Cinema d’Autore: Silence

Cinema d’AutoreCinema d'Autore: Silence, film del 2016 di Scorsese

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (dal Vangelo secondo Matteo)

Cinema D’autore:

Critica e Cultura Cinematografica a cura di Vincenzo Laurito

Silence

è un film del 2016 diretto da Martin Scorsese, che vede protagonisti gli attori Andrew Garfield, Adam Driver e Liam Neeson nei panni di tre padri gesuiti perseguitati in Giappone a causa della loro fede cristiana.

La chiave di lettura

Potrebbe racchiudersi in questo passo evangelico, una delle chiavi di lettura per poter comprendere Silence, l’ultima fatica del regista Martin Scorsese. Le parole del Vangelo paiono idonee a descrivere sia l’opera del noto regista, sia il bellissimo romanzo di Shusaku Endo da cui è tratto il film. Ciò che risalta in questa descrizione del martirio, è la lacerazione di anima e corpo, sono i dubbi profondi che l’uomo ha sin da quando s’interroga sulla presenza di Dio e sulla fede in quanto suo “testimone.” Cos’è infatti un testimone della fede se non un martire, disposto anche a sacrificarsi, poichè il cristiano in quanto tale è obbligato a renderne testimonianza?

Il film e i protagonisti

Sacrificio e supplizio, ben rappresentato dai due protagonisti del film. Padre Garupe (Adam Driver) e Padre Rodrigues (James Garfield), sono due gesuiti partiti dal Portogallo nel 1663 per indagare sulla presunta scomparsa di un loro missionario in Giappone: Padre Ferreira (interpretato da un sublime Liam Neeson), accusato di aver commesso apostasia, abiurando la fede. Il film segue l’excursus del loro viaggio, lungo le rive dei fiumi nipponici, una sorta di “Cuore di tenebra” che si dipana lungo i sentieri dell’anima. Anche padre Rodrigues finirà per dubitare della presenza di Dio, denunciando il suo “silenzio” dinanzi all’eccidio dei Kirishitan, i primi martiri del Giappone. Del resto l’autore di Taxi Driver pone in luce l’altra faccia della medaglia, sottolineando l’intento colonizzatore dei gesuiti nei confronti di una cultura millenaria, ritenuta allo stesso tempo barbara.

Il silenzio

Anche per questo il silenzio, si può tradurre nell’incomunicabilità fra culture, fra gli uomini e il loro credo, che per secoli ha dato vita a lunghe e laceranti guerre di religione. Silence è il film che Scorsese ha inseguito per trenta anni, noi aggiungiamo che con tale opera il regista newyorkese si è ricongiunto alla sua idea di cattolicesimo regalandoci un’opera con cui ha definitivamente chiuso il cerchio ideale iniziato con Mean Streets.

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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