Artisti al chilo #3: Barbara Martusciello

Durante l’edizione 2019 di Art Basel Miami, una fiera internazionale d’arte contemporanea tra le più note al mondo, l’artista italiano Maurizio Cattelan fissa una banana con del nastro adesivo al muro dello stand del suo gallerista Emmanuel Perrotin, il titolo dell’opera è “Comedian“.

Dopo qualche giorno dalla notizia, un altro artista, David Datuna, decide di rispondere al gesto mangiando la banana del collega provocando, come accade quando si toccano frutti proibiti, reazioni incontrollate dell’opinione pubblica. Cosa succede esattamente? Il mondo dell’arte sta bene? E noi?

Il terzo appuntamento con Artisti al Chilo, lo scorso 31 Gennaio, ha avuto come ospite Barbara Martusciello, storica dell’arte, critica e curatrice, con cui abbiamo approfondito le regole scritte e non scritte del sistema dell’arte contemporanea.

Artisti al chilo#3 photo©️Barbara Martusciello

Barbara Martusciello ha iniziato il suo percorso a Roma nel contesto di “Arte fuori circuito”, una rassegna da lei curata al Caffè Latino nei primi anni ‘90, che abbatteva le barriere in cui si trincerava il mondo accademico della cultura.

Così, a quegli incontri, parteciparono insieme per la prima volta artisti affermati e giovani esordienti. Esposero da Mario Schifano a Renato Mambor, da Matteo Basilè a Cesare Pietroiusti, Nanni Balestrini,  “street artist” e irregolari come Fausto Delle Chiaie, giovani architetti, studenti dell’allora IED.

Dopo queste prime esperienze, la Martusciello si afferma come punto di riferimento nella realtà culturale romana e nazionale, in cui anche oggi porta avanti numerosi progetti.

Barbara Martusciello, Donato Di Pelino, photo©️Francesca Semerano

La regolamentazione della triade artista-curatore-gallerista è estremamente fluida, una sorta di lex mercatoria, al contrario di altre discipline creative (cinema, musica) in cui la certezza della catena dei diritti è indispensabile alla riuscita di un progetto.

I social network hanno offerto libertà di parola, de-istituzionalizzando i contesti alla maniera dei ready made di Duchamp, generando un paradosso, un alfabetismo disfunzionale.

Le grandi fiere internazionali (Art Basel, Frieze etc.) delocalizzano l’identità locale della galleria d’arte in forza di una dimensione sovranazionale, comunitaria, del mercato. Chi sono allora i nuovi investitori e committenti?

Le regole esistono ma si muovono diversamente in un contesto, quello dell’arte, che riserva necessariamente una porzione di incertezza. Al di là di tutto, secondo Piero Manzoni, “Non c’è nulla da dire, c’è solo da essere, c’è solo da vivere.

Ciriaco Acampa, Barbara Martusciello, photo ©️Francesca Semerano
photo©Francesca Semerano

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Sono Donato Di Pelino, Avvocato con la passione per l’arte.

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