Quando parliamo di co-produzioni internazionali, il primo ostacolo non è artistico o creativo. È economico. Come si finanzia un film che coinvolge partner di paesi diversi? La risposta sta in un sistema complesso di tax credit e incentivi che, se ben orchestrati, possono fare la differenza tra un progetto che si realizza e uno che resta nel cassetto.
Il sistema italiano: oltre il 40% di tax credit
L’Italia offre uno degli incentivi più generosi d’Europa per la produzione cinematografica. Il tax credit può arrivare fino al 40% dei costi ammissibili per film d’interesse culturale, con massimali che variano in base alla tipologia di opera. Per le co-produzioni, questo significa che la quota italiana può beneficiare dell’incentivo proporzionalmente alla partecipazione finanziaria.
Ma attenzione: ottenere il riconoscimento di “film d’interesse culturale” richiede una strategia precisa già in fase di sviluppo. I criteri includono elementi come la nazionalità del cast e della troupe, le location, la lingua originale, il soggetto. Non è qualcosa che si improvvisa a produzione avviata.
La mappa europea degli incentivi produzione cinematografica
Ogni paese europeo ha il suo sistema. La Francia offre il SOFICA e il credito d’imposta internazionale (TRIP), particolarmente vantaggioso per produzioni che girano in territorio francese. La Romania, diventata negli ultimi anni un hub produttivo importante, garantisce fino al 45% di cash rebate con una procedura relativamente snella. La Germania ha un sistema federale complesso ma potenzialmente molto vantaggioso, soprattutto per i Länder come Berlino-Brandeburgo.
Il punto cruciale nelle co-produzioni è capire come stratificare questi incentivi. Un film italiano-rumeno può teoricamente accedere sia al tax credit italiano che al cash rebate rumeno, ma solo se la struttura contrattuale e la catena dei diritti sono impostate correttamente fin dall’inizio.
Incentivi produzione cinematografica: errori comuni (che costano caro)
L’errore più frequente? Strutturare prima il contratto di co-produzione e solo dopo verificare la compatibilità con gli incentivi fiscali. Funziona esattamente al contrario: gli incentivi devono guidare la struttura, non adattarsi a posteriori.
Un altro problema ricorrente è sottovalutare i tempi. I tax credit italiani, ad esempio, vengono erogati con tempistiche che possono allungarsi anche oltre un anno dalla chiusura della produzione. Questo significa che il piano finanziario deve prevedere strumenti di bridge financing o forme di anticipazione bancaria.
La consulenza legale come investimento
Navigare questo sistema richiede competenza specifica. Un errore nella documentazione o una struttura contrattuale non ottimale possono significare perdere centinaia di migliaia di euro in incentivi. È qui che la consulenza legale specializzata diventa non un costo, ma un investimento con ritorno misurabile.
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