Cinema d’Autore: Snowden e il diritto alla privacy

Cinema d’AutoreCinema d’Autore: Snowden

Cinema d’Autore:

Critica e Cultura Cinematografica a cura di Vincenzo Laurito

Snowden

è un film del 2016 co-scritto e diretto da Oliver Stone, con protagonista Joseph Gordon-Levitt nei panni di Edward Snowden, tecnico informatico ex dipendente della Central Intelligence Agency (CIA) responsabile della rivelazione di informazioni segrete governative su programmi di intelligence, tra cui il programma di intercettazioni telefoniche. La pellicola si basa sui due libri The Snowden Files di Luke Harding e Time of the Octopus di Anatoly Kucherena. Lo stesso Edward Snowden appare nei panni di sé stesso nelle scene finali del film e nelle scene durante i titoli di coda.

Il Regista Oliver Stone 

Attraverso i suoi film di denuncia Oliver Stone da anni mostra abilmente trame occulte e complotti: quelli che hanno contraddistinto la Storia recente degli USA.

I pericoli del controllo di massa

Con il suo ultimo film Snowden, il regista centra di nuovo il colpo, puntando stavolta il dito contro lo Stato-spia, che monitora con il suo occhio indiscreto le vite dei suoi ignari cittadini.

La storia di Snowden

La storia prende le mosse dalla vicenda, realmente accaduta, del consulente informatico Edward Snowden, in forza all’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA). Nel 2013 Snowden si trova ad Hong Kong dove ha deciso di rivelare a dei giornalisti del “The Guardian”, le trame illecite e le operazioni clandestine svolte dalla NSA, con l’avallo occulto del Governo USA, a riguardo della sicurezza nazionale. Snowden scopre che i programmi di intelligence avviati dal Governo, hanno avuto in realtà lo scopo di entrare illecitamente nei server dei cittadini americani, tramite dei software segreti. Tutto al fine di monitorare abitudini e dati sensibili delle persone spiate. Ma dal momento in cui le sue rivelazioni verranno diffuse su tutti i media, la vita dell’ex agente sarà inevitabilmente messa a repentaglio.

Conclusioni di Cinema d’Autore

Questo film, nelle sue intenzioni, ci avverte e nel contempo lancia un grido d’allarme sui rischi dello Stato-spia. Il Grande Fratello globale che lede senza remore la nostra privacy, sacrificata sull’altare di interessi privati ed economici, che ben poco hanno a che fare con la sicurezza globale e il terrorismo. Non possiamo allora esimerci dal considerare Edward Snowden un paladino della libertà. Tutti noi dovremmo prendere coscienza dei nostri diritti, lottare per essi e impedire una nuova dittatura più sottile, ma più profonda, che cammina lungo i fili dell’etere e ci uccide metaforicamente a colpi di megabytes e informazioni trafugate illecitamente.

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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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