Siae e Soundreef: nasce Lea e muore il monopolio SIAE?

Siae e Soundreef: nasce Lea e muore il monopolio SIAE?

Siae e Soundreef (di Paola Mazzeo)

Siae e Soundreef si occupano di gestione e ripartizione di royalties per conto di autori, editori o etichette discografiche. Fanno la stessa cosa, ma prima della direttiva Barnier, Siae non poteva avere competitor. Ora invece è ufficiale. Il monopolio di fatto esercitato in Italia dalla Siae è crollato definitivamente.

La Soundreef, startup concorrente, ha reso la notizia: la gestione dei diritti inerenti al copyright per gli autori, editori e professionisti che ne fanno parte, sarà affidata a Lea (acronimo di Liberi Editori e Autori), novella associazione non-profit, che opererà in Italia secondo legge.

La legge che ha permesso alla Soundreef di operare in regime di concorrenza con la Siae non è italiana. Dobbiamo spostarci su un panorama europeo per comprenderne la portata. La Soundreef ha agito in virtù di quanto previsto dall’articolo 19 del decreto fiscale collegato alla legge di Stabilità, entrato in vigore nel dicembre del 2017, col quale il nostro Paese ha recepito la direttiva Barnier: la direttiva ha potenzialmente prospettato la possibilità per altri operatori, non- profit, di operare in concorrenza con Siae.

Lea si occuperà per Soundreef della riscossione dei diritti e di gestire in maniera analitica le entrate degli autori ed editori che ne sono soci “attraverso meccanismi tecnologici e procedurali per garantire validità di rendicontazione e pagamento, rendicontazione analitica, tracciabilità e trasparenza.”

Rispetto alla Siae, Lea acquisterà strumenti per monitorare e rendicontare i brani direttamente da Soundreef Spa (società nazionale controllante della Soundreef Ltd). Spesso i soggetti principali “del business dei diritti” come gli organizzatori di eventi, televisione, radio, in attesa che la situazione italiana si chiarisse, eludevano il versamento delle quote dovute. Ora, dunque, sarà la Lea a riscuotere le somme per poi girarle a Soundreef.

Le reazioni della Siae non sono mancate. “Non si è mai vista una organizzazione di autori ed editori “telecomandata” da una società a scopo di lucro, che non rispetta la trasparenza, i controlli e gli obblighi imposti dalla legge”, scrive Siae in un comunicato di reazione.“Siamo certi che le Istituzioni e le Autorità preposte verificheranno questa evidente finzione in conflitto di interessi”.

La Lea sarà in grado di sostenere un’attività di raccolta diritti così come la Siae? Di sicuro non sarà semplice fornirsi di una struttura tale da poter fronteggiare tutte quelle attività che, in maniera capillare, fin ora sono state gestite dal colosso Siae, e dovrà munirsi di pazienza ed esperienza per poter garantire un controllo minuzioso (di cui attualmente non è dotata) di copertura sul territorio (bar, ristoranti, ambienti pubblici..).

Come funzionerà in concreto l’attività della Lea? Per meglio comprendere quali saranno le dinamiche attraverso cui la Lea esplicherà la propria attività a favore di autori ed editori, riportiamo un esempio pratico esposto dallo stesso fondatore Davide D’Atri: “l’organizzatore chiede il permesso sia a Siae sia agli altri operatori, nel nostro caso LEA, che fornirà un’istantanea sui diritti della scaletta. Il prezzo che l’organizzatore doveva pagare rimane immutato: semplicemente, LEA e Siae prenderanno ciascuna una percentuale in proporzione degli effettivi diritti utilizzati. Questo lo abbiamo già fatto. L’organizzatore non deve fare nulla: si compila il borderò e il programma gli restituisce l’importo che deve pagare a noi e a Siae”.

La nascita della Lea si prefigura come un punto di partenza importante. Ci auguriamo che questo rappresenti un primo piccolo passo per una definitiva riforma del nostro sistema autoriale, monopolizzato da anni dalla Società italiana autori ed editori. Auspicando, altresì, ad una definitiva risoluzione della questione “concorrenza sul mercato del copyright” e soprattutto in un reale appoggio del governo e delle istituzioni che finora hanno mantenuto una posizione di sostanziale contrarietà in merito ai numerosi dibattiti sollevati sul caso.

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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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