Italia e Fair Use

Italia e Fair Use (di Domenico Piero Muscillo)

La dottrina giuridica del “fair use” appartiene al mondo anglossassone, nello specifico agli USA. Negli Stati europei sono presenti alcune forme ad esso assimilabili. In Italia una disposizione simile al § 107 (Copyright Act, titolo 17) è quella dell’art. 70 della legge sul diritto d’autore (L. 22 aprile 1941, n. 633).

Italia e Fair Use: la storia dell’art. 70 della LdA

Quest’articolo prevede che:

Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.

Nelle antologie ad uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal regolamento, il quale fissa la modalità per la determinazione dell’equo compenso.

Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.

L’articolo in questione è stato novellato con il D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68 in attuazione della Direttiva 2001/29/CE (INFOSOC) “sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione.” Successivamente è stato nuovamente novellato  dalla Legge 9 gennaio 2008, n. 2, intitolata “Disposizioni concernenti la Societa’ italiana degli autori ed editori“, che ha introdotto il comma 1-bis:

E’ consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma.

Italia e Fair Use: qual è l’obiettivo perseguito dal legislatore?

Tutelare l’interesse pubblico all’informazione, alla libera manifestazione del pensiero ed alla diffusione della cultura. L’unica condizione da rispettare è che tale attività non comporti un pregiudizio nei confronti del titolare, dovendo sussistere necessariamente la non concorrenza con l’utilizzazione economica dell’opera (il non perseguimento dello scopo di lucro). Il Legislatore ha voluto estendere la portata della disposizione (conformemente alla Direttiva UE) affinchè essa potesse essere quanto più aderente, nello spirito, all’istituto del “fair use” americano. Nel 2007 il Governo Italiano, in merito ad un’interrogazione parlamentare sulla possibilità di adottare una normativa al fine di estendere nel nostro paese il concetto del fair use, ha affermato che la disposizione dell’art. 70 della LDA va interpretata nel senso di ammettere anche nel nostro Ordinamento il “fair use”.

L’articolo 70 LDA stabilisce un principio generale: “che è libera la citazione o la riproduzione parziale dell’opera e la sua comunicazione al pubblico”.

Affinchè questo principio generale sia rispettato occorre che:

  1. la citazione o la riproduzione è libera se effettuata per uso di critica e di discussione, nei limiti di tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera;
  2. la citazione o la riproduzione è libera se effettuata a fini di insegnamento o di ricerca scientifica e l’utilizzo dovrà inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali;

Italia e Fair Use: quali sono i limiti che la dottrina e la giurisprudenza italiana hanno individuato in merito alla “facoltà di citazione” ex art. 70 l.d.a.?

Essi sono:

  1. deve sussistere la finalità di critica, discussione, insegnamento o ricerca scientifica;
  2. l’autonomia nei fini dell’opera critica rispetto alle finalità perseguite dall’opera citata e non deve ricoprire la funzione di sostituto dell’opera o delle sue utilizzazioni derivate. E’ possibile che lo scopo di critica ricorra, pertanto non viene pregiudicata, nel caso in cui la citazione venga realizzata all’interno di un’opera destinata al mercato a pagamento;
  3. l’uso parziale e mai integrale dell’opera. Essa dovrà avvenire tra le  finalità tassativamente indicate e nella misura giustificata da tali finalità;
  4. l’utilizzazione dell’opera non deve essere concorrenziale a quella posta dal titolare dei diritti. Non deve avere un rilievo economico tale da poter pregiudicare gli interessi patrimoniali dell’autore o dei suoi aventi causa (non dovrà avere finalità di lucro e non dovrà contenere elementi riconducibili alla concorrenza);
  5. le menzioni d’uso dovranno essere indicate (ad esempio: l’indicazione del titolo dell’opera da cui è tratta la citazione, del nome dell’autore e dell’editore);
  6. l’articolo 70 LDA dovrà essere interpretato in modo tale da tener conto del progresso tecnologico;

Oltre al rispetto dei limiti indicati dal presente articolo, occorre aver superato il three step test” [inserito in diverse convenzioni internazionali quali: Convenzione di Berna (art. 9 comma 2), trattati WIPO (art. 10 WCT e art. 16 WPPT), nel TRIPs (art. 13) e dal considerando 44 della Direttiva 2001/29/UE]: 

  • limitazione ai soli casi speciali espressamente previsti dalla legge;
  • l’uso dovrà evitare contrasti con lo sfruttamento normale dell’opera;
  • l’uso dovrà essere stato effettuato in un modo tale da non arrecare pregiudizio ingiustificato agli interessi legittimi del titolare del diritto.

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