Conclusioni sul Fair Use

Conclusioni sul Fair Use. Personalmente non vedo nell'uso fatto di “Pepe the frog”, da parte dei siti alt-right, alcun beneficio.

Conclusioni sul Fair Use (di Domenico Piero Muscillo)

La disavventura capitata a “Pepe the frog” ed al suo creatore Matt Furie è lo spunto per affrontare un istituto tipicamente di diritto anglosssone (nello specifico Americano), che è il “fair use”.

Scopo del fair use

è permettere l’utilizzo privato dell’opera con l’obiettivo che i soggetti terzi possano trarne, dalla diffusione, benefici sociali, culturali e didattici.

E’ ammesso però il “transformative use”

Su questo punto ci si chiede se la figura della rana verde antropomorfa da parte dei gruppi alt-right possa essere considerata un nuovo personaggio distinto da Pepe the frog di Furie.

Ad opinione di Mitch Stoltz

La battaglia legale portata avanti da Matt Furie non avrà la meglio, nelle aule di giustizia, cntro la difesa del fair use invocata dai gruppi alt-right. Il motivo è che l’immagine di Pepe è troppo semplice “crudely drawn character” e non ci sono molti elementi distintivi che gli attribuiscono una forte personalità ed un deciso carattere distintivo.

Stoltz continua affermando che:

“chiunque può disegnare una rana ed attribuirgli il significato che vuole. Pepe, prima dell’utilizzo da parte dei gruppi alt-right nel 2016, è stato utilizzato in diversi modi e Furie non ha avuto da dire alcunché. Dato il fatto che la rana verde è stata utilizzata per diversi fini ed è diventato in qualche modo un simbolo, non si capisce il perchè i gruppi alt-right non lo potrebbero utilizzare per i loro scopi. Essi hanno trasformato Pepe per un uso a loro più congegniale. Nella storia del copyright solo pochi personaggi, quali ad esempio Sherlock Holmes o James Bond, aventi in forte carattere distintivo sono riusciti a vincere battaglie legali.”.

Ad opinione, invece, dell’Avvocato di Matt Furie, Louis Tompros, l’uso fatto di Pepe da parte dei gruppi alt-right non è minimamente “trasformativo”.

Il loro scopo è soltanto quello di sfruttare un personaggio popolare per attirare l’attenzione su di essi, rendono “divertenti” le loro battaglie politiche.

L’Avvocato di Matt Cernovich (un alt-right blogger che ha utilizzato l’immagine di Pepe in vari video), Marc Randazza, ha dichiarato che

“l’uso della rana di Furie si basa su ragioni di parodia, il quale rientra nei casi di appello al fair use. Pertanto la figura di Furie si potrà utilizzare liberamente”.

Conclusioni sul Fair Use

Personalmente non vedo nell’uso fatto di “Pepe the frog”, da parte dei siti alt-right, alcun beneficio sociale, culturale e didattico. Vedo invece un uso che rientrante nella parodia. Questi gruppi politici di ultra destra si sono appropriati dell’opera di Furie usandola come la loro “mascotte” per rendere più riconoscibile e “divertente” l’inneggiare all’odio ed al razzismo.  Occorre ricordare che Pepe è un simbolo di amore e non di odio e che la ADL è intervenuta nella questione per dichiarare che in origine il personaggio di Furie non aveva alcun connotato razzista od antisemitico.

Posso soltanto pensare che siccome era divenuto un personaggio troppo “mainstream” in rete, questi gruppi politici, definiti dalla Clinton “Deplorable” (deplorevoli), abbiano voluto “denormalizzare” questa rana verde antroporfa.

Non è, come scritto poc’anzi, la prima volta che l’immagine di Furie viene utilizzata per altri scopi ma in questo caso, ad opinione dello scrivente, i fini perseguiti sono lontanissimi da quelli previsti dal “fair use”.

L’unica spiegazione che posso azzardare a dare per trovare una giustificazione giuridica al comportamento degli alt-right, è quella di voler giustificare la loro azione, oltre che per le ragioni indicate da Stoltz, anche sulla base del 1^ emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d’America (I – Il Congresso non potrà fare alcuna legge che stabilisca una religione di Stato o che proibisca il libero esercizio di una religione; o che limiti la libertà di parola o di stampa; o il diritto del popolo di riunirsi pacificamente, e di rivolgere petizioni al governo per la riparazione di torti.)

Pur ammettendo la libertà di parola o di stampa, a mio parere c’è sempre un limite a questa libertà.

Vedremo nei prossimi mesi cosa succederà, soprattutto alla luce delle decisioni di Cernovich (se attenersi o meno alle richieste di Furie) e su di una eventuale pronuncia di un Giudice nel merito se l’uso descritto del personaggio di Pepe the Frog possa o meno rientrare nell’eccezione del “fair use”.

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