David Bowie. Gli eredi: Robert Fripp non è un “featured player”

David Bowie David Bowie: gli eredi dicono che Fripp non è featured player

 

 

Robert Fripp, cofondatore e chitarrista dello storica band dei King Crimson, è al momento in disputa con gli eredi di David Bowie a causa di quella che ritiene essere una dicitura impropria per la sua collaborazione agli album “Heroes” e “Scary Monsters” del defunto cantante.

David Bowie

In gioco c’è la designazione di “Featured Player”, un termine usato dalla società di gestione dei diritti d’autore britannica – Phonographic Performance Ltd. (PPL) – che indica un interprete principale.

Il termine non era in uso al momento delle uscite degli album, rispettivamente nel 1977 e nel 1980, ma avrebbe conferito a Fripp una maggiore remunerazione e importanza rispetto al più semplice status di “non featured player”, assimilabile a un turnista.

Sia il musicista Tony Visconti, che ha co-prodotto entrambi gli album, sia Brian Eno, co-autore di molte delle canzoni di “Heroes”, si schierano dalla parte di Fripp. Entrambi sostengono che il caratteristico lavoro alla chitarra di Fripp, in particolare il suo iconico contributo alla canzone “Heroes”, gli conferiscono di diritto lo status di Featured Player.

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In una dichiarazione Brian Eno ha scritto:

“I contributi di Robert Fripp agli album di David Bowie sono singolari. È un musicista unico che non fa ‘sessioni’ nel senso più comune: quando le persone lavorano con lui non è solo per i suoi prodigiosi doni come strumentista, ma ancora di più per la sua immaginazione insolitamente fruttuosa e originale.

La canzone che dà il titolo all’album, HEROES, è un esempio emblematico: il motivo della chitarra che sta alla base dell’intera canzone (che è abbastanza caratteristico per la sua identità da essere mantenuto in ogni altra versione di essa che ho sentito) è stata interamente invenzione di Robert.”

Fripp ha dichiarato in un post su Facebook:

“La disputa è incentrata sul rifiuto di PPL e della Estate di David Bowie di riconoscere che il mio contributo sia quello di un Featured Player. Questo riconoscimento è stato supportato da Brian Eno, Tony Visconti, David Bowie stesso (anche se la terminologia non era allora in uso) e dall’opinione pubblica per quattro decenni. In sostanza, la Bowie Estate sostiene che lo status di Featured Player non è riconosciuto dalle regole PPL e PPL sostiene che poiché la Bowie Estate non accetta Fripp come tale, dunque questi non sarebbe un Featured Player”.

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Dal canto suo, la PPL ha rinviato la questione alle parti dichiarando:

“Sebbene non siamo in grado di commentare singoli casi, gli artisti sono qualificati utilizzando un sistema di classificazione stabilito nelle Regole di distribuzione pubblicate da PPL. Tutta la classificazione viene effettuata sulla base dell’applicazione delle informazioni che riceviamo dalle parti interessate a queste regole. È importante sottolineare che le classificazioni non cercano di dare un giudizio di valore sulla qualità, l’importanza o l’entità del contributo di un esecutore su una registrazione. PPL è sempre consapevole dei diversi modi in cui tutti i nostri membri possono essere influenzati dalle nostre politiche e rimaniamo impegnati a gestire un sistema equo e diretto di distribuzione delle entrate a tutti gli artisti.”

Non c’è dubbio che i contributi di Fripp agli album in questione siano distintivi e unici nel loro genere. La sua chitarra solista è una componente melodica chiave di alcune canzoni di Bowie e, la sua presenza in molte canzoni di altri artisti, che vanno da “Games Without Frontiers” di Peter Gabriel a “Fade Away and Radiate” di Blondie, è inconfondibile.

Fripp continua nel suo post:

“Le regole della PPL perpetuano un’ingiustizia storica. Le regole del diritto non sono leggi date da Dio per mantenere l’universo: sono create dalle persone per organizzare e facilitare le interazioni in modo giusto ed equo, il che, nella natura delle cose, non può mai essere esattamente compiuto. Quindi, con intelligenza e buona volontà, dove le leggi non consentono che ciò che è giusto sia riconosciuto, le stesse leggi devono essere modificate per tenere conto di situazioni eccezionali o nuove”.


La questione in prospettiva italiana: artisti principali e turnisti

Ad oggi non risulta un esito pubblico della disputa tra Fripp, la Bowie Estate e PPL. La questione è rimasta irrisolta o si è conclusa riservatamente — come spesso accade nei contenziosi tra musicisti e grandi estate.

Il caso merita però un’analisi dal punto di vista del diritto italiano, perché il problema che Fripp solleva — come si classifica il contributo di un musicista e quanto quella classificazione vale in royalties — si pone in forme analoghe anche nel nostro ordinamento.

In Italia, i diritti degli artisti interpreti ed esecutori sono disciplinati dagli artt. 80-83 della Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941). L’artista ha il diritto esclusivo di autorizzare la fissazione, la riproduzione e la comunicazione al pubblico della propria interpretazione, e ha diritto a una remunerazione equa per l’utilizzo dei fonogrammi. Anche nel sistema italiano di distribuzione delle royalties — gestito da IMAIE e SCF — esiste la distinzione tra artista principale e musicista di supporto, e quella distinzione incide sulla quota di proventi spettante a ciascun esecutore.

La differenza con il caso PPL è che in Italia la classificazione non dipende esclusivamente dall’accordo tra l’etichetta (o l’estate) e la collecting society: l’artista che ritiene di aver contribuito in modo determinante a una registrazione può contestare la propria classificazione, documentare il proprio apporto creativo — con contratti, comunicazioni dell’epoca, testimonianze degli altri partecipanti alla sessione, analisi musicologiche — e, se necessario, adire l’autorità giudiziaria.

Il caso Fripp/Bowie illustra con precisione un problema strutturale: le grandi registrazioni dell’era pre-digitale furono realizzate senza contratti che riflettessero la reale gerarchia creativa, in un’industria in cui le etichette detenevano tutto il potere negoziale. Decenni dopo, quando le royalties diventano significative grazie allo streaming, quella gerarchia informale non trova riconoscimento nelle regole delle collecting societies — e i musicisti che avevano contribuito in modo determinante si trovano classificati come turnisti.

→ Approfondimento: Come funzionano le royalties musicali in Italia
→ Approfondimento: I diritti degli artisti sulle registrazioni storiche
→ Approfondimento: Il contratto discografico: clausole e diritti degli artisti

Domande frequenti

Cosa è un “featured player” e perché conta economicamente?

Nel sistema PPL britannico, il featured player è l’artista interprete principale — quello il cui contributo è centrale e distintivo. La distinzione rispetto al non featured player (il turnista) incide direttamente sulla quota di royalties distribuite per diffusione pubblica e streaming. Nel caso Fripp, il diniego dello status comporta una remunerazione significativamente inferiore su decenni di royalties.

Cosa prevede il diritto italiano per gli artisti interpreti?

Gli artt. 80-83 LDA tutelano i diritti degli artisti interpreti ed esecutori: diritto di autorizzare fissazione, riproduzione e comunicazione al pubblico della propria interpretazione, e diritto a remunerazione equa per l’utilizzo dei fonogrammi. La distinzione artista principale/musicista di supporto esiste anche nel sistema IMAIE/SCF e incide sulla distribuzione delle royalties.

Come si tutela un musicista che ritiene sottovalutato il proprio contributo?

Documentando l’apporto creativo — contratti e comunicazioni dell’epoca, testimonianze degli altri partecipanti, analisi musicologiche — e contestando la classificazione presso la collecting society o, se necessario, in giudizio. I diritti degli artisti interpreti sono imprescrittibili nella componente morale e durano 70 anni nella componente patrimoniale.

Sei un musicista con domande sulla gestione dei tuoi diritti presso le collecting societies italiane o sulla classificazione del tuo contributo a registrazioni storiche? Contattaci — la tutela dei diritti degli artisti interpreti è una delle nostre aree di lavoro.

Leggi anche: Royalties musicali in Italia · Il contratto discografico · Retrocessione dei diritti degli artisti · Diritti e gestione: il caso Allen Klein

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Sono l'Avvocato degli artisti: norma e forma è la sintesi più adatta per descrivere quello che faccio. Da sempre mi occupo del rapporto tra il diritto e le arti, collaborando con artisti e autori in diversi campi creativi come musica, cinema, arti visive, editoria, entertainment. Scrivo recensioni e testi critici di arte contemporanea.

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