Appropriation art e fair use e il concetto di parodia nel diritto d’autore

Appropriation art e fair use

Appropriation art e fair use

Esaminando il caso Richard Prince contro Patrick Cariou, Corte Distrettuale USA, Southern District di New York, decisione del 18 marzo 2011), come già nel caso Rogers v. Koon (Federal Court 2nd Circ. 1992), si deve rilevare come il giudice statunitense abbia indicato che affinché nella “appropriation art” vi sia un lavoro originale, degno di protezione alla luce del diritto d’autore, è necessario che vi sia il c.d. “fair use”, nel senso che l’opera oltre ad essere una satira della società materialistica, sia anche una parodia, un commento, una reintegrazione dell’opera originale.

Appropriation art e fair useAppropriation art e fair use nel caso Prince

Il giudice della District Court osserva che, nel creare i quadri della serie “Canal Zone”, Richard Prince abbia utilizzato quali pezzi dei suoi collages le fotografie di Cariou, mostrando di rendere omaggio alle opere di pittori quali Picasso, Cezanne, Warhol, de Kooning. Tuttavia appariva chiaro che Prince non intendesse commentare Cariou e che il suo lavoro non fosse sufficientemente “trasformativo”.

Appropriation art e fair use nel caso “The Giacometti Variations”

Ciò non sembra possa essere affermato per il caso “The Giacometti Variations”, dove per tratti, dimensioni, materiali, forme delle sculture di Baldessari rispetto a quelle di Giacometti, l’intervento dell’artista statunitense appare consistente, mentre anche l’utilizzo dell’immagine della donna di Giacometti appare drammaticamente trasformato, dalla magrezza e dall’espressione tragica del dopo-guerra, all’espressione estatica della donna magra, non per le privazioni del conflitto bellico, ma per le esigenze severe della moda. La trasformazione pertanto sussiste, sia in senso materiale che concettuale, ed il risultato è un’opera creativa, dotata di un proprio autonomo valore artistico.

Appropriation art e fair use

“The Giacometti Variations”: l‘elemento di connessione al marchio Prada

Del resto, quell’elemento di connessione al marchio Prada e all’attività commerciale e promozionale della Prada s.p.a. che era stato inizialmente rappresentato e che aveva indotto a disporre misure cautelari immediate a tutela della Fondazione ricorrente, non sembra possa essere confermato. Si deve, infatti, rilevare come non sia stato ribadito nella difesa della ricorrente quell’abbinamento che in sede di provvedimento emesso con il decreto del dicembre 2010 era parso disdicevole per l’opera di Giacometti, ovvero l’abbinamento fra il nome dell’artista cui all’evidenza le sculture di Baldessari si ispiravano ed il mondo della moda, inteso non come espressione di costume e di cultura, bensì come iniziativa commerciale, riferibile non tanto e non solo alla Fondazione Prada quanto alla Prada s.p.a. ed al noto brand di quest’ultima. Così la difesa della ricorrente non è stata in grado di fornire ulteriori elementi per confermare quella prima valutazione espressa con il provvedimento inaudita altera parte, che si era basato sull’esistenza di un simile legame (quantomeno per alcuni degli accessori utilizzati per le sculture, quali la borsa e le valigie, unitamente alla considerazione del luogo in cui l’esposizione avveniva).

Appropriation art e fair use e il concetto di parodia nel diritto d’autore

Per il caso “The Giacometti Variations”, quindi, si ritiene di non poter confermare il giudizio espresso in quella sede in relazione al fumus boni iuris, dovendosi altresì rilevare che sembra venuto meno qualsiasi periculum in mora. Si è infatti concluso l’evento programmato presso la Fondazione Prada, rispetto al quale risultava sussistere il rischio di una qualche associazione fra l’opera di Giacometti e una possibile operazione commerciale o di promozione del marchio, mentre non è stato allegata un’effettiva possibilità che siano programmate occasioni simili, essendo stato peraltro affermato (senza smentita da parte della difesa ricorrente) che sculture di Baldessari sono di proprietà del medesimo artista.

Quanto alle domande formulate in via riconvenzionale da John Baldessari nei confronti della Fondation Alberto et Annette Giacometti,

Il giudice non ritiene che sia in alcun modo dimostrato il rischio di un’ulteriore diffusione di notizie asseritamente denigratorie ai danni dell’artista statunitense, onde ogni questione al riguardo potrà essere affrontata in un successivo eventuale giudizio di merito. La peculiarità della materia e l’effettiva incertezza delle questioni di diritto che il presente caso ha implicato (oltre alla reciproca soccombenza, determinata quantomeno con riferimento al rigetto di tutte le questioni preliminari sollevate dalle resistenti, che pure hanno pesantemente impegnato le difese delle parti in causa) inducono questo giudice a disporre l’integrale compensazione delle spese processuali.

Appropriation art e fair use: conclusione della causa“The Giacometti Variations”

Non conferma il provvedimento assunto e revoca i provvedimenti cautelari disposti in quella sede, disponendo la compensazione delle spese della procedura fra tutte le parti in causa.

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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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