Equo compenso nel sistema francese

equo compenso nel sistema francese

equo compenso nel sistema francese

La legge attribuisce un carattere assoluto al diritto degli autori e degli artisti, o quantomeno al credito, per il pagamento dell’equo compenso. In questo modo tale diritto può essere esercitato anche nei confronti di terzi legittimi utilizzatori. La legge, però, non chiarisce quale sarebbe la fonte dell’obbligazione di pagamento di questi ultimi, salvo riesumare la categoria delle obbligazioni ex lege.

Il carattere dell’equa remunerazione

L’equa remunerazione degli autori e degli interpreti per i diritti relativi alle opere cinematografiche non può avere carattere indennitario in quanto questa interpretazione confliggerebbe con la nozione comunitaria di equa remunerazione prospettata dalla Corte di Giustizia a proposito dell’art. 8 n. 2 della direttiva 9/100/Cee. La natura indennitaria è smentita dai criteri indicati dalla contrattazione collettiva per la determinazione dell’equo compenso spettante agli autori ed agli artisti per la diffusione dell’opera televisiva dell’opera cinematografica, criteri che sono chiaramente intesi a ricostruire il valore d’uso sul mercato del diritto ceduto e poi esercitato dal terzo.

Equo compenso nel sistema francese

Nel sistema francese la traslazione dell’obbligo di pagamento dell’equo compenso sugli effettivi utilizzatori può avvenire, e di regola avviene, per via contrattuale. In caso di cessione dei diritti di diffusione televisiva, attraverso la c.d. clausola SACD inserita nel contratto produttore/autore, l’obbligazione di un compenso proporzionale viene trasferito sulla società (collecting) degli autori che provvede ad incassarlo direttamente presso gli utilizzatori, previo inserimento nei contratti produttori/utilizzatori di una clausola che obbliga questi ultimi a pagare il compenso proporzionale dovuto agli autori direttamente alla SACD.

L’equo compenso e la televisione

L’equo compenso è il compenso che viene pagato all’autore di un’opera audiovisiva – che ne abbia ceduto i diritti di sfruttamento commerciale – ogni volta che questa viene utilizzata mediante trasmissioni televisive o in altre forme (home video). Per quello che riguarda la televisione e i diritti relativi alle opere cinematografiche, la Siae ha stipulato accordi specifici con le diverse emittenti (Rai, Mediaset, La 7 e gruppo Sky), che prevedono il pagamento di una tariffa al minuto calcolata in base al loro fatturato annuo secondo un sistema detto “a scaglioni d’incasso” (tranne che con Sky, con cui è in vigore un altro sistema detto “a coefficiente”).

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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