Fotografia e Copyright: Guida alla Nuova Legge 2025
Dai 20 ai 70 anni: cosa cambia per la “fotografia semplice” e come proteggere i tuoi scatti
Fotografia semplice e diritto d’autore è un tema che ha appena subito una rivoluzione storica. Fino a pochi giorni fa, il mondo della fotografia era diviso in due: le opere d’arte (protette per sempre) e gli scatti documentali (protetti per soli 20 anni).
Dal 18 dicembre 2025, con l’entrata in vigore della Legge n. 182/2025, le regole del gioco sono cambiate. Se sei un fotografo, un’agenzia o un’azienda che utilizza immagini, questa è la guida definitiva per non correre rischi legali nel nuovo scenario.
La Novità: Legge 182/2025 e l’estensione a 70 anni
La grande notizia che sta scuotendo il settore è la modifica dell’Articolo 92 della Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941).
Fino a ieri, una “fotografia semplice” (ovvero uno scatto professionale ma privo di particolare estro creativo) diventava di pubblico dominio dopo soli 20 anni. Oggi, l’Art. 47 della Legge 182/2025 ha esteso questo termine a 70 anni dalla produzione.
Cosa succederà ora?
Archivi Storici: Milioni di fotografie che stavano per diventare “libere” restano ora protette. Questo aumenta il valore economico degli archivi fotografici professionali.
Costi di Licenza: Le aziende dovranno prestare molta più attenzione: non basta più che una foto sia “vecchia” di vent’anni per poterla usare gratis.
Meno contenziosi sulla “creatività”: Prima, i fotografi lottavano in tribunale per dimostrare che la loro foto fosse un’ “opera d’arte” solo per ottenere i 70 anni di protezione. Ora che la durata è equiparata (70 anni per tutti), la battaglia si sposterà sulla paternità e sui diritti morali.
Fotografia Semplice vs Opera Fotografica: la distinzione resta
Nonostante l’estensione della durata, la distinzione giuridica tra le due categorie rimane fondamentale, come confermato dalla recente giurisprudenza.
La Sentenza del Tribunale di Roma (Ottobre 2025)
Pochi mesi prima della riforma, il Tribunale di Roma (sentenza n. 13802/2025) ha ribadito un concetto chiave: la qualità tecnica non è creatività.
Nel caso di una splendida foto di Piazza del Duomo a Milano, il giudice ha stabilito che:
Nonostante la luce perfetta, l’inquadratura studiata e l’alta qualità, lo scatto era una fotografia semplice.
Perché? Perché rappresentava il luogo in modo oggettivo. Mancava quel “quid” soggettivo, quel messaggio personale che trasforma un documento in arte.
“La professionalità nella cura dell’inquadratura non basta a rendere creativa una fotografia.” (Trib. Roma, 2025)
Tabella Comparativa: Il nuovo regime 2025
| Caratteristica | Opera Fotografica (Creativa) | Fotografia Semplice (Documentale) |
| Requisito | Impronta personale e originalità | Solo perizia tecnica e ripresa |
| Durata (Post-Riforma) | 70 anni dopo la morte dell’autore | 70 anni dalla produzione |
| Diritti Morali | Pieni (Paternità e Integrità) | Limitati (Principalmente economici) |
| Formalità (Art. 90) | Nessuna (protetta dallo scatto) | Obbligo di Nome e Data |
L’importanza vitale dell’Articolo 90 LDA
Attenzione: l’estensione a 70 anni per le foto semplici non è automatica. L’articolo 90 della legge resta il tuo scudo principale. Per godere della protezione, ogni esemplare della fotografia deve riportare:
Il nome del fotografo (o della ditta/committente).
L’anno di produzione.
Il nome dell’autore dell’eventuale opera d’arte fotografata.
Senza queste indicazioni, la riproduzione da parte di terzi potrebbe non essere considerata abusiva, a meno che tu non riesca a provare la loro malafede.
Lezioni pratiche per il 2026
Se sei un Fotografo:
Metadati e Watermark: Non pubblicare nulla senza il tuo nome e l’anno di produzione (es. © 2025 Mario Rossi). È la condizione per far valere i tuoi 70 anni di diritti.
Punta alla creatività: Anche se la durata economica ora è simile, solo l’ “Opera Fotografica” ti garantisce i diritti morali perpetui e risarcimenti più alti. Cerca di dare sempre un’interpretazione soggettiva ai tuoi scatti.
Certifica la data: Usa strumenti di marcatura temporale (Timestamp) per dimostrare quando hai prodotto la foto.
Se usi immagini altrui:
Regola d’oro: Se vedi una foto online, presumi che sia protetta. Il fatto che non ci sia un watermark non la rende “libera”.
Verifica la “vecchiaia”: Con la nuova legge, una foto del 1960 potrebbe essere ancora protetta. Non fidarti più del vecchio limite dei 20 anni.
Ogni sito è un nuovo pubblico: Se hai la licenza per usare una foto su Instagram, non significa che puoi usarla automaticamente sul tuo sito web. Ogni nuova pubblicazione richiede un’autorizzazione specifica.
Conclusioni: La chiarezza vince sul rischio
La Legge 182/2025 è un passo avanti per la dignità del lavoro fotografico, ma complica la vita a chi gestisce contenuti digitali. La distinzione tra “arte” e “documentazione” non serve più a capire quanto dura il diritto, ma chi comanda davvero sull’immagine.
Il consiglio di DANDI.media:
Non navigare a vista. Se hai un archivio da regolarizzare o hai ricevuto una contestazione per uno scatto che credevi “scaduto”, serve un’analisi tecnica.
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