Diritto industriale: marchi, concorrenza sleale e tutela del know-how
In sintesi
- DANDI assiste artisti, label, festival, imprese creative e produzioni indipendenti nella tutela di marchi, segni distintivi e know-how.
- Seguiamo la registrazione del marchio in Italia (UIBM) e nell’Unione europea (EUIPO), le opposizioni, la concorrenza sleale e la contraffazione online.
- Nella musica il nome d’arte, il nome della band, il catalogo di una label e il merchandising sono asset industriali: vanno registrati, regolati tra i membri del progetto e difesi.
- Consulenze in presenza a Roma e Genova o da remoto, con risposta entro 24 ore.
Proteggiamo ciò che costruisci: dalla tua identità visiva ai tuoi processi creativi, dai marchi ai segreti del tuo business.
Lo studio offre assistenza contrattuale e stragiudiziale completa in materia di diritto industriale, con una particolare attenzione alle produzioni indipendenti, all’industria musicale e alle realtà creative che operano nel digitale. Lavoriamo in collegamento con le altre aree dello studio, dalla proprietà intellettuale al diritto della musica e dello spettacolo.
Cosa proteggiamo
Tuteliamo marchi, segni distintivi e know-how, con consulenza su concorrenza sleale, contraffazione e utilizzo illecito di identità e proprietà industriale. Affianchiamo i nostri clienti in ogni fase: dalla registrazione del marchio in Italia e in Europa alla gestione dei conflitti, dall’impostazione contrattuale alla difesa stragiudiziale.
Le nostre aree di intervento
- Marchi e segni distintivi — ricerche di anteriorità, registrazione, opposizioni, contratti di trasferimento, licenza e coesistenza
- Concorrenza sleale — parassitismo, imitazione servile, denigrazione, confondibilità, storno di dipendenti, appropriazione di pregi altrui
- Violazioni e contraffazione — uso non autorizzato di segni distintivi, contraffazione online e sui marketplace, diffide e accordi transattivi
- Know-how e segreti commerciali — strategie di protezione, accordi di riservatezza (NDA) e clausole per preservare il valore competitivo del tuo lavoro
- Digitale e nuove tecnologie — contratti di sviluppo e licenza software, e-commerce, nomi a dominio e account social, uso di strumenti di intelligenza artificiale nella creazione di marchi, loghi e contenuti commerciali
Diritto industriale e musica
Nella musica il valore non sta solo nelle canzoni. Il nome di un artista o di una band è un marchio, il catalogo di una label è un patrimonio commerciale, il nome di un festival o di un tour è un segno distintivo che il pubblico riconosce e per cui paga. Sono asset che si costruiscono in anni di lavoro e che si possono perdere in poche settimane: per un nome registrato prima da qualcun altro, per una band che si divide senza aver deciso a chi resta il nome, per un merchandising venduto da terzi senza licenza.
Per questo trattiamo l’identità di un progetto musicale con gli strumenti del diritto industriale, prima che nasca il problema.
Il nome d’arte e il nome della band
- Registrazione del marchio — protezione del nome d’arte, del nome della band, del logo, del titolo di un album, di un tour o di un festival come marchio denominativo o figurativo presso UIBM (Italia) o EUIPO (Unione europea), nelle classi giuste: di solito la 9 per la musica registrata, la 41 per concerti e intrattenimento, la 25 per l’abbigliamento del merchandising
- Accordo tra i membri della band — chi è titolare del nome, chi può continuare a usarlo se qualcuno esce o se il gruppo si scioglie, come si dividono i ricavi del marchio. È il contratto che quasi nessuno firma e che evita la maggior parte delle liti
- Ricerche di anteriorità — verifica, prima del lancio, che il nome non sia già registrato o usato da altri in Italia e all’estero, compresi domini e account social
Label, festival ed eventi
- Marchi di label e di festival — registrazione e tutela del nome dell’etichetta, del festival, della rassegna o della serata, e del format che il pubblico associa a quel nome
- Conflitti tra marchi musicali — analisi della confondibilità tra nomi di artisti, band, label ed eventi; opposizioni a registrazioni di terzi; tutela stragiudiziale in caso di uso non autorizzato del nome
- Licenze sul catalogo — strutturazione di accordi di licenza su master e catalogo, valorizzazione dei diritti connessi come patrimonio trasferibile in caso di cessione, distribuzione o ingresso di investitori
Merchandising, concorrenza e intelligenza artificiale
- Contratti di merchandising — licenze del marchio dell’artista per abbigliamento, gadget e collaborazioni con brand, con controllo sulla qualità e sulla ripartizione dei ricavi
- Merch e prodotti contraffatti — azioni contro venditori non autorizzati online e sui marketplace, richieste di rimozione e diffide
- Concorrenza sleale nel mercato musicale — imitazione servile di format, stili o identità visive; sfruttamento della notorietà di un artista; denigrazione di artisti o produzioni concorrenti
- Imitazioni con l’intelligenza artificiale — brani, voci o immagini generati con l’IA per sfruttare il nome e la riconoscibilità di un artista, valutati sotto il profilo della concorrenza sleale, del marchio e dei diritti della personalità
- Know-how e segreti di label — protezione delle informazioni commerciali riservate (contatti, strategie di promozione, accordi con distributori) attraverso clausole di riservatezza e NDA
Il nome di una band vale quanto le sue canzoni. Registrarlo costa poco; recuperarlo, quando qualcuno lo ha registrato prima di te, può costare il progetto.
Domande frequenti
Si può registrare come marchio il nome di una band o un nome d’arte?
Sì. Il nome di un artista o di una band può essere registrato come marchio, denominativo o insieme al logo, presso l’UIBM per l’Italia o l’EUIPO per tutta l’Unione europea. La registrazione dà il diritto esclusivo di usarlo per i prodotti e servizi indicati e di impedirne l’uso a terzi in modo confondibile.
In quali classi va registrato il marchio di un artista musicale?
Di solito nella classe 9, che comprende la musica registrata e scaricabile, nella classe 41, che comprende concerti, spettacoli e intrattenimento, e nella classe 25 se si vende abbigliamento con il nome o il logo. Altre classi possono servire per gadget, eventi o servizi specifici: la scelta dipende da come il progetto viene sfruttato.
A chi resta il nome della band se il gruppo si scioglie?
Dipende da chi ne è titolare e da cosa hanno concordato i membri. Se il nome è registrato da uno solo o da una società, resta a lui; se non è registrato o è in comune, senza un accordo scritto il conflitto è quasi inevitabile. Per questo conviene regolare titolarità e uso del nome in un accordo tra i membri fin dall’inizio.
Un marchio non registrato è tutelato?
In parte. Chi usa un nome prima di altri ha una tutela basata sul preuso, che però è più limitata e difficile da dimostrare. Il marchio registrato offre una protezione molto più forte, dura dieci anni e si può rinnovare senza limiti.
Cos’è la concorrenza sleale?
È il comportamento di un concorrente contrario alla correttezza professionale, previsto dall’art. 2598 del codice civile: ad esempio imitare i segni distintivi o i prodotti altrui in modo da creare confusione, denigrare un concorrente o appropriarsi dei pregi dei suoi prodotti. Si può far valere anche quando non c’è un marchio registrato.
Come si protegge il know-how di un’impresa creativa?
Le informazioni commerciali riservate sono tutelate come segreti commerciali se sono effettivamente segrete, hanno valore economico e sono protette con misure adeguate. In pratica servono accordi di riservatezza con collaboratori e partner, clausole specifiche nei contratti e regole interne su chi può accedere alle informazioni.
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