Il diritto di immagine dei calciatori e più in generale degli sportivi professionisti

diritto immagine calciatori

Diritto immagine calciatori e più in generale degli sportivi professionisti (di Giovanni Facci)

Il diritto all’immagine dei calciatori – e più in generale degli sportivi professionisti – presenta aspetti di indubbio interesse.

Il tema evoca quello delle persone “note”, generalmente ritratte in occasione di manifestazioni “svoltisi in pubblico” – quali quelle sportive – con conseguente rilevanza delle cause di giustificazione alla divulgazione dell’immagine, previste dal comma 1° dell’art. 97 l.a.

Viene quindi in considerazione la libera utilizzazione del ritratto, tenuto conto che il potere di ogni persona di controllare, attraverso la prestazione del consenso, ogni atto di diffusione della propria immagine, viene meno, allorché ricorrano le esigenze d’interesse pubblico contemplate dalla norma sopra richiamata.

Tali esigenze decretano una limitazione del diritto del singolo titolare di impedire l’esposizione, riproduzione o messa in commercio della propria immagine, di modo che diviene legittima la divulgazione del ritratto anche senza il consenso dell’interessato.

L’interesse nei confronti del tema è accresciuto dall’introduzione di una disciplina convenzionale inerente i diritti d’immagine dei calciatori professionisti. Sono intervenuti, infatti, specifici accordi conclusi dai rappresentanti delle categorie interessate e stipulati anche ai sensi dell’art. 4 della l. 23 marzo 1981, n. 91, in tema di rapporti tra società e sportivi professionisti.

Più precisamente, tali accordi sono volti a contemperare l’autonomia negoziale dei singoli sportivi – e pertanto il diritto degli stessi alla conclusione di accordi commerciali riguardanti la propria immagine – con l’interesse delle singole società professionistiche a disporre contrattualmente dell’effige dei propri tesserati.

Al contempo, il fatto che il titolare del diritto all’immagine sia un soggetto famoso, quale può essere il professionista sportivo, fa sì che vengano prepotentemente alla ribalta i profili patrimoniali inerenti al diritto e, conseguentemente, lo spazio da riservare alla contrattazione in ordine a tali profili.

A livello generale, infatti, non deve dimenticarsi che i molteplici atti negoziali di disposizione dell’immagine – soprattutto se si tratta di un personaggio celebre – hanno comportato un ripensamento sulla natura del diritto, alla stessa stregua di ciò che è avvenuto nell’ordinamento nord americano dove – accanto al right of privacy – si è riconosciuto un nuovo diritto soggettivo di natura patrimoniale sul publicity value del proprio ritratto, denominato right of publicity.

In questo modo, accanto ad un diritto caratterizzato dalla prevalente natura strettamente personale – che attribuisce al titolare un potere generale di impedire la diffusione dell’immagine – si è via via configurata e valorizzata una componente patrimoniale del bene giuridico immateriale e quest’ultimo – in virtù della natura patrimoniale riconosciutagli – è considerato pienamente commerciabile e conferisce al titolare il potere di compiere veri e propri “negozi giuridici a carattere lucrativo”, riguardanti il proprio ritratto.

A questo proposito, sono particolarmente significativi i contratti – dal contenuto assai ampio e diversificato – a cui i singoli atleti frequentemente ricorrono per sfruttare a livello commerciale la popolarità acquisita nell’ordinamento sportivo.

Si è così passati da una considerazione del diritto all’immagine, come mero ius excludendi – quale pretesa giuridica all’astensione da parte dei terzi da atti di divulgazione del ritratto, in funzione di tutela della riservatezza dell’interessato – ad una concezione strettamente collegata agli interessi patrimoniali derivanti dallo sfruttamento dell’immagine, soprattutto se si tratta di un personaggio celebre.

Tale superamento della concezione tradizionale – limitata al diritto alla non conoscenza da parte di altri dell’immagine del soggetto – ha comportato effetti anche sul piano della tutela determinando l’evoluzione della nozione di immagine, non più circoscritta all’aspetto fisico in senso stretto, ma intesa quale complesso di connotati e qualificazioni che accompagnano un determinato soggetto.

La conseguenza è stata che la tutela garantita non riguarda soltanto le mere sembianze fisiche della persona nota, ma ricomprende la riproduzione di peculiarità, prerogative o caratteristiche particolarmente evocative del personaggio.

Ad esempio, si è ritenuta illegittima negli spot pubblicitari l’imitazione della voce e del timbro vocale, nonché l’utilizzazione dell’immagine di un sosia, l’impiego del disegno caricaturale, sino ad arrivare a considerare illecita la riproduzione di accessori tipici del look, caratterizzanti il personaggio celebre.

La ratio di tale impostazione è che gli elementi caratterizzanti un soggetto, quali la voce, la rassomiglianza, nonché gli oggetti utilizzati dalla persona nota, siano evocativi della stessa alla stessa stregua dell’immagine e del ritratto e, conseguentemente, in caso di sfruttamento non autorizzato, siano suscettibili della medesima tutela.

In altre parole, la tutela del diritto all’immagine della persona celebre, quale ad esempio un professionista sportivo, è ormai estesa a tutto ciò che, direttamente o indirettamente, richiami la stessa, a prescindere da una mera riproduzione delle sembianze fisiche.

Spero di averti dato qualche informazione utile su come funziona il diritto di immagine per gli sportivi professionisti.

Io ho finito e adesso tocca a te 
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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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