza il consenso dell’autore (p.e. la pirateria discografica: qualcuno pone in commercio copie abusive delle mie composizioni).

Il plagio più semplice è quello che avviene mediante la riproduzione dell’opera o di una sua parte: sia dell’opera già pubblicata, per esempio spacciandola come propria, sia dell’opera inedita, mediante l’esercizio abusivo del diritto di prima pubblicazione.

Non vi è plagio, né contraffazione, se l’opera o parte di essa viene riprodotta per uso privato.

La nozione di plagio nel diritto d’autore: il Plagio e il Plagio Umano secondo Fabrizio Capoccetti. C’è poi la fattispecie del plagio umano spiegata da Bizio nella seconda puntata della serie tv “Dov’è Mario?” , la doppia vita di Mario Bambea e di Guzzanti.


La nozione di plagio nel diritto d'autore


“… e questo a casa mia se chiama PLAGIO….Che poi scusi Dottò ma è anche qualcosa de più de PLAGGIO….. perchè ve la siete proprio caricata de peso…  lo potremmo chiamà ….PLAGIO UMANO”

Faglia:Viè qua, viè qua…io non mozzico…Cinzia ha già magnato….viè qua….ma quelle battute gliele scrivi tu?”

Bizio : “e chi se no…si!”

Faglia: “Guarda quelle poesie sono davvero esileranti”

Bizio: “Grazie Dottore….però me se l’è rubata il Pugliese …… e fa la scenetta uguale precisa a come l’ho scritta io” 

Faglia: “eh già”

Bizio: “.. e questo, a casa mia, se chiama PLAGIO…”

Faglia: “PLAGGIO…bravo PLAGGIO…”

Bizio: allora esiste una cosa che si chiama diritto d’autore…esiste una cosa che si chiama…”

Faglia: “SIAE”

Bizio: “A SIAE”

Cinzia: “La SIAE”

Faglia: “Si so du cose… una è SIAE l’altra è SIAE” 

Bizio:….Che poi scusi dottò ma è anche qualcosa de più de PLAGIO…..perchè ve la siete proprio caricata de peso… lo potremmo chiamà PLAGIO UMANO”

Faglia:PLAGGIO UMANO…. bella questa….è già depositata questa?”

Bizio:No ma Dottò è un problema de principio…perchè io a sta ragazza la stavo a far crescere è chiaro…a comincià aggiungevo ogni sera dopo sera un taselli, un tasselli, un tasselli, piano piano se stava a sviluppà fatto verso lo spettacolo fatto pe un certo progetto….”

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