Format di un programma televisivo: concessa la tutela solo se la struttura è ben definita

Il format di un programma televisivo

Il format di un programma televisivo è protetto dal diritto d’autore solo quando presenti una struttura ben definibile e ripetibile. Per struttura ben definibile si intende una struttura costituita da un titolo, un canovaccio, un apparato scenico e personaggi fissi. Soltanto la presenza di questi elementi lo qualifica come opera dell’ingegno e solo in questo caso è protetto dal diritto d’autore.

La figura del format di un programma televisivo

Si adatta meglio a spettacoli di intrattenimento che non ad opere destinate ad avere un vero e proprio sviluppo narrativo. In tal caso si richiede una struttura programmatica dotata di un grado minimo di elaborazione creativa, il che postula l’individuazione iniziale almeno degli elementi strutturali della vicenda e quindi della sua ambientazione nel tempo e nello spazio, dei personaggi principali, del loro carattere e del filo conduttore della narrazione, con l’ulteriore conseguenza che, in mancanza di tali elementi non è possibile invocare la tutela afferente alle opere dell’ingegno.

Chi lo dice?

Lo dice la Corte di Cassazione pronunciandosi sulla controversia sulla titolarità del format di “Amore criminale”, trasmissione incentrata sulla narrazione di episodi di cronaca nera di donne uccise dai loro compagni, di grande successo trasmessa dalla Rai.

Il format di un programma televisivo

Il caso esaminato (sentenza 18633 depositata il 27 luglio),

I giudici della Suprema Corte confermano – come già sostenuto dalla Corte di appello – che il format predisposto dalla casa di produzione Ruvido Srl fosse già dotato di una sufficiente “definizione creativa”, negando pertanto la contitolarità richiesta da Reti televisive spa che, pur avendo approntato il canovaccio della trasmissione, aveva poi suggerito alcune modifiche del tutto “marginali ed insignificanti”.

Il format di un programma televisivo secondo i giudici,

Per stabilire se un format di un programma televisivo integri gli estremi dell’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, pur dovendosi prescindere da un’assoluta novità e originalità di esso, nell’ambito di un concetto giuridico di creatività comunque soggettivo, è possibile, in assenza di una definizione normativa, aver riguardo alla nozione risultante dal bollettino Siae n. 66/1994, secondo cui l’opera deve presentare elementi qualificanti, articolazioni sequenziali e tematiche, costituite da un titolo, un canovaccio o struttura narrativa di base, un apparato scenico e personaggi fissi, cosi realizzando una struttura esplicativa ripetibile del programma.

Il format di un programma televisivo: la struttura esplicativa

In mancanza di tali elementi – stigmatizzano i giudici – non è possibile invocare la tutela afferente alle opere dell’ingegno, perchè si è in presenza di un’ideazione ancora “così vaga e generica da essere paragonabile a una scatola vuota” e non di un format.

La tesi della ricorrente

L’idea della ricorrente era diretta a dimostrare di avere essa stessa contribuito all’elaborazione del format, sulla base di una idea embrionale soltanto abbozzata dalla convenuta, fornendo i materiali per la puntata pilota. Ma – come rilevano i giudici – non esiste alcuna traccia di un contratto di appalto stipulato dalle parti, un documento che avrebbe viceversa provato l’affidamento del compimento dell’opera (o del servizio) all’appaltatore, il quale assume il rischio dell’organizzazione dei mezzi necessari. L’unico riferimento – si legge nella sentenza – è ad un accordo avente come oggetto la realizzazione della puntata pilota, che comunque non avvenne in regime di appalto.

Il ricorso, pertanto, è respinto.

Cade dunque l’accusa, rivolta a Ruvido srl, di concorrenza sleale, per essersi subdolamente avvalsa della collaborazione di Reti televisive spa. Gli apporti di quest’ultima sono infatti stati definiti dalla Corte di appello “insignificanti”.

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d’autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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