La libertà di panorama nelle legislazioni Francese e Tedesca

libertà di panorama nelle legislazioni Francese e Tedesca

Libertà di panorama nelle legislazioni Francese e Tedesca (di Domenico Piero Muscillo)

In Francia non esiste alcuna previsione normativa che ammetta la libertà di panorama né per le sculture, né per le opere architettoniche e nemmeno per le opere artigianali in 2D che superano il “limite dell’originalità”.

Il Tribunale di Grande Istanza di Lione ha affermato la necessaria applicazione del diritto d’autore a riproduzioni di opere d’arte esposte in luoghi pubblici. Con riguardo agli edifici, i casi giurisprudenziali hanno individuato diversi criteri, molto rigidi, per individuare il “limite dell’originalità”.

Il Codice della Proprietà Intellettuale prevede agli articoli 111 e seguenti il principio fondamentale per il quale l’autore di un’opera dell’ingegno ha il diritto di godere della sua opera.

L’articolo 122, al comma 1, prevede che il diritto attribuito all’autore di sfruttare la sua opera comprenda il diritto alla rappresentazione e quello alla riproduzione. L’articolo 122, al comma 3, in particolare individua le caratteristiche della riproduzione che consiste nel rendere conoscibile un’opera al pubblico anche in via indiretta.

Le modalità nel rendere pubblica l’opera sono diverse ed è ricompresa anche la fotografia.

Nel caso di opere architettoniche, la riproduzione consiste anche nella ripetuta esecuzione di un progetto.

Ricopre un ruolo fondamentale nel Codice della Proprietà Intelletuale l’articolo 122, al comma 4, che prevede l’illegalità di qualsiasi riproduzione completa o parziale effettuata senza il consenso dell’autore o dei suoi eredi.

L’ordinamento francese tutela il diritto d’autore sia dal punto di vista morale che economico. In Francia però vi è una particolarità riguardante il suo monumento simbolo, per quanto concerne lo scattare fotografie.

Non presenta problemi scattare fotografie di notte alla Tour Eiffel, per uso personale.

I problemi sorgono quando si ha l’intento di distribuire le foto su Internet, in particolare sui social network, in quanto secondo la Legge Francese non sono attività personali.

La Tour Eiffel è un’opera architettonica, sulla quale il diritto d’autore è venuto meno in quanto l’articolo 123, al comma 1, del Codice della Proprietà Intellettuale prevede, come in Italia, la durata della tutela del diritto d’autore per un periodo massimo di 70 anni dalla morte dell’autore.

La questione che ha suscitato molto scalpore in Europa è la non possibilità di fotografare, con il fine di pubblicare sui social network, la Tour Eiffel illuminata.

Le immagini della Tour Eiffel scattate di giorno non sono soggette a copyright (sono rights-free) mentre quelle di notte necessitano dell’autorizzazione per la pubblicazione.

La questione, è stata oggetto di numerose vicende giudiziarie e di una sentenza della Corte di Cassazione francese16, la quale ha sancito definitivamente come sussista tale diritto in favore della SNTE (Société nouvelle d’exploitation de la tour Eiffel), a cui devono pagarsi i diritti di fotografia notturna della famosa torre, a meno che questa non sia un mero elemento di un immagine panoramica ove rientrino più monumenti.

I casi giurisprudenziali ammettono delle eccezioni se l’opera d’arte soggetta a copyright è accessoria comparato all’opera principale rappresentata.

Pertanto, la sentenza n. 567/2005 della Corte di Cassazione non ha riconosciuto il diritto degli autori di opere d’arte installate in una pubblica piazza ad essere tutelati perché raffigurate in fotografie che riguardavano l’intera piazza.

Casi giurisprudenziali affermano che le opere d’arte, indicate precedentemente, non dovranno essere intenzionalmente incluse come un elemento della scenografia. La sua presenza nella foto dovrà essere, se possibile, evitata. Le Corti sono tradizionalmente inclini ad accettare le foto che mostrano il paesaggio urbano.

In Germania, invece opera la libertà di panorama.

In base all’art 59 del“Urheberrechtsgesetz”, (la Legge Tedesca sul copyright), è possibile scattare fotografie o riprodurre opere d’arte che sono esposte, in maniera permanente, allo spazio aperto, nelle strade e nelle piazze.

E’ possibile inoltre distribuire e pubblicare queste copie. Le opere d’arte dovranno possedere due diverse caratteristiche: il “carattere permanente” e la “esposizione al pubblico”.

Lo sviluppo tedesco in materia è una delle più conosciute.

Essa è conosciuta in Germania come “Panoramafreiheit” (che si potrà tradurre, in modo un po’ ruvido come “panorama di libertà” a dispetto di come si pronuncia in italiano “libertà di panorama”).

Ci sono tre decisioni giurisprudenziali molto interessanti da analizzare: la prima riguarda l’Alta Corte Regionale del Brandeburgo e la Corte Federale di Giustizia, che entrambe nel 2010 hanno affermato la non applicabilità della freedom of panorama nei confronti di immagini scattate all’interno di diversi parchi di proprietà di fondazioni in base alla legge statale.

Gli oggetti fotografati potranno essere solamente visualizzati dall’interno.

L’Alta Corte Regionale del Brandeburgo, rispetto a ciò trattenne la decisione in appello (senza decidere sulla specifica questione riguardante la libertà di panorama).

La Corte statuì che: “i parchi e le vie al suo interno, da dove sono state scattate le fotografie, non si potranno qualificare come pubblici”.

Basandosi su ciò, non è sufficiente che i parchi, recintati, siano intenzionalmente accessibili attraverso varchi che restano aperti durante il giorno.

L’Alta Corte Regionale notò che il fatto che i varchi fossero chiusi durante la notte non significava necessariamente che il parco non potesse essere considerato “pubblico”, ma che si doveva pensare il contrario basandosi sul trattato che regolamenta lo scopo delle fondazioni e dei suoi statuti.

Lo scopo pubblico viene rimarcato dai concetti di ricreativo, educativo e culturale. Le vie all’interno del parco non sono destinate al traffico generale, ma servono allo scopo di condurre i visitatori al suo interno.

Inoltre l’Alta Corte Regionale ritenne che al tempo della loro costruzione, gli edifici all’interno del parco “servirono allo scopo di essere usati per i bisogni della famiglia reale/imperiale e non erano pensati per essere accessibili al pubblico”.21 La seconda riguarda una decisione assunta dall’Alta Corte Regionale di Colonia del 2012. Decisione che riguarda una famosa scritta, “Liebe deine Stadt”, (considerata un’opera d’arte) installata per più di 5 anni sul tetto di un edificio, qualificata come un caso rientrante nel freedom of panorama.

La Corte fa un prolisso riferimento alla decisione del 2002, “Wrapped Reichstag”, della Corte di Giustizia Federale Tedesca, e conclude affermando che “secondo questi standard, non potrà essere negato che l’opera sia esposta “permanentemente” nello spazio pubblico” – non tenendo conto delle conclusioni del querelante, il fatto che il proprietario concedeva il permesso solamente per un anno o per pochi anni consecutivi e tenendo conto delle particolari caratteristiche dell’installazione.

Ad oggi, l’installazione è rimasta allo stesso posto per cinque anni. Un tempo significativamente più lungo rispetto a quello di una mostra temporanea. La sua rimozione potrebbe essere considerato equivalente alla distruzione del pezzo d’arte, anche se il simbolo venisse utilizzato da un’altra parte.

Il terzo caso riguarda una decisione pronunciata dalla Corte Regionale di Mannheim nel 1997. Il caso riguarda una scultura, chiamata “Holbeinpferd”, creata nel 1936 e che in origine non era colorata.

Nel corso degli anni, questa scultura raffigurante un puledro, venne pitturata e modificata (senza aver ottenuto il consenso dall’autore), fenomeno aumentato nel corso degli ultimi anni.

Il convenuto ha anche pubblicato delle foto della statua nella sua versione modificata e le ha anche modificate al computer.

Per la Corte, la freedom of panorama , si sarebbe potuta applicare, ma siccome la statua è stata modificata digitalmente, si è avuta la violazione dell’articolo 62 della Legge sul copyright tedesca.

Lo Studio Legale Dandi fornisce assistenza legale in Diritto d'Autore e Copyright. Dai un'occhiata ai nostri servizi oppure contattaci!

Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

Site Footer