Diritto di Panorama e Libertà di Panorama

Diritto di panorama, libertà di panorama, diritto di veduta

Cos’è il Diritto di Panorama detto anche Libertà di Panorama?

Rappresenta quel diritto di poter utilizzare immagini o scattare fotografie (o di effettuare riprese) di edifici, palazzi, monumenti, opere artistiche e architettoniche presenti in un luogo pubblico anche per fini commerciali.

Diritto di Panorama e Libertà di panorama in Europa

Non esiste ancora una legge in materia di diritto d’autore uguale per tutti i paesi dell’Unione Europea: se nel Regno Unito ognuno può scattare foto a monumenti e a dipinti e usarle come vuole, in Francia la restrizione è già in vigore. La Torre Eiffel può essere fotografata soltanto durante il giorno ed è illegale pubblicare immagini delle installazioni di luce scattate di notte perché a proteggerle è il copyright.

Diritto di Panorama e Libertà di panorama in Italia

In Italia, invece, non esiste ancora una legge che garantisca la “libertà di panorama” o il diritto di fotografare il panorama: per ora si è stabilito che “è riconosciuta per il noto principio secondo il quale il comportamento che non è vietato da una norma deve considerarsi lecito”.

Per la legge italiana sul diritto d’autore, il R.D. n. 633 del 1941 e l’articolo 2575 del Codice Civile, ogni edificio o monumento che ammiriamo camminando per strada, come ogni parte creativa che lo compone, è tutelato dalla legge sul diritto d’autore.

La Legge sul diritto d’autore italiano consente di fotografare luoghi pubblici, edifici o monumenti che siano visibili pubblicamente e luoghi non privati. È permesso fotografare e pubblicare le immagini di opere d’arte solo a scopo “di critica o di discussione” ed a tale scopo, è anche consentito divulgare le immagini. L’importante è che non si faccia “concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera”. Fin quando il tutto si effettua per spirito di liberalità. In pratica, se non hai nessun desiderio di guadagno, non ci sono problemi.

La Legge prevede una distinzione nel caso in cui l’edificio sia parte principale della foto (un primo piano) o sia nel background (lo sfondo). Nel primo caso occorre chiedere l’autorizzazione, invece nel secondo caso no.

Se le riprese fotografiche costituiscono un pericolo per le opere d’arte e/o concorrono con gli interessi economici della struttura, anche se privata, o se si stia pagando una concessione per vendere in esclusiva cartoline, immagini o libri all’interno della struttura stessa, viene attribuita la facoltà alla direzione di proibire le riprese. Quando il bene è di una proprietà privata e non sia stato dichiarato di interesse culturale, sarà il proprietario del bene ad autorizzare le riprese.

Questione fondamentale da capire è se il fotografare un’opera architettonica e successivamente utilizzarne la fotografia, per una pubblicazione in una rivista o la diffusione in Internet, possa essere considerato violazione del diritto d’autore.

Un caso a parte sono le riprese per uso strettamente personale o le riproduzioni e le riprese a fini istituzionali di ricerca dal rigoroso carattere tecnico-scientifico di musei o comunque di beni che ricadano nella Legge sui Beni Culturali e del Paesaggio. Teoricamente esse dovranno essere autorizzate dal responsabile dell’istituto, e in ogni caso non comportano alcun pagamento. Il fotografo, comunque, non potrà riprodurre né sfruttare le fotografie scattate pregiudicando i diritti sulle opere d’arte figurative ed/od architettoniche, di titolarità esclusiva degli autori o dei loro aventi causa. Questi divieti limitano sia la libertà del fotografo nella ripresa, ma producono anche un ulteriore effetto sull’eventuale utilizzazione, realizzata abusivamente.

Va detto inoltre che la normativa in esame punisce chi, pur non avendo scattato la fotografia, riveli o diffonda al pubblico, mediante qualsiasi mezzo di informazione, le immagini così ottenute.

Divulgare le immagini per trarne un guadagno economico, impone all’utilizzatore di chiedere un’autorizzazione al proprietario titolare del diritto d’autore sia esso l’artista o l’architetto. Unica eccezione a questa regola è il caso in cui l’artista sia morto da più di 70 anni. In questo caso non c’è bisogno di chiedere alcuna autorizzazione all’autore, ma molto probabilmente l’opera rientrerà nella tutela dei Beni Culturali e delle Sopraintendenze.

Le Soprintendenze

Sono moltissimi i monumenti tutelati dalla Soprintendenza o da parte di altri enti, e per questo motivo è sempre preferibile informarsi prima di procedere ad una pubblicazione. Le Soprintendenze, generalmente, non vendono immagini o diritti, ma occorre comunque fare una richiesta di pubblicazione, specificando il motivo. Successivamente si potrà inserire la loro autorizzazione nello stampato. Gli esterni, in genere, sono più liberi in quanto hanno certamente meno vincoli da parte delle Soprintendenze. Non mancano comunque qui numerosi casi di tutela. Occorre però fare attenzione che non ci siano opere contemporanee, soprattutto sculture, nello scatto, in quanto quelle sono quasi sempre soggette a restrizioni.

La norma sul freedom di Panorama

L’Italia, ultimamente, si è dotata di una norma sul freedom of panorama, grazie ad un emendamento al “Decreto Franceschini”. Si è introdotto, perciò, a livello legislativo il concetto di “free panorama”. In particolare essa riguarda un “fair use” delle immagini quando non sono a scopo di lucro.  L’intergruppo parlamentare per l’innovazione, è riuscito nell’intento di emendare l’articolo 3, aggiungendo al comma 36 , il comma 3bis 7– con voto bipartisan – al decreto del 2014. Questo decreto si è occupato della regolamentazione della riproduzione delle immagini nei musei e negli spazi culturali. Non si è voluto approvare una nuova legge, che avrebbe comportato molto tempo, ma i deputati sono riusciti a concentrarsi sulla proposta dell’onorevole del PD Lorenzo Basso, che nella Commissione attività produttive e turismo ha sintetizzato, con la collaborazione di tutti, quel “fair use” che fa la differenza tra rigidità e flessibilità nell’applicazione dei diritti di riproduzione.

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