Come proteggersi dall’AI nei contratti: le clausole da inserire oggi
La questione dell’intelligenza artificiale nei contratti creativi non è più teorica. È già nei tavoli di negoziazione. Produttori che vogliono usare l’AI per il doppiaggio, piattaforme che inseriscono clausole di cessione dei diritti per il training dei modelli, autori che firmano contratti senza sapere cosa stanno cedendo.
Questa guida è pratica. Non spiega cos’è l’AI — lo sai già. Spiega quali clausole inserire, da quale lato del tavolo ti trovi, e perché ciascuna parola conta.
→ Per il quadro normativo completo: Diritto d’autore e intelligenza artificiale — guida completa
Da che lato del tavolo sei?
Le esigenze di autori e produttori sono speculari — e spesso in conflitto. Questa guida le tratta separatamente perché le clausole sono diverse, gli obiettivi sono diversi, e la negoziazione richiede di capire cosa vuole la controparte prima di sapere cosa chiedere.
Se sei un autore: cosa cedere e cosa tenere
La clausola di opt-out dal training AI
Questa è la clausola più importante che un autore può inserire in qualsiasi contratto di cessione dei diritti oggi. Protegge l’opera dall’uso per addestrare modelli di intelligenza artificiale senza consenso esplicito.
Testo della clausola:
Senza pregiudizio alla cessione dei diritti sull’opera di cui al presente contratto, l’Autore si riserva espressamente il diritto di non acconsentire (di seguito “Diritto di Opt-Out”) all’utilizzo della propria opera — in qualsiasi forma, formato o elaborazione — come dato di addestramento (training data) di sistemi di intelligenza artificiale, machine learning o tecnologie equivalenti, esistenti o future, al fine di creare nuove elaborazioni, sintesi, imitazioni o derivazioni digitali dell’opera stessa o dello stile dell’Autore.
Il Cessionario si impegna a non cedere, sub-licenziare o autorizzare terzi all’utilizzo dell’opera per le finalità di cui al comma precedente senza il previo consenso scritto dell’Autore. In caso di violazione della presente clausola, l’Autore avrà diritto al risarcimento del danno, incluso il “prezzo del consenso” che avrebbe dovuto essere corrisposto per l’autorizzazione.
Perché è necessaria. La legge italiana prevede all’art. 70-quinquies l.d.a. la possibilità per i titolari di diritti di fare opt-out dal text and data mining commerciale — ma questa riserva deve essere esplicita. Senza questa clausola, il contratto di cessione potrebbe essere interpretato come autorizzazione implicita all’uso dell’opera per training.
La clausola contro la clonazione vocale e il deepfake
Per attori, doppiatori, cantanti e chiunque abbia ceduto i diritti sulla propria voce o immagine nell’ambito di un contratto di ingaggio o di produzione.
Testo della clausola:
L’Artista non autorizza in alcun modo la riproduzione, la sintesi, la clonazione o la simulazione della propria voce, del proprio aspetto fisico o di qualsiasi altro attributo identificativo della propria persona tramite sistemi di intelligenza artificiale, machine learning, deep learning o tecnologie equivalenti, esistenti o future.
Tale divieto si applica sia durante la durata del presente contratto sia successivamente alla sua scadenza. Qualsiasi utilizzo della voce o dell’immagine dell’Artista per finalità di addestramento di sistemi AI o per la generazione di contenuti sintetici richiede un accordo separato, scritto e specificamente negoziato.
In caso di violazione, oltre al risarcimento del danno, si applica quanto previsto dall’art. 612-quater del Codice Penale (introdotto dalla Legge 132/2025) per la diffusione non consensuale di contenuti audio/video generati con AI.
Perché è necessaria. La Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, ha introdotto il deepfake ingannevole come reato penale (art. 612-quater c.p., reclusione da uno a cinque anni). Ma la prevenzione contrattuale è più efficace della reazione giudiziaria — quando un deepfake diventa virale, il danno è già fatto.
La clausola di non cessione dei diritti sullo stile
Questa clausola è meno diffusa ma sempre più rilevante, soprattutto per autori con uno stile riconoscibile — scrittori, illustratori, compositori, registi.
Testo della clausola:
La cessione di cui al presente contratto riguarda esclusivamente i diritti patrimoniali sull’opera specificata nell’allegato A. Essa non include, in alcun modo, l’autorizzazione a utilizzare le caratteristiche stilistiche, narrative, compositive o estetiche dell’opera o dell’Autore come base per l’addestramento di sistemi AI finalizzati a produrre contenuti “nello stile di” o “ispirato a” l’Autore.
Una precisazione necessaria. Il diritto d’autore non protegge lo stile in quanto tale — questa è giurisprudenza consolidata. Questa clausola non crea un diritto sullo stile dove la legge non lo prevede, ma crea un obbligo contrattuale tra le parti che può essere fatto valere in caso di violazione.
Se sei un produttore: cosa ottenere e come
La clausola per il doppiaggio AI
Un produttore che vuole poter usare sistemi AI per il doppiaggio — in qualsiasi lingua, per qualsiasi territorio — deve farselo autorizzare esplicitamente nel contratto con gli autori e con gli attori.
Testo della clausola:
L’Autore/l’Artista autorizza espressamente il Produttore a realizzare il doppiaggio, il sottotitolaggio e la localizzazione dell’opera in qualsiasi lingua e per qualsiasi Paese del mondo, anche mediante sistemi di intelligenza artificiale, machine learning o tecnologie equivalenti, esistenti o future, alle condizioni previste dalla normativa europea e nazionale applicabile.
Perché è necessaria. Senza questa clausola, un produttore che usa sistemi AI per il doppiaggio di un film potrebbe trovarsi a dover rinegoziare i contratti con tutti gli autori e gli attori dopo la produzione — nel momento in cui la tecnologia è già stata usata e l’opera è già distribuita.
La clausola per la produzione con AI
Per le produzioni che usano strumenti AI in fase di sviluppo, pre-produzione o post-produzione.
Testo della clausola:
Il Produttore è autorizzato a utilizzare strumenti di intelligenza artificiale nelle fasi di sviluppo, produzione e post-produzione dell’opera, nel rispetto della normativa vigente e in particolare della Legge 132/2025 e del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act). Il Produttore si impegna a documentare il processo creativo in modo da dimostrare l’apporto creativo umano sull’opera finale, ai fini della tutela del diritto d’autore ai sensi dell’art. 1 L. 633/1941 come modificato dalla Legge 132/2025.
La dichiarazione sull’uso di AI — per broadcaster e fondi
Molti broadcaster europei e fondi pubblici (compreso Eurimages) richiedono già dichiarazioni sull’uso di AI in produzione. Il contratto con il broadcaster o con il fondo può prevedere una dichiarazione di questo tipo:
Il Produttore dichiara che nell’opera oggetto del presente contratto [barrare la voce pertinente]: ☐ Non sono stati utilizzati sistemi di intelligenza artificiale generativa ☐ Sono stati utilizzati sistemi di intelligenza artificiale generativa nelle seguenti fasi: _____________, con le seguenti modalità: _____________. Il contributo creativo umano è prevalente e documentato.
I contratti esistenti: cosa fare adesso
Se hai già firmato contratti che non contengono queste clausole — come la maggior parte di quelli firmati prima del 2024 — la situazione dipende da cosa dicono esattamente.
Contratti che cedono “tutti i diritti presenti e futuri”. Questa formulazione è comune nei contratti editoriali e discografici e potrebbe essere interpretata in modo estensivo. Vale la pena farli analizzare per capire se l’uso AI rientra nella cessione originale.
Contratti che non menzionano l’AI. In assenza di clausole specifiche, il silenzio non equivale a consenso — ma la questione è interpretativa. La giurisprudenza sul punto è ancora in sviluppo. È possibile negoziare un addendum con le clausole di protezione elencate sopra.
Contratti con clausole di garanzia dell’autore. Se hai dichiarato di essere il pieno titolare dei diritti su opere create parzialmente con AI senza saperlo, potresti essere in una posizione contrattualmente fragile. Meglio affrontare la questione prima che lo faccia la controparte.
La checklist prima di firmare
Prima di firmare qualsiasi contratto di cessione dei diritti oggi, verifica:
Come autore:
- Il contratto include una clausola di opt-out esplicita dal training AI?
- È previsto un divieto di clonazione vocale e deepfake?
- La cessione “di tutti i diritti” include l’uso per AI? Se sì, è compensata?
- Il contratto copre anche i diritti “futuri” o solo quelli “noti al momento della firma”?
Come produttore:
- Sei autorizzato a usare AI per doppiaggio e localizzazione?
- Hai una dichiarazione sull’uso di AI che soddisfi i requisiti dei broadcaster e dei fondi?
- I contratti con cast e crew includono clausole su avatar, voice cloning e digital resurrection?
- Il processo creativo è documentato in modo da dimostrare l’apporto umano ai fini del diritto d’autore?
Stai negoziando un contratto che include clausole sull’AI, o hai contratti esistenti che vuoi far analizzare alla luce della Legge 132/2025? Prenota una consulenza o scrivici direttamente.
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