Il commercio di merci contraffatte e usurpative: una mappatura dell’impatto economico

Il commercio di merci contraffatte: una mappatura dell’impatto economico

L’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale (EUIPO) e l’Organizzazione mondiale per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) hanno presentato, il 18 aprile 2016 a Parigi, un nuovo studio  sul valore del commercio mondiale degli articoli contraffatti “Trade in Counterfeit and Pirated Goods: Mapping the Economic Impact” (Il commercio di merci contraffatte e usurpative: una mappatura dell’impatto economico).

Questo studio analizza l’impatto sul commercio globale di merci contraffatte e usurpative, note al grande pubblico come “falsi”. Mediante analisi statistiche ed attingendo ad un unico insieme di dati relativo a quasi mezzo milione di sequestri doganali, lo studio dà conto dell’enorme quota di commercio internazionale interessata dal fenomeno delle merci contraffatte e usurpative.

Nel 2013 il commercio internazionale delle merci contraffatte e usurpative rappresentava fino al 2,5 % del commercio mondiale, per un valore pari a 461 miliardi di USD. Questa cifra è equivalente al PIL dell’Austria o al PIL di Irlanda e Repubblica Ceca messe assieme.

Ma soprattutto, questi risultati evidenziano quanto significative possano essere le perdite economiche e sociali per i titolari di diritti, i governi e l’economia formale nel suo complesso.

Essi danno inoltre un’idea del potere economico delle reti criminali che si nascondono dietro simili volumi d’affari.

Il commercio di merci contraffatte. Un’analisi specifica sull’Unione europea mostra che, nel 2013, le importazioni di merci contraffatte e usurpative costituivano il 5 % di tutte le importazioni, per un valore fino a 116 miliardi di USD (85 miliardi di EUR). Ne deriva che, per un gruppo di paesi sviluppati come l’UE, l’impatto relativo della contraffazione equivale al doppio rispetto al mondo intero.

L’entità del fenomeno risultava superiore rispetto a quanto accadeva nella decade precedente Uno studio dell’OCSE condotto nel 2008 stimava come le merci contraffatte e usurpative rappresentassero fino all’1,9 % delle importazioni mondiali, o fino a 200 miliardi di USD, in base ai migliori dati e alle migliori informazioni disponibili all’epoca.

Con l’odierna ripresa del commercio internazionale e dell’economia globale aperta, non si può dire che le opportunità per contraffattori e criminali scarseggino. Al contrario, il commercio di merci contraffatte e usurpative costituisce ormai una grave minaccia per qualsiasi economia aperta basata sulla conoscenza.


commercio di merci contraffatte


Il commercio di merci contraffatte. La proprietà intellettuale (PI) è un importante generatore di valore per le imprese, nonché un fattore determinante per il successo nei mercati competitivi. A livello macroeconomico, la tutela e l’applicazione della PI sono tra i principali motori d’innovazione fondamentali per garantire una crescita economica sostenuta.

Considerata la notevole importanza economica della PI, la contraffazione e la pirateria devono essere direttamente affrontate come una grave minaccia ai modelli imprenditoriali sostenibili fondati su di essa. Contraffazione e pirateria riguardano molte categorie di merceologiche, dai beni di lusso ai prodotti oggetto di scambio tra imprese fino ai comuni prodotti di consumo.

Qualsiasi prodotto cui la PI aggiunga valore economico per i titolari dei diritti e crei una differenza di prezzo, viene preso di mira dai contraffattori. I prodotti contraffatti vanno dai beni di lusso di gamma relativamente alta, come orologi, profumi o merci in pelle, ai prodotti destinati allo scambio tra imprese, come macchinari, sostanze chimiche o parti di ricambio (per un ampio ventaglio di prezzi), ai prodotti di consumo comuni come i giocattoli, i medicinali, i cosmetici e gli alimenti.

Ogni prodotto tutelato dalla PI, di fatto, può essere contraffatto. Sono stati sequestrati persino prodotti freschi a marchio contraffatto come fragole, banane, cannella o olio di cocco contraffatti. Alcuni prodotti contraffatti come i medicinali, i pezzi di ricambio e i giocattoli sono di qualità estremamente bassa e possono rappresentare una significativa minaccia per la salute e la sicurezza. Un fenomeno che interessa tutti i segmenti di mercato.

Il commercio di merci contraffatte. Gli autori di atti di contraffazione massimizzano i propri profitti andando a colpire tutti i potenziali segmenti di mercato.

Sia i mercati secondari, in cui i consumatori acquistano intenzionalmente prodotti falsi da contraffattori e usurpatori, sia i mercati primari, in cui gli acquirenti di merci contraffatte vengono truffati, poiché pensano di acquistare prodotti legittimi.

Di recente, i mercati dei prodotti che violano la PI sono divenuti sempre più globalizzati, al punto da essere ormai caratterizzati anch’essi da tendenze globali. La ripresa degli scambi commerciali dopo la crisi economica, con la crescente apertura dei mercati in molte regioni, la comparsa e la globalizzazione di catene di valore e il boom del commercio online nel mercato globale, sono tutti fattori che concorrono a sostenere le dinamiche del mercato globale, sia per le merci legittime che per quelle contraffatte.

Le merci contraffatte provengono praticamente dalle economie di tutti i continenti, anche se la Cina rappresenta l’economia produttiva di più ampie dimensioni.

Se è vero che le merci contraffatte possono provenire da qualsiasi economia, altrettanto certo è che in media, nei mercati internazionali i redditi medi e le economie emergenti tendono a essere condizioni particolarmente favorevoli per la diffusione di merci contraffatte e usurpative.

Si parla in tal caso di “economie di provenienza”, con riferimento sia agli importanti punti di transito nel commercio internazionale, sia alle economie produttrici, tra cui la principale è quella cinese. Intuitivamente, queste economie tendono ad avere capacità produttive e tecnologiche e un’infrastruttura sufficienti a garantire gli scambi su larga scala. Esse tuttavia possono non aver elaborato quadri istituzionali solidi, in grado di contrastare queste forme di commercio illecito, compresa una legislazione in materia di PI e le prassi di attuazione ad essa correlate.

Il commercio di merci contraffatte. La contraffazione colpisce la maggior parte dei marchi, molti dei quali sono originari dei paesi dell’OCSE, anche se la Cina stessa ne è colpita.

Da un’analisi dettagliata dei dati relativi ai marchi, oltre che delle informazioni sulla registrazione dei titolari dei diritti della PI violati, emerge che la maggior parte dei prodotti contraffatti è registrata nei paesi dell’OCSE, soprattutto Stati Uniti, Italia, Francia, Svizzera, Giappone, Germania, Regno Unito e Lussemburgo.

Anche nelle economie emergenti, tuttavia, i titolari di diritti registrati cominciano ad aumentare. Dati recenti, per esempio, mostrano che i diritti della PI delle società cinesi sono stati spesso violati. Tutte le società innovative che fanno affidamento sulla PI per sostenere una propria strategia di sviluppo globale sono a rischio, indipendentemente dal fatto che siano situate nelle economie sviluppate o nelle economie emergenti a forte sviluppo.

Le rotte commerciali delle merci contraffatte e usurpative sono complesse e possono variare in maniera dinamica, anche nei punti di transito intermedi.

Un’analisi delle importazioni di merci contraffatte e usurpative nell’UE ha individuato un insieme di importanti punti di transito intermedi. Alcuni di questi, come Hong Kong, Cina o Singapore, sono importanti centri del commercio internazionale generale.

Altri punti di transito comprendono le economie di paesi con governi estremamente deboli e una forte presenza di reti della criminalità organizzata o persino di strutture terroristiche (per esempio, Afghanistan o Siria). Dall’analisi si evince che lo scenario varia di anno in anno, a seconda dei vuoti di governo che vengono prontamente sfruttati dai trafficanti.

La relazione integrale è disponibile ai seguenti indirizzi: www.euipo.europa.eu e www.oecd-ilibrary.org

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