Street art e diritto d’autore: tutela, limiti e uso commerciale

Diritto d'autore e Street Art: che tutela per gli writers? La legge italiana tutela in qualche modo gli writers?

Street art e diritto d’autore: tutela, limiti e uso commerciale

In questa guida:

  • La street art è protetta dal diritto d’autore?
  • L’opera illegale perde i diritti d’autore?
  • Fotografare un murale: quando è lecito e quando no
  • Il diritto di panorama in Italia
  • Chi decide la rimozione dell’opera?
  • Spazi legali per la street art: il quadro italiano
  • Approfondimenti

La street art è protetta dal diritto d’autore?

Sì — a condizione che abbia carattere creativo. In Italia il diritto d’autore nasce automaticamente con la creazione dell’opera, senza registrazione (art. 1 L. 633/1941). Questo vale per qualsiasi opera dell’ingegno creativa, indipendentemente dal supporto e dal contesto in cui è realizzata — inclusi i muri delle città.

Perché un murale, uno stencil o un graffito sia tutelato, deve superare la soglia minima di creatività: deve essere il frutto di scelte personali e originali dell’artista, non una semplice scritta o un tag generico privo di carattere espressivo. La Cassazione ha precisato che l’apporto creativo può essere minimo, purché contraddistingua l’opera come prodotto singolare della personalità dell’autore.

Cosa protegge il diritto d’autore sulla street art:

  • Il diritto di paternità — il writer ha il diritto di essere riconosciuto autore dell’opera
  • Il diritto all’integrità — può opporsi a modifiche che pregiudichino il suo onore o la sua reputazione
  • I diritti patrimoniali — il diritto esclusivo di riprodurre, distribuire e comunicare l’opera al pubblico, anche a fini commerciali

I diritti morali (paternità e integrità) sono perpetui e irrinunciabili. I diritti patrimoniali durano per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dalla sua morte.


L’opera illegale perde i diritti d’autore?

No — e questo è il paradosso più affascinante della street art dal punto di vista giuridico.

Un murale realizzato senza il consenso del proprietario del muro configura il reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui (art. 639 c.p.) ed espone l’artista a sanzioni penali. Ma la liceità non è tra i requisiti della tutela autorale: un’opera contraria alla legge è comunque protetta dal diritto d’autore se è creativa.

La conseguenza pratica è duplice: il proprietario del muro “profanato” subisce una violazione della sua proprietà e può agire contro l’artista; ma allo stesso tempo non può riprodurre o sfruttare commercialmente l’opera senza il consenso dell’artista, che ne rimane titolare dei diritti d’autore.

Il limite pratico: un writer che agisce in illegalità avrà molta più difficoltà a far valere i propri diritti in giudizio rispetto a chi ha realizzato l’opera con regolare autorizzazione. La legalità del supporto non crea il diritto, ma ne condiziona l’esercizio pratico.

Approfondimento: Graffiti: arte o vandalismo? Il profilo penale e il caso 5Pointz →


Fotografare un murale: quando è lecito e quando no

La fotografia di un’opera di street art solleva una questione distinta — non si tratta di tutelare il writer, ma di capire cosa può fare chi fotografa e pubblica l’opera altrui.

Uso personale

Fotografare un murale per uso personale — archivio privato, condivisione sui social senza fini commerciali — è generalmente consentito. Rientra nell’eccezione di libera utilizzazione prevista dall’art. 70 LDA per uso personale purché non arrechi pregiudizio allo sfruttamento normale dell’opera.

Uso editoriale e giornalistico

La fotografia di un murale pubblicata in un articolo giornalistico, un reportage o un libro di critica d’arte rientra nell’eccezione di cronaca e critica — purché l’opera non sia il soggetto esclusivo della pubblicazione commerciale e si rispetti il diritto di citazione con attribuzione all’autore.

Uso commerciale

Questo è il terreno più pericoloso. Usare la fotografia di un murale per:

  • Stampare t-shirt, poster o merchandise
  • Inserirla in spot pubblicitari o campagne di marketing
  • Creare prodotti editoriali commerciali in cui il murale è il soggetto principale

richiede l’autorizzazione dell’artista e, se l’opera è legale, del proprietario del muro. Senza autorizzazione è una violazione del diritto d’autore.

Il caso Kiesza/Kosse — il video del singolo “Hideaway” della cantante Kiesza, girato a Williamsburg con i murales dell’artista Jamie Mitchel Kosse visibili in modo prominente, ha portato l’artista ad agire legalmente contro Kiesza e Universal Music Group sostenendo che l’uso dei suoi murales — riconoscibili e parte integrante delle riprese — costituisse uso commerciale non autorizzato. Il caso ha illustrato come anche la semplice presenza di un murale in un video musicale con milioni di visualizzazioni possa configurare violazione del diritto d’autore.


Il diritto di panorama in Italia

Il diritto di panorama (freedom of panorama) è l’eccezione che in molti Paesi europei permette la riproduzione di opere d’arte permanentemente collocate in luoghi pubblici, senza necessità di autorizzazione dell’autore.

In Italia questa libertà è più ristretta rispetto ad altri Paesi UE. L’art. 70 LDA consente la libera riproduzione di opere collocate in luoghi pubblici solo per finalità di critica, discussione o insegnamento — non per uso commerciale. La fotografia commerciale di un murale significativo, anche se collocato in uno spazio pubblico, richiede in linea di principio l’autorizzazione dell’artista.

Questa posizione italiana differisce da quella di Germania, Spagna e altri Paesi UE che hanno implementato un’eccezione di panorama più ampia — il che rende la questione particolarmente rilevante per brand e agenzie che producono contenuti internazionali con location urbane.


Chi decide la rimozione dell’opera?

Il diritto di proprietà sul muro e il diritto d’autore sull’opera che vi è impressa possono entrare in conflitto quando il proprietario dell’edificio vuole rimuovere, modificare o distruggere il murale.

Opera legale

Se il murale è stato realizzato con il consenso del proprietario, l’artista ha titolo a opporsi alla sua distruzione invocando il diritto morale all’integrità dell’opera (art. 20 LDA). Il proprietario non può distruggere l’opera senza prima comunicare all’artista la propria intenzione e dargli la possibilità di rimuoverla o documentarla, se tecnicamente possibile.

Per il diritto italiano, il proprietario del muro che voglia abbattere l’edificio su cui è realizzato un murale significativo deve bilanciare il proprio diritto dominicale con il diritto morale dell’artista. Se l’opera è facilmente rimovibile dal supporto, il proprietario può chiedere all’artista di rimuoverla a proprie spese.

Opera illegale

Se il murale è stato realizzato senza autorizzazione, il proprietario ha il diritto di rimuoverlo — ma anche in questo caso non può appropriarsi dell’opera per rivenderla o sfruttarla commercialmente. Il writer, pur avendo agito illegalmente, mantiene il diritto d’autore sull’opera.


Spazi legali per la street art: il quadro italiano

Diverse municipalità italiane hanno riconosciuto valore artistico alla street art e creato spazi legali per i writer, risolvendo alla radice il conflitto tra arte urbana e proprietà.

Roma — il progetto “Urban Act” dell’Assessorato alla Cultura e Zètema Progetto Cultura ha messo a disposizione 35 muri in otto Municipi, divisi tra “Muri Liberi” (aperti a chiunque) e “Hall of Fame” (riservati ad artisti selezionati con approvazione dei bozzetti). Roma ha anche una mappa con 330 opere di street art in 150 strade di 30 quartieri.

Milano — il progetto “Cento muri liberi per la street art” ha istituito spazi dedicati per valorizzare la creatività urbana e distinguerla dagli atti vandalici.

Quando un’opera viene realizzata in questi spazi autorizzati, l’artista ha piena tutela del diritto d’autore e può far valere tutti i diritti patrimoniali e morali sull’opera senza i limiti pratici legati all’illegalità del supporto.


Approfondimenti


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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, produttori, musicisti e indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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