Una collezione chiamata “Le Musée” — il Museo — dedicata esplicitamente all’arte dei grandi musei europei, con la Venere di Botticelli stampata a tutta grandezza su maglie e pantaloni. Un omaggio alla pittura del Rinascimento che però nessuno dei musei custodi sapeva di dover ricevere. Questo è il caso che ha opposto le Gallerie degli Uffizi alla maison Jean Paul Gaultier — uno dei più emblematici nell’applicazione del Codice dei beni culturali italiano all’industria della moda internazionale.
La collezione “Le Musée” e le opere riprodotte
La collezione Primavera/Estate 2022 di Jean Paul Gaultier — disegnata dal guest designer Olivier Rousteing, già direttore creativo di Balmain — si chiamava esplicitamente Le Musée. L’idea dichiarata era celebrare il connubio tra arte e moda, reinterpretando i capolavori della pittura rinascimentale e barocca con lo stile provocatorio tipico della maison.
Tra le opere riprodotte su vestiti, canotte, pantaloni, foulard e maglie: la Nascita di Venere di Sandro Botticelli (conservata agli Uffizi di Firenze), la Creazione di Adamo di Michelangelo (Cappella Sistina, Musei Vaticani) e le Tre Grazie di Rubens. Nessuno dei musei custodi era stato contattato. Nessuna autorizzazione era stata richiesta. Nessun canone era stato pagato.
La Nascita di Venere — dipinta tra il 1482 e il 1485 da Sandro Botticelli, morto nel 1510 — è di pubblico dominio dal punto di vista del diritto d’autore. Ma in Italia l’essere di pubblico dominio non è sufficiente a liberare una riproduzione commerciale dai vincoli del Codice dei beni culturali.
Cosa viola esattamente la legge italiana
Il problema non era la riproduzione in sé — gli stilisti usano immagini di opere d’arte storiche regolarmente, e molti lo fanno correttamente pagando le autorizzazioni. Il problema era che Gaultier aveva riprodotto le immagini senza:
- aver chiesto l’autorizzazione alle Gallerie degli Uffizi
- aver concordato le modalità d’uso
- aver pagato il canone previsto dalla legge
Il comunicato delle Gallerie degli Uffizi era esplicito: “Gli stilisti usano regolarmente le nostre immagini e la maggior parte ha familiarità con la legge italiana, che afferma che qualsiasi uso di opere d’arte di proprietà pubblica deve essere autorizzato e pagato.”
Il sottosegretario al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni ha commentato: “È necessario controllare e gestire come vengono usate le immagini del nostro patrimonio culturale. Troppo spesso ancora c’è un uso illegittimo delle immagini dei nostri musei. In alcuni casi, oltre a un uso improprio, viene sminuita l’importanza del monumento stesso.”
Il Codice dei beni culturali: la base normativa
In Italia, le opere d’arte figurative come la Nascita di Venere sono tutelate su due piani paralleli e indipendenti.
Il primo è la Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941) — che tutela le opere creative originali. Per le opere di Botticelli, morto oltre 500 anni fa, i diritti patrimoniali sono scaduti da secoli: l’opera è di pubblico dominio.
Il secondo è il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004, artt. 107-108) — che attribuisce agli enti pubblici custodi di beni culturali il diritto di autorizzare le riproduzioni commerciali e di percepire un canone, indipendentemente dallo stato del copyright sull’opera. Questo diritto non scade con il copyright — esiste finché l’opera è nella custodia dell’ente pubblico.
La Venere di Botticelli è un bene culturale di rilevante interesse artistico custodito dalle Gallerie degli Uffizi — un ente pubblico statale. Qualsiasi riproduzione a scopo commerciale richiede la concessione del museo e il pagamento del canone previsto.
→ Approfondimento: Pubblico dominio vs. Codice dei beni culturali: il caso Uomo Vitruviano/Ravensburger
La diffida ignorata e la causa
Le Gallerie degli Uffizi hanno inviato una diffida alla maison Jean Paul Gaultier nell’aprile 2022 — nel momento stesso in cui la collezione Le Musée sfilava sulle passerelle. La diffida intimava il ritiro dal mercato dei capi con l’immagine della Venere o, in alternativa, di contattare il museo per concordare l’accordo commerciale necessario a sanare l’abuso.
La diffida è stata sostanzialmente ignorata. Le Gallerie hanno quindi avviato l’azione legale davanti al tribunale competente, chiedendo sia il ritiro degli abiti dal mercato sia il risarcimento dei danni.
Cosa chiedono gli Uffizi
L’azione legale degli Uffizi si articola su due richieste distinte.
Il ritiro dal mercato di tutti i capi di abbigliamento e gli articoli con l’immagine della Venere di Botticelli — incluse le versioni commercializzate attraverso i canali online e i social media della maison.
Il risarcimento del danno, che include il valore del canone non pagato (calcolato sulle royalties che avrebbero dovuto essere versate per il periodo di utilizzo e commercializzazione) e il danno all’immagine delle Gallerie. Sulla misura del canone, il regolamento delle Gallerie degli Uffizi per la riproduzione dei beni culturali è il riferimento di partenza per il calcolo.
Al momento della pubblicazione di questo articolo, non risulta una sentenza definitiva pubblica sul caso. Il procedimento è ancora in corso.
Il problema strutturale nella moda: un uso sistematico senza autorizzazione
Il caso Gaultier non è isolato. L’industria della moda utilizza sistematicamente immagini di opere d’arte storiche — e non sempre con le autorizzazioni necessarie. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi ha riconosciuto che molti stilisti conoscono la legge italiana e la rispettano, ma altri no.
La questione è strutturale: l’immagine di un capolavoro del Rinascimento comunica immediatamente cultura, bellezza e qualità. Per una maison di moda, è un asset di comunicazione potentissimo. Ma questo asset ha un proprietario legale — il museo pubblico che custodisce l’opera — e un prezzo.
Il fatto che la collezione si chiamasse Le Musée e fosse esplicitamente dedicata all’arte dei musei rende il caso particolarmente istruttivo: Rousteing sapeva benissimo di usare immagini di opere custodite nei musei. Non sapeva — o fece finta di non sapere — che quelle immagini non erano liberamente disponibili per uso commerciale.
Il confronto con il caso Ravensburger/Uomo Vitruviano
Il caso Gaultier e il caso Ravensburger condividono lo stesso fondamento normativo — il Codice dei beni culturali — e la stessa logica: un’azienda straniera usa un’opera d’arte italiana custodita in un museo pubblico senza pagare il canone.
Le differenze principali: nel caso Ravensburger, il conflitto tra la sentenza italiana (che dava ragione al museo) e quella tedesca (che dava ragione all’azienda) ha sollevato apertamente la questione della territorialità del Codice dei beni culturali — fino a dove si applicano le norme italiane per le vendite fatte all’estero? Nel caso Gaultier, il procedimento è davanti ai tribunali italiani e la questione territoriale è meno centrale, dal momento che la maison opera comunque anche in Italia.
→ Approfondimento: Uomo Vitruviano e Ravensburger: la battaglia tra Venezia e Stoccarda
La lezione per chi usa opere d’arte nelle collezioni
Il caso Gaultier è un manuale di cosa non fare quando si progetta una collezione ispirata alle opere dei musei italiani.
La prima verifica è sempre il museo custode. Prima di usare l’immagine di qualsiasi opera conservata in un museo pubblico italiano — anche se l’opera è di pubblico dominio — occorre verificare se il museo richiede un’autorizzazione e un canone per le riproduzioni commerciali.
Il pubblico dominio del copyright non risolve la questione. Che Botticelli sia morto nel 1510 è irrilevante ai fini del Codice dei beni culturali. L’autorizzazione viene dal museo, non dal copyright.
Ignorare la diffida aggrava la posizione. Rispondere alla diffida e cercare un accordo — anche tardivamente — avrebbe probabilmente ridotto significativamente l’esposizione di Gaultier. Ignorarla ha invece accelerato il passaggio all’azione legale.
L’accordo preventivo è sempre più conveniente della causa. Il canone che Gaultier avrebbe pagato per l’autorizzazione preventiva è quasi certamente inferiore al risarcimento che le Gallerie degli Uffizi stanno chiedendo in giudizio — a cui si aggiungono i costi legali e i rischi reputazionali.
Domande frequenti
Una casa di moda può usare l’immagine della Venere di Botticelli senza autorizzazione?
No. Anche se l’opera è di pubblico dominio per il copyright, la riproduzione commerciale richiede l’autorizzazione delle Gallerie degli Uffizi e il pagamento di un canone ai sensi del Codice dei beni culturali (artt. 107-108 D.Lgs. 42/2004).
Cos’era la collezione “Le Musée” di Gaultier?
La collezione P/E 2022 disegnata da Olivier Rousteing, esplicitamente dedicata all’arte dei musei. Includeva riproduzioni della Venere di Botticelli, della Creazione di Adamo di Michelangelo e delle Tre Grazie di Rubens su capi di abbigliamento — senza autorizzazione di nessuno dei musei custodi.
Cosa rischia chi usa immagini di beni culturali italiani senza autorizzazione?
Ritiro dal mercato dei prodotti e risarcimento dei danni in favore del museo custode, calcolato sul canone non pagato e sull’eventuale danno all’immagine dell’istituzione.
C’è stata una sentenza definitiva?
Non risulta una sentenza definitiva pubblica. Le Gallerie degli Uffizi hanno avviato l’azione legale dopo che la diffida del 2022 è stata ignorata. Il caso è ancora in corso.
Questo caso è simile a quello dell’Uomo Vitruviano e Ravensburger?
Sì — stessa base normativa (Codice dei beni culturali), stesso schema (azienda straniera, uso commerciale senza autorizzazione). La differenza principale è che nel caso Ravensburger il conflitto tra sentenza italiana e tedesca ha aperto il dibattito sulla territorialità, questione meno centrale nel caso Gaultier.
Stai progettando una collezione o un prodotto che include immagini di opere d’arte conservate in musei italiani e vuoi capire quali autorizzazioni sono necessarie? Contattaci — la tutela del patrimonio culturale e i diritti di riproduzione sono tra le aree in cui operiamo.
Leggi anche: Uomo Vitruviano e Ravensburger: pubblico dominio vs. beni culturali · Il copyright del David di Michelangelo · Pubblico dominio: cosa si può usare · La diffida nel diritto d’autore · Violazione del diritto d’autore
Lo Studio Legale Dandi fornisce assistenza legale in Diritto d'autore e Proprietà intellettuale. Dai un'occhiata ai nostri servizi oppure contattaci!



