Legalizzare la Street Art: le soluzioni a Roma e Milano

Legalizzare la Street Art: le soluzioni

Legalizzare la Street Art: le soluzioni adottate in alcune città italiane

(di Domenico Piero Muscillo)

L’obiettivo è quello di limitare i fenomeni di vandalismo e di valorizzare la creatività di chi si dedica a questa forma espressiva, comunicando anche ai cittadini la differenza tra arte e atti vandalici.

A Roma il progetto si chiama “Urban Act”

L’obiettivo è quello di “contrastare il fenomeno del graffitismo vandalico e di valorizzare soprattutto gli artisti che si esprimono attraverso graffiti, murales e altre forme di street art.” 

Il progetto

Consiste nella messa a disposizione di tele a cielo aperto su di un totale di 35 muri in otto diversi Municipi romani, in favore degli artisti di strada per la realizzazione di opere d’arte pubbliche.

Si è pensato di dividere questi muri in due categorie:

  • i “Muri liberi” sui quali chiunque possa esprimere liberamente la propria creatività e
  • le “Hall of Fame” riservati ad artisti internazionali e assegnati con un’apposita autorizzazione dopo l’approvazione dei bozzetti delle opere finite e che saranno di grande formato e di elevata complessità.

Ulteriore obiettivo perseguito, è quello di dare la possibilità ai giovani writers e agli artisti di esprimere la propria creatività per riqualificare aree urbane degradate e in stato di abbandono.

Il fine ultimo di questo progetto è di dare un tocco di colore ad aree metropolitane dominate prevalentemente dal grigio.

Per rendere sempre più partecipe la cittadinanza e creare una sorta di connessione tra artista e cittadino, è stato predisposto anche un sito internet www.urbanact.it.

L’amministrazione comunale della città di Milano ha pensato ad un progetto simile a quello romano, ossia prevedendo “cento muri liberi per la street art in città.”

L’obiettivo perseguito è come quello della città di Roma: riqualificare il territorio nel rispetto della legalità con la partecipazione dei writers e di arginare con la legalità la spinta trasgressiva che sempre ha caratterizzato la street art.

Si vuole creare una maggior connessione tra città – amministrazione comunale e gli artisti per rendere più vivibile (anche da un punto di vista artistico) la città. I muri sono stati individuati attraverso atti di concessione concordati insieme ai Consigli di zona (ad esempio cavalcavia, muri di recinzione, sottopassaggi e sovrappassi di proprietà e in carico all’Amministrazione comunale, ma anche muri di proprietà di Enti e Società che hanno aderito).

L’Amministrazione ha la libertà di poter cancellare le scritte che offendono Paesi, persone, religioni e organi dello Stato.

E’ stato predisposto un sistema di censimento con geolocalizzazione dei graffiti già presenti in città. Inoltre è stato disposto una mappa di tutti gli spazi a disposizione nell’ambito di un progetto in progress a cui i cittadini potranno partecipare segnalando muri liberi via email.

Legalizzare la Street Art: Conclusioni

La street art è una forma d'arte, indipendentemente dalle finalità perseguite.

E’ un mezzo per rendere l’artista libero, come sono appunto le arti, di esprimere la propria opinione. Occorre sicuramente considerare l’espressione artistica del murales, sicuramente presente nei disegni di denuncia una situazione politica, sociale (sia a livello internazionale che a livello nazionale e locale) che caratterizza il tempo in cui vive il writer.

Un esempio è il Tunnel del Mediterraneo di MTO

Legalizzare la Street Art: le soluzioni

Lo scopo era ed è: sensibilizzare l’opinione pubblica su di una vicenda di cronaca che vide coinvolti Malta e l’Italia in merito alla questione dei migranti quando Enrico Letta era Primo Ministro (tra il 28 aprile 2013 e il 22 febbraio 2014); o come per esempio il murales realizzato in Rione Sanità a Napoli intitolato Luce, eseguito dall’artista Tono Cruz con raffigurati i bambini del quartiere.

Legalizzare la Street Art: le soluzioniLa street art, dovrebbe essere uno“strumento per il recupero dal degrado di aree metropolitane.”

E’ sempre piacevole, indipendentemente dai gusti personali in tema di arte, vedere una rappresentazione artistica anziché un muro spoglio intonacato di grigio.

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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