Diritto dello spettacolo

diritto dello spettacolo

Il diritto dello spettacolo è un settore dell’ordinamento italiano di cui fa parte la normativa a tutela degli artisti o tecnici (lavoratori dello spettacolo) che contribuiscono alla creazione di un prodotto di carattere artistico o ricreativo destinato ad una pluralità di persone.

Uno degli aspetti più importanti del diritto dello spettacolo è la disciplina dei rapporti (contrattualistica) tra autori, produttori e lavoratori dello spettacolo.

I contratti del diritto dello spettacolo

Gli avvocati che rappresentano gli autori, i produttori e i distributori forniscono al cliente molteplici servizi dalla revisione dei contratti, alla negoziazione.

L’attività degli avvocati del cinema include i seguenti servizi:

  • nella fase di Pre-Produzione: accordi di riservatezza per la tutela di un progetto, lettera di intenti, cessioni e acquisizione diritti;
  • nello Sviluppo: Clearance di diritti, contratti di opzione, contratti con gli autori, accordi di regia;
  • nella Produzione: contratti relativi alla produzione, co-produzioni, associazioni in partecipazione, memo-deal, liberatorie;
  • nella Distribuzione e sfruttamento: licenze, vendite, prevendite, contratti di distribuzione, contratti di associazione in partecipazione, memo-deal, sales agency;
  • Accordi di Product Placement, Tax credit, Branded Entertainment e Celebrity Marketing.

La lettera di intenti

La lettera di intenti nei film ha lo scopo di formalizzare alcune decisioni e di regolamentare la conduzione delle negoziazioni. Molto spesso, infatti, prima di giungere ad un accordo, le parti conducono delle “trattative” accordandosi sulla definizione dei reciprochi obblighi.

Il contratto di opzione

Con l’opzione cinematografica si pre-acquisiscono i diritti cinematografici di un’opera, che sia letteraria o di altro genere. Questo tipo di accordo consente ai produttori di ridurre le perdite finanziarie in caso di fallimento del progetto. In questo modo i produttori possono iniziare a far scrivere una sceneggiatura basata sull’opera opzionata. Dal punto di vista finanziario, l’accordo contrattuale si qualifica come un’opzione reale ed è per questo molto simile ad altri tipi di opzione.

Il contratto di associazione in partecipazione

L’associazione in partecipazione è un accordo molto usato nella produzione cinematografica. Con il contratto di associazione in partecipazione, l’associante attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari verso il corrispettivo di un determinato apporto. L’associato è il soggetto che corrisponde l’apporto e riceve gli utili prodotti dall’associazione. Tale figura è caratterizzata da una partecipazione predeterminata al rischio d’impresa limitata all’apporto e dalla mancanza di poteri di gestione nell’impresa o nell’affare.

Il negative pickup

Nella produzione cinematografica, un negative pickup è un contratto stipulato da un produttore indipendente e uno studio cinematografico in cui lo studio accetta di acquistare il film dal produttore a una data determinata e per una somma fissa. Il negative Pickup coinvolge una banca, un garante che garantisce la consegna del film, il produttore, lo studio cinematografico e il distributore. Vendendo i diritti per distribuire il film in territori non coperti dal negative pickup (“pre-vendita”) o facendo altre offerte collaterali alla produzione, un produttore di solito coprirà tutti i costi e realizzerà un piccolo profitto prima che la produzione sia iniziata.

Il Backend

Il “Backend” sono i profitti (“revenues”) generati dallo sfruttamento dell’opera cinematografica in tutti i mercati. Solitamente il “Backend” consiste in una percentuale negoziabile di profitto che viene pagata solo dopo il recupero delle spese di distribuzione e produzione del film.

La clausola Pay and Play

La clausola Pay and Play è una clausola contrattuale o un accordo che impegna la produzione cinematografica non solo a pagare il compenso all’artista (regista o attore), ma anche a produrre il film ed utilizzare nel film quell’attore o quel regista.

Il diritto di primo rifiuto

Un first look deal è un contratto che contiene, di solito a fronte del pagamento di un corrispettivo e per un periodo di tempo determinato, una prelazione (chiamata anche diritto di prima negoziazione – right of first negotiation) concessa alla parte per acquistare, per prima e a titolo definitivo, una sceneggiatura, una musica, un’invenzione, un’opera d’arte, un’idea di business. Il “right of first refusal” è, dunque, un diritto concesso al produttore o a chiunque voglia garantirsi la partecipazione allo sviluppo di un progetto filmico.

Clausola Pay or play

La clausola pay or play (a volte “pay-or-play“) viene inserita nei contratti di produzione cinematografica, televisiva e audiovisiva in generale e, in particolare, viene conclusa dalla produzione con gli attori, i registi o con altri partecipanti al processo creativo.

Consiste in un’obbligazione contrattuale tra il produttore e l’attore o il regista secondo la quale il produttore si obbliga a pagare una certa somma di denaro o il compenso pattuito anche se la prestazione dell’attore o l’incarico di regia non venissero rese o non fossero più richieste dalla produzione.

Diritto dello spettacolo: il codice civile

Il codice civile non contiene una disciplina specifica in materia di spettacolo ma si limita a stabilire le regole dell’associazionismo no profit, applicabile anche ai settori della cultura e dello spettacolo, dagli artt. 12 a 42. La materia è interessata dalle regole civilistiche anche quando l’attività è svolta in forma imprenditoriale, libero professionale, autonoma, familiare, societaria e cooperativa.

Il rapporto di lavoro artistico

Nel mondo dello spettacolo, il rapporto di lavoro, in linea di massima, assume le stesse forme degli altri settori: autonomo, dipendente (indeterminato, determinato, a tempio pieno e part-time), parasubordinato, a chiamata, di somministrazione, occasionale, stage, di apprendistato. I lavoratori dello spettacolo sono sottoposti a una particolare disciplina previdenziale. L’INPS gestisce forme previdenziali sostitutive tramite la previsione di due fondi:

  • Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS)
  • Fondo Pensione Sportivi Professionisti (FPSP).

Diritto dello spettacolo: il Codice

Il 12 dicembre 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Codice dello Spettacolo. Il testo della legge delega n. 175/2017 “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia”, composto da 7 articoli prevede:

  • stanziamento di maggiori risorse per lo spettacolo tramite l’incremento graduale del Fondo Unico per lo Spettacolo;
  • incentivi fiscali per la musica;
  • fondi per sostenere la cultura nei territori terremotati;
  • più risorse alle scuole;
  • estensione dell’Art Bonus a tutti i comparti dello spettacolo;
  • creazione del Consiglio Superiore dello Spettacolo;
  • aggiornamento delle norme sulle Fondazioni liriche;
  • abolizione progressiva dello sfruttamento degli animali nei circhi.

 

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