Aprire una web radio in Italia è tecnicamente accessibile a chiunque — ma farlo in modo legale richiede di orientarsi tra diverse categorie normative, licenze SIAE, licenze SCF e obblighi AGCOM che si applicano in modo differente a seconda della natura e delle dimensioni dell’emittente. Questa guida mappa il quadro operativo completo.
Quando serve l’autorizzazione AGCOM
La prima domanda che chi vuole aprire una web radio si pone è: serve un’autorizzazione? La risposta è: dipende.
Il D.Lgs. 177/2021 (Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi), che ha recepito la Direttiva UE 2018/1808, si applica ai servizi di media audiovisivi con finalità editoriali e commerciali strutturate. Per le emittenti radiofoniche via internet, l’obbligo di autorizzazione AGCOM scatta in presenza di una soglia minima di ricavi annui da attività tipicamente radiotelevisive — pubblicità, sponsorizzazioni, televendite, contratti con soggetti pubblici e privati, provvidenze pubbliche, offerte a pagamento — superiore a 100.000 euro.
Una web radio amatoriale, associativa o di piccole dimensioni che non supera questa soglia non è soggetta all’obbligo di autorizzazione AGCOM. Restano però sempre necessarie le licenze SIAE e SCF per trasmettere musica del repertorio tutelato — indipendentemente dalle dimensioni dell’emittente e dall’eventuale assenza di finalità commerciali.
Le tre categorie di trasmissione
Prima di scegliere le licenze, è necessario definire che tipo di musica si intende trasmettere. Esistono tre categorie con obblighi completamente diversi.
Assenza di repertorio musicale — la talk radio
Le web radio che trasmettono esclusivamente contenuti parlati — conversazioni, interviste, approfondimenti, rubriche — senza musica in palinsesto non hanno bisogno di licenze SIAE o SCF. Non c’è musica, non ci sono diritti da pagare. Per avviare una talk radio o un programma parlato non è necessario rivolgersi ad alcuna collecting society.
Utilizzo di repertorio libero — musica Creative Commons
Le web radio che trasmettono esclusivamente musica con licenze Creative Commons compatibili con l’uso commerciale (CC BY, CC BY-SA) non hanno l’obbligo di licenza SIAE e SCF per quel repertorio. La condizione è che l’intero palinsesto musicale sia effettivamente sotto licenza CC — basta un brano di repertorio tutelato per far scattare l’obbligo. È una scelta praticabile per progetti editoriali con una curatela attenta delle fonti musicali.
Utilizzo di repertorio tutelato
È la categoria della maggioranza delle web radio — quelle che trasmettono brani di artisti noti del repertorio gestito da SIAE e SCF. Per queste emittenti è obbligatorio sottoscrivere le licenze di entrambe le società prima di iniziare le trasmissioni.
Le tre tipologie di emittente
Per scegliere correttamente le licenze SIAE e SCF è necessario anche identificare la tipologia di emittente, che determina le tariffe e i contratti applicabili.
Amatoriale: emittente gestita da una persona fisica che trasmette senza introiti pubblicitari diretti o indiretti e senza alcuna finalità commerciale, anche indiretta. È la categoria con le tariffe più basse.
Istituzionale: emittente gestita da istituzioni pubbliche, enti locali, associazioni riconosciute o non riconosciute, fondazioni, ETS — caratterizzata dall’assenza di scopo di lucro e dall’espressione di istanze culturali, etniche, politiche o religiose.
Commerciale: qualsiasi iniziativa diversa dalle prime due. L’emittente commerciale può trasmettere pubblicità, sponsorizzazioni e contenuti commerciali senza limiti. Le tariffe SIAE e SCF sono corrispondentemente più elevate.
Web radio e SIAE: i diritti d’autore
Per trasmettere brani del repertorio tutelato è necessario sottoscrivere la licenza SIAE. La procedura è completamente telematica sul portale SIAE.
Dopo l’accesso con le proprie credenziali, è possibile compilare la licenza selezionando il tipo di servizio offerto. Al termine della compilazione si riceve un preventivo: si può accettarlo o modificare i dati per ottenere un preventivo diverso. Solo dopo l’accettazione viene generato il MAV elettronico per il pagamento. La licenza è valida solo con il pagamento del MAV.
Le licenze SIAE disponibili per le web radio:
- AWR — Web Radio monocanale
- AWTV — Web TV
- AMCS — Musica di complemento e sottofondo
- AAPF — Autopromozione artisti e produttori fonografici
- AAEM — Autopromozione autori ed editori musicali
- DD — Digital Delivery
Per la maggior parte delle web radio in senso stretto, la licenza di riferimento è la AWR.
Web radio e SCF: i diritti connessi
La licenza SIAE copre i diritti d’autore sulla composizione musicale. Non copre i diritti connessi del produttore fonografico sulla registrazione specifica. Per quelli è necessaria la licenza SCF (Società Consortile Fonografici).
SCF gestisce i diritti connessi per conto dei produttori discografici e, attraverso un accordo con IMAIE, raccoglie e distribuisce anche i compensi spettanti agli artisti interpreti ed esecutori per l’uso in pubblico della musica registrata.
Le licenze SCF autorizzano:
- la trasmissione di fonogrammi e video musicali tramite web radio e web TV organizzate in flusso continuo
- la copia tecnica delle registrazioni musicali necessaria per organizzare e sviluppare il palinsesto
Le licenze SCF non coprono la messa a disposizione on-demand — cioè la possibilità per l’utente di scegliere quale brano ascoltare e quando. Per i servizi on-demand, SCF rilascia contratti di licenza specifici.
Per sottoscrivere la licenza SCF è necessario contattare direttamente gli uffici SCF, poiché la procedura non è completamente self-service come quella SIAE.
Come avviare le trasmissioni: i passi operativi
Il percorso per avviare legalmente una web radio con repertorio tutelato:
- Definisci la categoria di trasmissione — repertorio tutelato, Creative Commons o talk radio
- Definisci la tipologia di emittente — amatoriale, istituzionale o commerciale
- Sottoscrivi la licenza SIAE tramite il portale telematico, scegliendo il tipo di licenza (AWR per le web radio) e pagando il MAV
- Contatta SCF per la licenza sui diritti connessi
- Verifica se superi la soglia AGCOM — se i ricavi da attività radiotelevisive superano i 100.000 euro annui, sono necessarie comunicazioni ad AGCOM ai sensi del D.Lgs. 177/2021
Le licenze SIAE e SCF si rinnovano annualmente. Trasmettere senza licenza espone l’emittente a richieste di risarcimento da parte delle collecting societies e a eventuali azioni legali per violazione del diritto d’autore e dei diritti connessi.
Web radio su piattaforme di streaming
Molte web radio trasmettono oggi anche — o esclusivamente — su piattaforme come YouTube, Twitch o le piattaforme radio integrate in Spotify e Amazon Music. Il quadro delle licenze rimane lo stesso, ma si aggiunge la questione dei sistemi automatici di rilevamento dei contenuti protetti delle piattaforme.
YouTube, in particolare, dispone del sistema Content ID che opera in tempo reale sui live stream. Una web radio con licenze SIAE e SCF in regola non ha violato il diritto d’autore — ma il titolare dei diritti può comunque rivendicare i proventi del canale o interrompere lo stream tramite Content ID, indipendentemente dalla correttezza della licenza.
→ Approfondimento: Web radio e live streaming su YouTube: Content ID e copyright
Domande frequenti
Serve una licenza per aprire una web radio?
L’autorizzazione AGCOM scatta solo se i ricavi da attività radiotelevisive superano 100.000 euro annui. Le licenze SIAE e SCF sono invece necessarie per chiunque trasmetta repertorio tutelato, indipendentemente dalle dimensioni dell’emittente.
Qual è la differenza tra web radio amatoriale, istituzionale e commerciale?
L’amatoriale è gestita da persona fisica senza introiti commerciali. L’istituzionale è gestita da enti senza scopo di lucro. La commerciale è qualsiasi altra — con pubblicità e sponsorizzazioni senza limiti. La categoria determina le tariffe SIAE e SCF applicabili.
Quali licenze SIAE servono per una web radio?
La licenza AWR (Web Radio monocanale) è quella di riferimento per le web radio standard. Il portale SIAE è completamente telematico: si compila la licenza, si riceve il preventivo, si paga il MAV e la licenza è valida.
Serve anche la licenza SCF?
Sì — la SIAE copre i diritti d’autore sulla composizione, la SCF copre i diritti connessi sulla registrazione e raccoglie anche i compensi per gli artisti interpreti tramite IMAIE. Entrambe sono necessarie per trasmettere repertorio tutelato in modo completo.
Posso trasmettere musica Creative Commons senza SIAE e SCF?
Sì, se tutto il palinsesto musicale è sotto licenza CC compatibile con l’uso commerciale (CC BY, CC BY-SA). Basta un brano di repertorio tutelato per far scattare l’obbligo.
Stai avviando una web radio o un servizio di streaming musicale e hai bisogno di orientarti nel quadro delle licenze SIAE, SCF e degli obblighi AGCOM? Contattaci — la consulenza sui diritti musicali per emittenti digitali è una delle nostre aree di lavoro.
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