Il titolo dell’opera dell’ingegno: è tutelato?

titolo dell'opera

Il titolo dell’opera dell’ingegno

Esistono gravi contrasti sulla possibilità di registrare il titolo dell’opera dell’ingegno come marchio, ovviamente per le riproduzioni delle creazioni artistiche (copie di libro o di film, ad es.) e non per beni diversi.

E’ legittimo registrare un titolo come marchio?

Oggi è ritenuto comunemente legittimo utilizzare e qualificare (quindi anche registrare) come marchio il titolo di giornali o pubblicazioni periodiche, quantunque non lo fosse del tutto in passato. Che si tratti di prodotti dell’impresa editoriale è ovvio; che in tale caso il titolo valga ad individuare, tra le molte opere analoghe, quella specificamente proveniente da un certo editore e dotata delle sue caratteristiche (grafiche, ideologiche, pubblicitarie…) è ancora più ovvio.

La dottrina: quelli del “si”

La tutela ex art. 100 1. aut. non confligge con quella offerta dalla legge marchi, ma va coordinata con essa in modo analogo al modo in cui va coordinato con la legge medesima l’art. 2598 c. c..: in entrambi i casi le due norme (art. 100 1. aut. e art. 2598 c. c.) tutelano l’uso di fatto, mentre la legge marchi tutela il segno registrato.

Quelli del “no”

La medesima dottrina, invece, contesta la possibilità di registrare come marchio le altre opere dell’ingegno, ad esempio opere letterarie o musicali. La ragione, sostanzialmente, viene rintracciata nel fatto che ogni libro costituisce un prodotto nuovo rispetto ai precedenti. Il titolo costituisce solo il nome comune, anziché il segno che lo distingue dagli altri appartenenti al medesimo genere: si avrebbe pertanto un caso simile a quello del rapporto tra  marchio e nome comune di un prodotto nuovo.

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La tesi non convince del tutto.

Non sembra infatti esatto che ogni libro sia un prodotto nuovo e diverso dagli altri solo perché esso contiene idee diverse (o, si badi bene, espresse in forma diversa) da quelle espresse in altri libri. Seguendo lo stesso ragionamento allora vi sarebbe sempre un nuovo prodotto ogni qualvolta venga immesso sul mercato un prodotto che abbia una qualche differenza dai suoi simili. Un’automobile con qualche speciale accorgimento o un dolce preparato con ricetta nuova per dosaggio o componenti, ovvero una fotocopiatrice basata su principi rivoluzionari rispetto allo standard tecnico vigente.

Il titolo dell’opera dell’ingegno: è tutelato dalla giurisprudenza?

Il carattere creativo e la novità dell’opera sono elementi costitutivi del diritto d’autore sull’opera dell’ingegno. Quindi, prima ancora di verificare se un’opera costituisce plagio di un’altra, deve verificarsi che sia in possesso dei requisiti per beneficiare della protezione richiesta sia sotto il profilo della compiutezza espressiva, sia sotto il profilo della novità. Il solo titolo, certamente caratterizzantesi per originalità, non può dar luogo alla protezione prevista dalla legge sul diritto d’autore. L’art. 100 della legge 22 aprile 1941, n. 633, infatti, stabilisce che il titolo di un’opera dell’ingegno è protetto se ed in quanto individua l’opera stessa, della quale rappresenta il segno distintivo. L’efficacia individuatrice di un’opera costituisce la ragione esclusiva della tutela giuridica, con la conseguenza che il titolo non è autonomamente protetto ma solo in quanto individua l’opera stessa e, quindi, non esiste un diritto al titolo ove non esista l’opera. (App. Roma Sent., 02/03/2009, Bo.Cl. c. Va.Pi.)

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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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