Come si produce una serie tv: dalla puntata pilota al contratto

Come si produce una serie tv: dalla puntata pilota al contratto Quali sono i termini più usati nella produzione di una serie TV? Pilot, spin-off, backdoor pilot, cross over, 10/90

In sintesi
La puntata di prova di una serie tv si chiama episodio pilota (pilot): è il primo episodio, realizzato per convincere un broadcaster o una piattaforma a ordinare la serie. Il put pilot è un pilot che il network si impegna a trasmettere, pena una penale; il backdoor pilot è un episodio di una serie esistente che lancia una serie nuova; nel modello 10/90 si salta il pilot e si ordinano subito dieci episodi.

Spin-off e crossover sono elaborazioni di opere esistenti e richiedono il consenso di chi ne ha i diritti. Per gli autori il momento decisivo è il contratto di sviluppo: lì si stabilisce chi ha i diritti sul progetto, cosa succede se la serie non viene ordinata e chi partecipa agli sfruttamenti futuri.

Chi lavora nella produzione televisiva, come autore, produttore o sceneggiatore, usa ogni giorno un vocabolario preso in gran parte dal mercato americano. Dietro ogni termine, però, c’è una scelta contrattuale precisa, che decide chi tiene i diritti e chi incassa. Questa guida parte dalle fasi di produzione di una serie e spiega i termini che contano, con le loro conseguenze legali.

Dallo sviluppo all’ordine della serie

Una serie nasce quasi sempre da un’idea sviluppata in un soggetto di serie e in una bibbia (il documento che descrive mondo, personaggi, archi narrativi e struttura delle stagioni). Il produttore acquisisce i diritti sul progetto, di solito con un contratto di opzione con gli autori o con il titolare dell’opera da cui la serie è tratta, e lo propone a broadcaster e piattaforme.

Se c’è interesse, segue una fase di sviluppo finanziata in tutto o in parte dal committente: scrittura delle sceneggiature, eventualmente un pilot o un promo. Solo dopo arriva l’ordine della serie, con il contratto di produzione o di licenza. In ognuna di queste fasi si decide qualcosa sui diritti, ed è difficile tornarci sopra nelle fasi successive.

→ Approfondimenti: Il format televisivo e la sua tutela · Il contratto di opzione · Come depositare un’idea

Pilot: cos’è e cosa comporta contrattualmente

Il pilot, o episodio pilota, è la puntata di prova di una serie: un primo episodio prodotto per essere presentato a un network o a una piattaforma, con l’obiettivo di testare il concept, i personaggi e il potenziale del progetto. Non è ancora la serie, e tra il pilot e la serie eventualmente ordinata possono cambiare cast, trama, durata e caratteristiche produttive.

Dal punto di vista contrattuale, il pilot è il momento in cui si fissano i rapporti tra autori, produttore e committente. I contratti devono chiarire chi ha i diritti sul progetto (autori del soggetto e della sceneggiatura, produttore, committente) e soprattutto cosa succede se la serie non viene ordinata. La soluzione tipica è una clausola di retrocessione (turnaround o reversion): trascorso un certo periodo senza ordine, i diritti tornano al produttore o agli autori, che possono proporre il progetto altrove, spesso rimborsando i costi di sviluppo. Senza questa clausola, il mancato ordine può lasciare il progetto bloccato presso chi non intende più realizzarlo.

Put pilot: l’impegno a trasmettere

Il put pilot è un pilot che il network si impegna formalmente a mandare in onda, come speciale o come primo episodio di una serie. La caratteristica distintiva è la penale: se il network non lo trasmette, deve pagare al produttore una somma rilevante. Il costo del ripensamento è tale che, nella pratica, il pilot viene trasmesso.

È l’impegno più forte che un network può prendere in fase di sviluppo: una garanzia concreta per il produttore, un vincolo alla libertà editoriale per il committente. Il meccanismo ricorda la clausola pay or play dei contratti cinematografici, con cui il produttore si impegna a pagare l’artista anche se poi non utilizza la sua prestazione.

→ Approfondimento: La clausola pay or play nei contratti di produzione

Backdoor pilot: come funziona e chi ha i diritti

Il backdoor pilot è un episodio di una serie già in onda che introduce personaggi e trame di una possibile nuova serie, senza produrre un pilot separato. Esempi noti: CSI: Miami, lanciata con un episodio di CSI: Scena del crimine; Private Practice, con un doppio episodio di Grey’s Anatomy; The Originals, con un episodio di The Vampire Diaries.

Il vantaggio è evidente: costi di sviluppo più bassi, un pubblico già affezionato, un test sul campo. La struttura contrattuale però è complessa, perché l’episodio appartiene a due opere: è parte della serie esistente, con i suoi contratti e i suoi titolari, ed è al tempo stesso il pilot di una serie nuova. Chi scrive il backdoor pilot ha diritti sulla serie che ne nascerà? Dipende interamente dal contratto, ed è meglio stabilirlo prima di scriverlo.

Spin-off: i diritti sull’elaborazione

Lo spin-off è una nuova serie che parte da un personaggio o da un elemento narrativo di una serie esistente, ne mantiene il mondo e racconta storie parallele o personaggi secondari.

Sul piano giuridico è un’opera derivata, cioè un’elaborazione della serie originale. Il diritto di elaborare e trasformare l’opera spetta in esclusiva all’autore (art. 4 e art. 18 della legge sul diritto d’autore) o a chi lo ha acquistato. E vale un principio che la legge esprime per il contratto di edizione ma che orienta tutta la materia: secondo l’art. 119, salvo patto espresso, la cessione dei diritti non comprende quelli sulle elaborazioni e trasformazioni.

Ne derivano due conseguenze opposte. Se il contratto della serie madre cede espressamente al produttore i diritti su sequel, prequel e spin-off, l’autore non può opporsi a uno spin-off né pretendere un compenso che il contratto non prevede. Se invece non lo dice, il produttore che vuole realizzare uno spin-off deve tornare a trattare con gli autori. È uno dei punti più importanti da negoziare nei contratti televisivi: chi può autorizzare le opere derivate, a quali condizioni e con quale partecipazione degli autori originari.

→ Esempio: l’adattamento in serie di Un prophète

Crossover: i diritti tra serie diverse

Il crossover è un episodio in cui i personaggi di due o più serie si incontrano in un’unica storia. È una pratica nata nei fumetti e diffusa in televisione, nei videogiochi e nel cinema.

Le sue implicazioni legali sono tra le più articolate della produzione televisiva, perché ogni serie coinvolta ha i suoi titolari: produttori, committenti, autori. Serve un accordo tra tutti su chi ha i diritti sull’episodio, come si ripartiscono i compensi degli autori di ciascuna serie, quali diritti di sfruttamento ha ciascun committente (territori, finestre, esclusive) e se i personaggi dell’altra serie possono ricomparire in futuro. Se le serie appartengono a committenti diversi servono licenze incrociate, e la trattativa si allunga di conseguenza.

Modello 10/90: struttura e rischi contrattuali

Nel modello 10/90, nato negli Stati Uniti, il network ordina e trasmette dieci episodi di una nuova serie senza passare dal pilot. Se gli episodi raggiungono gli obiettivi di ascolto concordati, ne ordina altri novanta, arrivando ai circa cento episodi che nel mercato americano servono per la vendita in syndication, spesso la vera fonte di profitto. Lo hanno usato, tra le altre, House of Payne, Anger Management e Are We There Yet?

Il modello sposta il rischio: invece di finanziare un pilot, il network investe su dieci episodi completi prima di decidere. Per autori e produttori significa negoziare da subito le condizioni dei novanta episodi successivi: compensi, partecipazioni, quota sui proventi della syndication, eventuali rinegoziazioni. Se la serie funziona, chi non ha fissato queste condizioni all’inizio tratta da una posizione più debole.

→ Approfondimento: Area di competenza: diritto dello spettacolo

Domande frequenti

Come si chiama la puntata di prova di una serie tv?

Si chiama episodio pilota o pilot: è il primo episodio realizzato per convincere un broadcaster o una piattaforma a ordinare la serie. Cast, trama e format possono cambiare tra il pilot e la serie eventualmente ordinata.

Cos’è un backdoor pilot?

È un episodio di una serie già in onda che introduce personaggi e trame di una possibile nuova serie, senza produrre un pilot separato. È successo, per esempio, con CSI: Miami, Private Practice e The Originals.

Cos’è un put pilot?

È un pilot che il network si impegna contrattualmente a mandare in onda; se non lo fa, deve pagare al produttore una penale rilevante. È l’impegno più forte che un network assume in fase di sviluppo.

Per fare uno spin-off servono i diritti sulla serie originale?

Sì. Lo spin-off è un’elaborazione della serie originale e il diritto di elaborare spetta in esclusiva all’autore o a chi lo ha acquistato (artt. 4 e 18 della legge sul diritto d’autore). Chi ha acquistato i diritti sulla serie non acquista quelli sulle elaborazioni se il contratto non lo prevede espressamente.

Cos’è il modello 10/90?

È un modello americano in cui il network ordina dieci episodi senza pilot e, se raggiungono gli obiettivi di ascolto concordati, ne ordina altri novanta, arrivando ai circa cento episodi necessari per la syndication. Le condizioni economiche dei novanta episodi vanno fissate nel contratto iniziale.

Cosa succede ai diritti se il network non ordina la serie dopo il pilot?

Dipende dal contratto di sviluppo. Se prevede la retrocessione dei diritti (turnaround o reversion) dopo un certo periodo, il produttore o gli autori possono riproporre il progetto altrove, di solito rimborsando i costi sostenuti; in mancanza, il progetto può restare bloccato presso chi ha i diritti.


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Link utili

ArgomentoDove
Opere derivate ed elaborazioni (art. 4 LDA)Normattiva
Diritto esclusivo di elaborare (art. 18 LDA)Normattiva
Cessione e diritti di elaborazione (art. 119 LDA)Normattiva
Format televisivoDANDIpedia
Contratto di opzioneDANDIpedia
Opere derivateDANDIpedia
Clausola pay or playDANDIpedia
Depositare un’ideaDANDIpedia
Diritto dello spettacoloDANDI.media

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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, musicisti e produttori indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.