Tutela giuridica del software oppure libera circolazione? Il fenomeno parassitario del “patent troll”

Tutela giuridica del software: dovrebbe passare attraverso un brevetto?  

La Intellectual Ventures, società fondata nel 2000 da due ex-Microsoft, è il simbolo del nuovo mercato di compravendita dei diritti da parte di aziende che non creano nessun prodotto. Fanno causa alle multinazionali e con i miliardi ottenuti finanziano gli scienziati: “Sono loro la parte debole” .

La maggior parte delle cose del mondo può essere vista da due punti d’osservazione diversi e assumere per questo connotazioni differenti.

E’ questo il caso della Intellectual Ventures, fondata nel 2000 da Nathan Myhrvold e Edward Jung, due veterani della Microsoft. Oggi possiede circa quarantamila brevetti e può essere vista come un’azienda innovativa che difende gli inventori e li aiuta ad essere retribuiti per le loro idee, o come il principale “patent troll” del pianeta.

Cos’è un “patent troll”?


La tutela giuridica del software
L’utilità del brevetto sui software

Chi compra un brevetto, spesso da un’azienda in bancarotta, fa causa ad un’altra azienda accusandola di violare quel brevetto con uno dei suoi prodotti; ma il patent troll normalmente fa causa ad altri, pur non avendo alcuna intenzione di utilizzare il proprio brevetto per realizzare prodotti o servizi.

In pratica si limita a possedere il brevetto e realizzare denaro attraverso di esso. Compra una tutela ma non il prodotto a cui si riferisce.

Questa è un’attività che può essere vista da due punti d’osservazione differente. Come una semplice attività “parassitaria”, simile a quella dei pirati; o come una giusta difesa dei brevetti a tutela di un software inutilizzato, delle idee di chi ha inventato e brevettato oggetti o servizi.

I brevetti che tutelano i software sono un peso morto per l’economia del paese e minacciano la libertà d’espressione protetta dal primo emendamento.

Queste parole, pronunciate da una Corte d’appello federale potrebbero mettere una pietra tombale sul tema della brevettabilità del software e anche sulle tradizionali tutele imposte attraverso il copyright.

Nessuna tutela giuridica del software e Nessun brevetto su quegli antivirus.

La corte federale (15-1769-opinion-9-28-2016-1) ha deciso su uno dei primi casi che coinvolge il settore della cybersecurity. La decisione si riferisce a una causa intentata da Intellectual Ventures a 2 compagnie produttrici di anti-virus: Symantec e Trend.

A completare il quadro la definizione, sempre della corte, di “patent troll” riferita agli appellanti, che, nell’ambiente, sono noti per sfruttare vecchie idee, brevettarle e poi usarne il riconoscimento di proprietà per fare causa ad aziende che invece il software lo producono per davvero.

La rivendicazione di questi brevetti è stata  definita astratta: le idee non possono essere brevettate e, ancora di più non possono esserlo se non rappresentano un miglioramento dei computer stessi.

Ma il pezzo forte della decisione è questo:

“Il software si situa nell’anticamera delle invenzioni brevettabili. Questo perché il software genericamente implementato è una “idea” collegata in maniera insufficiente a una struttura fisica diversa da un computer standard, ed è solo il precursore della tecnologia ma non la tecnologia stessa.”

La decisione è significativa.

Il giudice ha affrontato il tema nel contesto più ampio della tecnologia e dei monopoli governativi affermando che la proprietà intellettuale può limitare la libertà d’espressione garantita dal primo emendamento e dal concetto di fair use che andrebbe applicato anche ai brevetti.

Anzi è andato oltre, dicendo che tale salvaguardia può essere individuata nella Sezione 101 del Patent Act, la legge sui brevetti, che dice che “le idee astratte non possono essere brevettate”.

La tutela giuridica del software implica il brevetto del linguaggio: il software deve essere tutelato in modo diverso

Il software è un tipo di linguaggio e la proprietà intellettuale dovrebbe essere limitata a libri e musica.

Se qualcuno brevettasse l’alfabeto, i dialetti o le lingue, saremmo costretti a pagare per il sistema operativo basico della nostra società, e ogni parola che ci consente di sopravvivere e cooperare.

L’attuale sistema brevettuale statunitense è costoso e danneggia le compagnie che producono prodotti e offrono lavoro.

Fortunatamente da più parti le decisioni delle corti hanno reso il patent trolling meno profittevole.

Che ne pensi della tutela giuridica del software?

Sei a favore dei brevetti sul software oppure ti schieri tra i promotori del software e di internet libero?

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