Smart contract e diritto d’autore: cosa possono fare (e cosa no) per gli artisti

Smart Contracts e Blockchain

Smart contract e diritto d’autore: cosa possono fare (e cosa no) per gli artisti

Immagina di caricare un brano su una piattaforma decentralizzata e ricevere automaticamente la tua quota di royalties ogni volta che qualcuno lo ascolta, senza aspettare i rendiconti trimestrali di Spotify, senza intermediari, senza ritardi. Questo è il potenziale degli smart contract applicati al diritto d’autore.

Ma tra il potenziale e la realtà legale c’è una distanza significativa — specialmente in Italia. Questa guida spiega cosa sono gli smart contract, cosa possono fare concretamente per un artista o un produttore, e dove il codice non può sostituire il contratto tradizionale.


Cos’è uno smart contract

Uno smart contract è un programma informatico che gira su una blockchain e si esegue automaticamente quando si verificano determinate condizioni prestabilite. Non ha bisogno di intermediari: se la condizione A è soddisfatta, l’azione B si esegue in modo automatico e irreversibile.

L’analogia più usata è quella del distributore automatico: inserisci il denaro (condizione), ottieni la bevanda (azione). La differenza è che uno smart contract può gestire condizioni molto più complesse — come “ogni volta che questo brano viene riprodotto su questa piattaforma, trasferisci il 30% del pagamento al wallet dell’autore e il 10% al produttore”.

Le caratteristiche principali:

  • Si auto-esegue — nessuno deve intervenire manualmente per far partire l’azione
  • È immutabile — una volta scritto e pubblicato sulla blockchain, il codice non può essere modificato
  • È trasparente — il codice e le transazioni sono visibili a tutti i partecipanti della rete
  • Elimina gli intermediari — riduce i passaggi tra chi paga e chi riceve

Cosa possono fare gli smart contract per un artista

Automatizzare le royalties

È l’applicazione più immediata. Uno smart contract può essere programmato per distribuire automaticamente i pagamenti tra tutti i titolari di diritti su un’opera — autore, compositore, produttore, editore musicale — ogni volta che si verifica una transazione sulla piattaforma.

Il vantaggio concreto rispetto al sistema tradizionale è la velocità e la trasparenza: invece di attendere che la SIAE o un distributore raccolgano i dati, li elaborino e distribuiscano le royalties con mesi di ritardo, il pagamento avviene in tempo reale e la traccia è immutabile sulla blockchain.

Piattaforme come Audius o i token musicali su Ethereum sperimentano già questo modello. In Italia, Patamu offre soluzioni ibride che combinano la blockchain con il sistema SIAE.

Gestire le licenze in modo automatico

Uno smart contract può concedere automaticamente una licenza d’uso — per esempio, l’uso di un brano in un video per un anno — in cambio di un pagamento in criptovaluta, e revocarla automaticamente alla scadenza senza che nessuna delle parti debba fare nulla.

Questo ha applicazioni pratiche nel sync licensing: un produttore che ha bisogno di una licenza per un video promozionale potrebbe ottenerla in pochi minuti, pagando direttamente tramite blockchain, senza dover negoziare un contratto ogni volta.

Tracciare la catena dei diritti

Ogni trasferimento di diritti registrato su blockchain crea una traccia immutabile e verificabile. Per le produzioni cinematografiche e musicali — dove la catena dei diritti è fondamentale per la distribuzione — questo potrebbe ridurre significativamente i tempi e i costi di verifica.

Creare e gestire NFT musicali

Gli smart contract sono la tecnologia alla base degli NFT musicali: definiscono le condizioni di proprietà del token, le royalties sulle rivendite future, e i diritti specifici trasferiti all’acquirente. Ogni rivendita dell’NFT può generare automaticamente una commissione per l’artista originale.


I limiti degli smart contract: dove il codice non basta

Il problema della territorialità del diritto d’autore

Il diritto d’autore è territoriale: ogni paese ha la propria legge, con durate di protezione, eccezioni e procedure diverse. Uno smart contract opera globalmente su una blockchain senza confini giurisdizionali. La domanda — quale legge si applica quando sorge una controversia? — non ha una risposta semplice, e il codice non può risolverla.

In Italia, la Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941) e il Codice Civile continuano ad applicarsi alle transazioni che hanno effetti nel territorio italiano, indipendentemente dal fatto che siano gestite da uno smart contract su blockchain.

L’immutabilità può diventare un problema

L’immutabilità è una caratteristica, ma anche un limite. Cosa succede se c’è un errore nel codice? Cosa succede se le parti concordano di modificare le condizioni? Cosa succede se una delle parti non aveva la capacità legale di stipulare il contratto — per esempio perché minorenne?

Un contratto tradizionale può essere modificato, interpretato dal giudice, annullato per vizi del consenso. Uno smart contract si esegue a prescindere — il codice non riflette le intenzioni delle parti, solo le istruzioni che vi sono state scritte. Un errore di programmazione può produrre conseguenze irreversibili.

Lo smart contract non è (ancora) un contratto nel senso giuridico italiano

In Italia, il Decreto Legislativo n. 135/2018 (convertito in L. 12/2019) ha introdotto una definizione di smart contract nell’ordinamento, riconoscendone la validità giuridica a determinate condizioni. Ma il riconoscimento è limitato: lo smart contract produce effetti giuridici solo se soddisfa i requisiti di forma e sostanza previsti dalla legge per il tipo di contratto che intende replicare.

Per una licenza musicale, per esempio, non basta che lo smart contract esegua il pagamento — occorre che il trasferimento dei diritti avvenga in modo conforme alla LDA, con identificazione certa delle parti e dell’opera. Il codice da solo non basta.

Non può far rispettare una sentenza

Se una delle parti non rispetta quanto stabilito dallo smart contract, non esiste un meccanismo di enforcement automatico equivalente a quello di un tribunale. Lo smart contract può eseguire automaticamente ciò che è in suo potere — trasferire fondi, revocare una licenza — ma non può costringere qualcuno a fare o non fare qualcosa al di fuori della blockchain.

Per i contenziosi che richiedono un intervento giudiziale, serve ancora un contratto tradizionale che definisca il foro competente, la legge applicabile e le conseguenze dell’inadempimento.


Come si integrano smart contract e contratti tradizionali

La soluzione più solida non è scegliere tra smart contract e contratto tradizionale, ma usarli insieme.

Il modello emergente — già adottato da alcune piattaforme e studi legali specializzati — è il cosiddetto hybrid smart contract: uno smart contract che gestisce l’esecuzione automatica (pagamenti, distribuzione delle royalties, revoca delle licenze) affiancato da un contratto tradizionale che definisce il quadro giuridico, le responsabilità in caso di malfunzionamento, la legge applicabile e il foro competente.

In pratica:

  • Il contratto tradizionale stabilisce chi sono le parti, cosa si cede o licenzia, per quale territorio e per quale durata, cosa succede in caso di controversia
  • Lo smart contract esegue automaticamente i pagamenti e le condizioni operative sulla base di quanto stabilito nel contratto tradizionale

Questo approccio sfrutta i vantaggi della tecnologia — velocità, trasparenza, automazione — senza rinunciare alle tutele del diritto.


Il ruolo della SIAE e delle collecting society

Una domanda frequente: se uso uno smart contract per gestire le mie royalties, ho ancora bisogno della SIAE?

La risposta dipende dal tipo di utilizzo. La SIAE gestisce i diritti di esecuzione pubblica e di comunicazione al pubblico su tutto il territorio italiano — diritti che le piattaforme streaming, le radio e i locali pubblici devono pagare indipendentemente da qualsiasi accordo privato tra l’artista e i suoi licenziatari. Uno smart contract non può sostituire questo ruolo, almeno allo stato attuale della normativa italiana.

Per i diritti di sincronizzazione e le licenze dirette tra le parti, lo smart contract può invece affiancare o semplificare il processo — ma sempre nel rispetto delle norme sul diritto d’autore e dei contratti già in essere con l’editore musicale.


Stai valutando di usare la blockchain o gli smart contract per gestire i diritti sulla tua musica o sulle tue opere digitali? Contattaci: valutiamo insieme la soluzione più adatta al tuo caso.

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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, produttori, musicisti e indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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