Concorrenza sleale e abuso del diritto nell’inadempimento contrattuale: Attrakt vs Google

Concorrenza sleale e abuso del diritto nell’inadempimento contrattuale. La sentenza emessa dal Tribunale di Milano, n. 7638/2016, in data 5 maggio 2016, ha dato ragione in primo grado al motore di ricerca italiano Attrakt condannando  il colosso Google a risarcire la start up italiana. 

Oggi il sito web Attrakt.com è solo una pagina sulla quale c’è scritto che l’azienda è in liquidazione.

I risvolti di questa vicenda sono legati a una controversia tra la startup fiorentina (Attrakt) e il gigante Google, accusato di «abuso di dipendenza economica, concorrenza sleale e abuso del diritto nell’inadempimento contrattuale».

Attrakt vs. Google: la giovane start-up italiana ha citato in giudizio Google il colosso americano e per ora ha vinto.

IL FATTO

Dopo anni di esperienza nel web marketing ed incarichi manageriali all’estero, un gruppo di giovani professionisti italiani ha realizzato a Firenze un motore di ricerca innovativo e personalizzabile: Attrakt.com.

Esso fondeva elementi di ricerca e di condivisione dei contenuti (social sharing), rendendo possibile il costante miglioramento dei risultati di ricerca sulla base degli input inseriti dagli utenti.

Nel giugno 2011 il progetto venne presentato a Google con lo scopo di avviare una collaborazione nella distribuzione di pubblicità.

L’idea alla base dell’algoritmo di Attrakt fu subito giudicata notevole dal colosso di Mountain View che, dopo avere esaminato nel dettaglio il business plan di Attrakt, tramite la sua controllata irlandese Google Ireland Ltd., ha sottoscritto con la start-up italiana due contratti per la distribuzione pubblicitaria: AdWords e AdSense.

Nel primo anno di attività, grazie agli spazi pubblicitari venduti con l’intermediazione di Google, Attrakt ha fatturato circa 2 milioni di euro, importi che sono stati tutti reinvestiti nel progetto del motore di ricerca, apprezzatissimo per la sua grande efficacia non solo in Italia, ma soprattutto all’estero (India, USA, Sud Africa, etc.).

L’Università di Firenze si entusiasmava del progetto e stipulava con Attrakt un accordo per la formazione post universitaria di professionisti del web. Anche la stampa estera di settore si interessava al motore di ricerca, comprendendone fin da subito le eccezionali potenzialità: (http://searchengineland.com/new-search-engine-attrakt-focuses-on-curated-content-117920)

I proventi della società aumentarono esponenzialmente, così come i collaboratori, i fornitori e gli iscritti al servizio che crescevano a centinaia ogni giorno.

A Dicembre 2012, Attrakt ricevette l’interessamento di un fondo di investimento americano, specializzato in acquisizioni di start-up tecnologiche.

E’ possibile che l’idea che la piccola start up italiana potesse ricevere un apporto di capitale tale da diventare indipendente e pensasse di fare concorrenza alla multinazionale californiana non deve avere incontrato troppi consensi oltreoceano.

Solo pochi giorni dopo, infatti, – nonostante il 2013 si fosse aperto con il plauso dei top manager di Google per gli eccezionali progressi del motore di ricerca italiano – l’attività di Attrakt fu bruscamente interrotta da un incredibile cambio di atteggiamento della multinazionale americana e della sua controllata irlandese, che, dapprima, si sono illegittimamente rifiutate di pagare ad Attrakt i compensi maturati negli ultimi due mesi (per un ammontare pari ad oltre 500.000,00 Euro) e, successivamente, hanno cancellato il contratto AdSense senza alcun preavviso, impedendo ad Attrakt anche l’accesso ai dati contabili, rifiutandosi di fornire qualsiasi tipo spiegazione o chiarimento.

Alla start-up italiana, che si era fidata delle prospettive di collaborazione offerte dal gigante americano, nel giro di poche ore, venivano sottratti i mezzi economici essenziali per mantenere e sviluppare i propri servizi.

Attrakt, finanziariamente distrutta dai mancati pagamenti di Google, era costretta, con grande sacrificio personale dei suoi soci, ad iniziare una causa civile contro il colosso americano. Ha quindi iniziato un giudizio davanti alla sezione imprese del Tribunale di Milano, chiedendo un risarcimento milionario.

Con atto notificato il 26 novembre 2013, la società attrice citava a giudizio la società Google, chiedendo l’accertamento degli inadempimenti contrattuali della convenuta, l’accertamento di abuso di posizione dominante e/o di dipendenza economica da parte della stessa, nonché di atti di concorrenza sleale e la conseguente condanna a risarcire i danni subiti dall’attrice

Google impostava da subito la propria difesa accusando Attrakt di ogni sorta di nefandezze.

Anzitutto va chiarito che la prima contestazione ricevuta da Attrakt in data 11 gennaio 2013 da parte di Google, e che anticipava il recesso, riguardava l’esistenza di collegamenti sulla propria pagina a siti per adulti. Con email 11 gennaio 2013, Google si limitava a chiedere ad Attrakt di “rendere il suo account AdSense conforme alle norme del programma … apportando le modifiche al sito entro 72 ore” ed individuando la violazione nella “pubblicazione di annunci Google su pagine che trattano contenuti destinati ad un pubblico adulto”

Dopo oltre tre anni, e dopo aver affrontato una durissima battaglia legale, Attrakt si è vista riconoscere piena ragione dal Tribunale di Milano, mentre Google è stata condannata alla restituzione degli importi illegittimamente trattenuti, nonché al risarcimento del danno arrecato.

Le false accuse sono state non solo smentite, ma riconosciute dalla sentenza del Tribunale di Milano come artefatte e destinate al solo scopo di eliminare un potenziale concorrente dal mercato.

“Google aveva agito al solo fine di eliminare dal mercato la società attrice, a causa della sua forte e rapida crescita nel giro di pochissimi anni, inventando una “violazione della policy di AdSense”, in realtà mai verificatasi.”

Sentenza n. 7638/2016 emessa dal Tribunale di Milano, sez. specializzata in materia di impresa A (Pres. Marina Tavassi, Rel. Silvia Giani, Cons. Alima Zana), il 17 giugno 2016 nel giudizio con R.G. n. 86198/2013. Per scaricare la sentenza basta cliccare su questo link http://attrakt.com/

La sentenza, inoltre, sancisce la nullità delle clausole del contratto AdSense che limitano la responsabilità di Google.


Concorrenza sleale e abuso del diritto nell’inadempimento contrattuale


 

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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