Quando si possono utilizzare liberamente le foto altrui? Eccezioni alla regola del consenso

Quando si possono utilizzare liberamente le foto altrui? Eccezioni alla regola del consenso

Quando si possono utilizzare liberamente le foto altrui? (di Marta Pistone)

In un precedente mio articolo, ho analizzato la disciplina generale in tema di uso delle fotografie di altri soggetti. Stavolta, invece, vorrei spiegarvi quali sono le eccezioni previste, ovvero quelle condizioni che permettono di usare fotografie altrui senza dover chiedere l’autorizzazione del titolare.

Perchè esistono delle eccezioni alla regola del consenso?

Il diritto d’autore, e i diritti sulle fotografie, sono sì riconosciuti e tutelati, ma si devono bilanciare con altri interessi e diritti altrettanto rilevanti, come ad esempio il diritto di cronaca. Per garantire tale bilanciamento, le normative del settore prevedono delle eccezioni e limitazioni.

Quando si possono utilizzare liberamente le foto altrui?

Scienza e istruzione

Dalla legge sul diritto d’autore, emerge la possibilità di utilizzare liberamente foto altrui per inserirle in tipologie ben identificate di opere: le antologie a uso scolastico e, più in generale, le opere scientifiche e didattiche.

Ma attenzione!

Quando si possono utilizzare liberamente le foto altrui? Eccezioni alla regola del consenso

Ciò non esclude l’equo compenso dovuto al fotografo, come espressamente previsto, e nemmeno il dover indicare il nome di lui/lei e l’anno della creazione, se tali dati sono presenti sull’opera.

Ma il compenso è sempre dovuto?

Dalle leggi in materia, la risposta parrebbe negativa, nel caso che la riproduzione a fini di insegnamento o di ricerca manchi di qualsiasi fine commerciale.

Intendo scrivere un articolo di giornale, posso accompagnarlo con immagini fatte da altri?

La risposta è sì, ma anche qui vi sono condizioni da rispettare. Le fotografie devono infatti concernere persone o fatti di attualità o in ogni caso di interesse pubblico e, anche in questo caso, è sempre previsto l’equo compenso all’autore.

Critica e discussione

La riproduzione dell’opera è lecita se ha come finalità la critica e la discussione. Ad esempio, se mostro una fotografia aggiungendo una mia analisi di quanto in essa ritratto, considerandola rilevante in una discussione su temi sociali.

Come sempre, si consiglia però cautela.

Tale uso della fotografia deve essere, infatti, limitato, in proporzionalità con il fine di critica, e non deve porsi in concorrenza economica con il titolare dell’opera. Valutazioni non sempre semplici.

E se voglio solo tenermi la foto per me?

Se si intende riprodurre la fotografia a solo uso personale, non si corre nessun rischio. Questa azione è assolutamente libera, sia che si agisca in modo analogico che usando le tecnologie, sempre che ci si assicuri di non operare nessuna diffusione o spaccio dell’opera al pubblico.

Quando si possono utilizzare liberamente le foto altrui? Delle necessarie puntualizzazioni

Il fatto che sia permesso il libero utilizzo della fotografia non toglie all’autore il fondamentale diritto di essere riconosciuto come tale: quindi, occorre sempre inserire il suo nominativo. Ciò non solo per garantire il giusto riconoscimento e i diritti morali dell’artista, ma anche per evitare di spacciare un’opera altrui come propria.

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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