La libertà di fotografare il panorama in Italia

La libertà di fotografare il panorama in Italia

La libertà di fotografare il panorama in Italia (di Domenico Piero Muscillo)

Primo piano o sfondo?

La Legge prevede una distinzione tra il caso in cui l’edificio sia parte principale della foto (un primo piano) o sia nel background (lo sfondo).  Nel primo caso occorre chiedere l’autorizzazione, invece nel secondo caso no.

La libertà di fotografare il panorama in Italia

E’ importante per questo motivo distinguere.

Se le riprese fotografiche costituiscono un pericolo per le opere d’arte e/o concorrono con gli interessi economici della struttura, anche se privata, o se si stia pagando una concessione per vendere in esclusiva cartoline, immagini o libri all’interno della struttura stessa, viene attribuita la facoltà alla direzione di proibire le riprese. Quando il bene è di una proprietà privata e non sia stato dichiarato di interesse culturale, sarà il proprietario del bene ad autorizzare le riprese.

La libertà di fotografare il panorama in Italia

Un caso a parte sono le riprese per uso strettamente personale o le riproduzioni e le riprese a fini istituzionali di ricerca dal rigoroso carattere tecnico-scientifico di musei o comunque di beni che ricadano nella Legge sui Beni Culturali e del Paesaggio. Teoricamente esse dovranno essere autorizzate dal responsabile dell’istituto, e in ogni caso non comportano alcun pagamento. Il fotografo, comunque, non potrà riprodurre né sfruttare le fotografie scattate pregiudicando i diritti sulle opere d’arte figurative ed/od architettoniche, di titolarità esclusiva degli autori o dei loro aventi causa. Questi divieti limitano sia la libertà del fotografo nella ripresa, ma producono anche un ulteriore effetto sull’eventuale utilizzazione, realizzata abusivamente. Va detto inoltre che la normativa in esame punisce chi, pur non avendo scattato la fotografia, riveli o diffonda al pubblico, mediante qualsiasi mezzo di informazione, le immagini così ottenute.

La libertà di fotografare il panorama in Italia

Le Soprintendenze

Sono moltissimi i monumenti tutelati dalla Soprintendenza o da parte di altri enti, e per questo motivo è sempre preferibile informarsi prima di procedere ad una pubblicazione. Le Soprintendenze, generalmente, non vendono immagini o diritti, ma occorre comunque fare una richiesta di pubblicazione, specificando il motivo. Successivamente si potrà inserire la loro autorizzazione nello stampato. Gli esterni, in genere, sono più liberi in quanto hanno certamente meno vincoli da parte delle Soprintendenze. Non mancano comunque qui numerosi casi di tutela. Occorre però fare attenzione che non ci siano opere contemporanee, soprattutto sculture, nello scatto, in quanto quelle sono quasi sempre soggette a restrizioni.

La norma sul freedom di Panorama

L’Italia, ultimamente, si è dotata di una norma sul freedom of panorama, grazie ad un emendamento al “Decreto Franceschini”. Si è introdotto, perciò, a livello legislativo il concetto di “free panorama”. In particolare essa riguarda un “fair use” delle immagini quando non sono a scopo di lucro. L’intergruppo parlamentare per l’innovazione, è riuscito nell’intento di emendare l’articolo 3, aggiungendo al comma 36 , il comma 3bis 7– con voto bipartisan – al decreto del 2014. Questo decreto si è occupato della regolamentazione della riproduzione delle immagini nei musei e negli spazi culturali. Non si è voluto approvare una nuova legge, che avrebbe comportato molto tempo, ma i deputati sono riusciti a concentrarsi sulla proposta dell’onorevole del PD Lorenzo Basso, che nella Commissione attività produttive e turismo ha sintetizzato, con la collaborazione di tutti, quel “fair use” che fa la differenza tra rigidità e flessibilità nell’applicazione dei diritti di riproduzione.

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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