Blockchain cosa significa nel mondo del Copyright 2.0? Blockai su #instagram

Blockchain cosa significa nel mondo del Copyright

Può essere separata dal bitcoin?

La blockchain é il registro distribuito di transazioni che fa funzionare il sistema bitcoin, ma per estensione il termine viene usato per indicare la tecnologia sottostante in generale. Molti stanno cercando di distinguere le due cose, ma non è cosi semplice.

Una blockchain può esistere solo se esiste un “oro digitale”, con le stesse caratteristiche del bitcoin, a garantirne la sicurezza ed è estremamente improbabile che nuove blockchain – diverse da quella di Bitcoin che oggi rappresenta, di fatto, lo standard – prendano il sopravvento in futuro.

Ma la blockchain potrà essere usata anche per veicolare altro che non sia il bitcoin stesso.

Facciamo l’esempio di una ferrovia a vapore: sul binario di Internet viaggia un treno che si chiama blockchain, che nei vagoni può contenere qualsiasi tipo di carico, ma per viaggiare ha sempre e comunque bisogno del carbone, che è il bitcoin. Il mondo può essere interessato al treno per quello che trasporta nei vagoni, ma il carbone è importante per fare funzionare il tutto.

Fino ad oggi Internet era usato solo per trasmettere informazione, non valore. Con la blockchain, oggi, si può trasmettere valore sulla rete. Senza intermediazione, per quanto riguarda la finanza, di stati o banche centrali; per quanto riguarda il copyright, senza necessità di società di intermediazione.

Ecco come funziona.

La prova della titolarità di qualsiasi fatto o diritto, come ad es. la titolarità di un bitcoin, non è salvata in un documento da qualche parte, bensì è rappresentata dalle transazioni registrate in una blockchain, una sorta di foglio elettronico globale o registro diffuso (ledger), che sfrutta le risorse di un grande network peer-to-peer per verificare ed approvare ogni transazione.

Ogni blockchain, come quella che usa i bitcoin, è distribuita: viene eseguita su computer forniti da volontari in tutto il mondo; non c’è un database centrale da hackerare e se la dimensione del network peer-to-peer è sufficientemente grande diventa di fatto impossibile falsificare le registrazioni.

La blockchain è pubblica, chiunque può vederla in qualsiasi momento perché risiede nella rete, non all’interno di una singola istituzione responsabile di verificare le transazioni e conservare le registrazioni.

Inoltre la blockchain è criptata, usa pesanti algoritmi di cifratura che utilizzano chiavi pubbliche e private per mantenere la massima sicurezza in quanto nessuno, tranne noi stessi in quanto titolari dei diritti registrati nella blockchain, possiede la chiave per modificare i record relativi alle transazioni che ci riguardano. Non dovremmo insomma preoccuparci della fedeltà dei dipendenti della nostra banca, del ristorante cui diamo la carta, o dello stesso Stato.

La blockchain di Blockai

Proprio come su Bitcoin, la blockchain tiene traccia di tutte le transazioni pubbliche basate su BTC, così la blockchain di Blockai è progettata per tracciare, in maniera teoricamente perenne, un contenuto – sia esso grafico, audio o testuale – con il suo creatore originario e il relativo certificato.

Tutto quello che occorre fare per stabilire la “ownership” di una foto, un romanzo o altro tipo di contenuto è trascinare il file corrispondente sull’interfaccia di Blockai, spiegano i fondatori, e a quel punto verrà fornito un certificato (con tanto di ID della transazione) che non può essere replicato o contraffatto.

Blockai per Instagram

Blockai ha dato il via ad un nuovo servizio per la tutela delle fotografie. Tutti i post con una #blockai dal proprio account potranno essere direttamente collegati sul  profilo Blockai. In questo modo saranno direttamente collegate e il sistema potrà riconoscere, interagendo con Instagram, le foto che vengono utilizzate sul web. Un utile strumento di verifica che consente, in tempo reale, di avere conoscenza dei soggetti che stanno utilizzando la stessa immagine online.

Blockchain cosa significa nel mondo del Copyright 2.0?

Blockai, è uno strumento per tutelare il copyright. E’ stato pensato in favore degli artisti ed è una tecnologia in linea con l’era digitale. Non è in contrasto o non deve essere usata come alternativa ai metodi ufficiali di registrazione, ma è sicuramente un valido supporto per la dimostrazione di una data certa di creazione e per la verifica sull’utilizzo delle opere da parte di terzi online.

Blockchain cosa significa nel mondo del Copyright 2.0? Blockai su #instagram

Qui di seguito riporto uno scambio di mail con un Addison Cameron-Huff (avvocato canadese), che analizza in sintesi, i pregi e i difetti del sistema Blockchain applicato al diritto d’autore:

“While I love the idea of a central registry of photos with copyright information, the reality of copyright is that it’s at once global but also local. Copyright is governed by a patchwork of local laws that differ in sometimes important ways (e.g. copyright registration processes and differences in protections for certain types of works).

Any startup entering this space will have to consider the laws of many jurisdictions. Even if a company succeeding in building a central registry for global copyright there would be many issues around who actually created the work (was it registered by the correct person?) and what happens next once someone discovers that a registered work is being used without permission. Global copyright law will inform the usefulness of the global copyright repository.  

As for identifying infringement, there already services for searching for images. For example, TinEye is a Canadian company that offers this service: https://www.tineye.com/.

As for your specific question, it is definitely possible to protect copyright on the Internet and it happens every day. It’s never been easier to discover someone using your work without permission and as search engines get better this will only aid creators. It’s also much easier to leverage copyright because a successful work can be distributed around the world. 

An additional challenge for someone seeking to make a blockchain for copyright is the hashing issue. A hash of a work isn’t the same as the work itself and copyright is generally broader than just the specific arrangement of bits. Even a slightly modified work is likely to still be covered by the original work’s copyright but the hash will be completely different. I think that’s a challenge for anyone seeking to make a blockchain for images (or other digital goods). 

One application for blockchains that I expect to see is a registry of ownership (history of assignments). It can be very difficult to trace the ownership chain for copyrighted works (especially with multiple authors, e.g. sound + video + text). Traceable ownership is a problem domain that blockchains are especially well suited for. “

Ma ora finalmente è arrivato il momento del regalo!

La violazione di copyright su Instagram

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  2. Se vuoi sapere come si compila il form per segnalare una violazione di copyright su Instagram, ascolta il Podcast di DANDI e fammi sapere se ti è piaciuto.

Buon ascolto! @2ParolesulCopyright

Io ho finito e adesso tocca a te 
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