Coproduzioni Italia-Est Europa: incentivi, trattati bilaterali e quadro legale

Coproduzioni Italia-Est Europa: incentivi, trattati bilaterali e quadro legale

Coproduzioni Italia-Est Europa: incentivi, trattati bilaterali e quadro legale

In questa guida:

  • Perché l’Europa orientale per le produzioni italiane
  • I principali programmi di incentivo: Romania, Serbia, Croazia, Polonia
  • I trattati bilaterali dell’Italia con i paesi dell’Est Europa
  • Eurimages e le coproduzioni multi-paese
  • Come strutturare legalmente la coproduzione
  • Due diligence sul partner straniero

L’Europa orientale è diventata uno dei mercati più attivi per le co-produzioni cinematografiche internazionali. Incentivi fiscali competitivi, infrastrutture produttive di livello, professionisti formati da anni di produzioni internazionali e costi operativi inferiori a quelli dei mercati dell’Europa occidentale hanno reso paesi come Romania, Serbia, Croazia e Polonia destinazioni rilevanti per produttori italiani che vogliono ampliare il perimetro dei propri progetti. Ma la convenienza economica di una co-produzione con un partner est-europeo dipende in larga misura dalla solidità della struttura legale che la sorregge.

Perché l’Europa orientale per le produzioni italiane

I vantaggi di una co-produzione con un paese dell’Europa orientale sono di tre ordini. Il primo è l’accesso agli incentivi locali: i programmi di cash rebate consentono al produttore di recuperare una percentuale significativa delle spese sostenute nel paese, abbattendo il costo effettivo della produzione. Il secondo è la nazionalità multipla del film: la co-produzione ufficiale riconosce l’opera come produzione nazionale in entrambi i paesi, aprendo l’accesso ai fondi pubblici di ciascuno — incluso il tax credit italiano e gli incentivi locali. Il terzo è l’accesso privilegiato a Eurimages, il fondo del Consiglio d’Europa che favorisce le coproduzioni che coinvolgono paesi con mercato cinematografico più piccolo — categoria in cui rientra la maggior parte dei paesi est-europei.

A questi si aggiungono considerazioni pratiche: la disponibilità di location diversificate, la prossimità geografica e — in molti casi — legami culturali storici che facilitano la collaborazione tra le troupe.

I principali programmi di incentivo

Romania. Il programma di cash rebate romeno, gestito dall’Office for Film and Cultural Investments (OFIC), offre un rimborso del 30% sulle spese eleggibili sostenute in Romania. Il programma è stato rilancato nel 2024 dopo una sospensione triennale, con un budget di circa 55 milioni di euro annui per il periodo 2024-2026 — prorogato per ulteriori tre anni nel maggio 2026. La spesa minima locale è di 100.000 euro per i lungometraggi, con un cap per progetto di 10 milioni di euro. Le domande si presentano in modo continuativo all’OFIC e la produzione deve iniziare entro 60 giorni dall’emissione del certificato di eleggibilità.

Serbia. Il Film Center Serbia amministra un programma di incentivi che offre il 25% sulle spese qualificate per la maggior parte delle produzioni audiovisive, con un incremento al 30% per le produzioni con spesa locale superiore ai 5 milioni di euro. Il budget annuale per il 2025 è di circa 17 milioni di euro. La spesa minima locale è di 300.000 euro per i lungometraggi e di 150.000 euro per episodio per le serie televisive. Le domande sono accettate in modo continuativo durante l’anno.

Croazia. L’Hrvatski audiovizualni centar (HAVC) offre un cash rebate del 20% sulle spese eleggibili sostenute in Croazia. Il programma è attivo e regolare, con procedure consolidate che lo rendono uno dei più affidabili della regione.

→ Leggi anche: Coproduzione Italia Serbia e Coproduzione Balcani: Serbia, Croazia e Bosnia

Polonia. Il Polski Instytut Sztuki Filmowej (PISF) gestisce un sistema di incentivi articolato che include fondi di co-produzione e supporto per le co-produzioni internazionali, con meccanismi di cash rebate regionali in alcune voivodie. La Polonia ha un sistema cinematografico maturo e un’industria VFX di livello internazionale.

I trattati bilaterali dell’Italia con i paesi dell’Est Europa

L’Italia ha stipulato accordi bilaterali di co-produzione cinematografica con numerosi paesi dell’Europa orientale, tra cui Serbia, Romania, Polonia e Croazia. Questi trattati definiscono le condizioni per ottenere il riconoscimento ufficiale della nazionalità del film in entrambi i paesi — condizione necessaria per accedere ai fondi pubblici di ciascuno.

Una co-produzione ufficiale ai sensi di un trattato bilaterale richiede il rispetto di requisiti specifici: apporti minimi e massimi di ciascun partner (tipicamente tra il 20% e l’80% del budget totale), la presenza di elementi artistici e tecnici della nazionalità di entrambi i paesi, e la certificazione da parte delle autorità competenti — il Ministero della Cultura per la parte italiana, il corrispettivo ministero o film center per il partner straniero.

In alternativa ai trattati bilaterali, le co-produzioni che coinvolgono almeno tre paesi del Consiglio d’Europa possono fare riferimento alla Convenzione Europea sulla co-produzione cinematografica, che funge da quadro di riferimento anche in assenza di accordi bilaterali specifici.

→ Leggi la guida completa: coproduzione cinematografica — struttura, clausole e Convenzione Europea→ Romania tax credit

Eurimages e le co-produzioni multi-paese

Eurimages, il fondo del Consiglio d’Europa per il sostegno al cinema europeo, favorisce strutturalmente le co-produzioni che coinvolgono paesi con mercato cinematografico più piccolo. Una co-produzione Italia-Romania o Italia-Serbia ha più probabilità di ottenere finanziamento Eurimages rispetto a una co-produzione tra i tre grandi mercati europei (Francia, Germania, Italia), perché il fondo mira a sostenere la circolazione del cinema dei paesi con minore capacità produttiva.

Per accedere a Eurimages è necessario che il film sia una co-produzione ufficiale tra almeno due paesi membri del Consiglio d’Europa, con il rispetto dei criteri di partecipazione artistica e tecnica previsti dallo statuto del fondo. La presentazione della domanda avviene in sessioni periodiche e richiede documentazione completa della struttura della co-produzione, inclusi i contratti tra i co-produttori e la catena dei diritti.

Come strutturare legalmente la co-produzione

La struttura legale di una co-produzione con un partner est-europeo richiede almeno sei elementi contrattualmente definiti.

La scelta del regime: co-produzione ufficiale ai sensi del trattato bilaterale, o co-produzione “libera” senza riconoscimento ufficiale. La prima dà accesso ai fondi pubblici di entrambi i paesi ma richiede il rispetto di requisiti precisi; la seconda è più flessibile ma non consente di accedere agli incentivi locali come co-produttore ufficiale.

Le quote di partecipazione: la percentuale di apporto finanziario e la corrispondente quota di titolarità del copyright di ciascun produttore. Devono rispettare i limiti previsti dal trattato bilaterale o dalla Convenzione Europea.

La cessione dei diritti dagli autori ai produttori: ogni autore — regista, sceneggiatori, compositore — deve cedere per iscritto i propri diritti patrimoniali ai produttori, con cessione esplicita di tutti i diritti necessari per la distribuzione internazionale. In ogni paese coinvolto.

La struttura territoriale dei diritti: chi gestisce la distribuzione in quale territorio, per quanto tempo, con quale meccanismo decisionale in caso di disaccordo.

diritti sulle opere derivate: sequel, remake, spin-off. Va deciso nel contratto iniziale chi ha il diritto di proporre la produzione di un sequel e con quale meccanismo di prelazione per il co-produttore.

La legge applicabile e il foro competente: in caso di controversia, quale sistema giuridico si applica e davanti a quale giudice o arbitro si risolve la disputa. È uno dei punti più negoziati nelle co-produzioni tra sistemi giuridici diversi.

→ Approfondisci: copyright nelle co-produzioni internazionali — chi possiede cosa

Due diligence sul partner straniero

La selezione del partner è il passaggio più critico — e quello su cui si concentrano la maggior parte dei problemi che emergono successivamente. Un partner con bilanci deboli, contenziosi in corso o esperienza limitata in co-produzioni internazionali può compromettere l’accesso agli incentivi, la certificazione della nazionalità del film e la gestione pratica della produzione.

La due diligence su un potenziale co-produttore est-europeo dovrebbe includere: la verifica dei bilanci degli ultimi tre anni, la ricerca di eventuali contenziosi in corso nei registri del tribunale locale, le referenze verificabili da altri co-produttori europei che hanno già lavorato con quel partner, e la valutazione della capacità finanziaria effettiva di cofinanziare la quota concordata.

Utili per trovare partner con track record internazionale verificabile: il mercato di co-produzione CineLink del Sarajevo Film Festival, il Co-production Village del Les Arcs Film Festival, l’EAVE Producers Workshop, e le banche dati di Cineuropa e European Film Promotion.

→ Leggi anche: la guida alla coproduzione cinematografica
→ Approfondisci: il contratto di distribuzione cinematografica internazionale
→ Vai all’area di competenza: diritto dello spettacolo

In sintesi

  • Le co-produzioni con paesi dell’Europa orientale consentono di accedere a cash rebate locali (Romania 30%, Serbia 25-30%, Croazia 20%), alla nazionalità multipla del film e ai fondi Eurimages — ma solo se la struttura legale è corretta
  • L’Italia ha trattati bilaterali di co-produzione con Serbia, Romania, Polonia e Croazia: le co-produzioni ufficiali ai sensi di questi trattati richiedono il rispetto di requisiti precisi su quote di partecipazione e composizione artistica e tecnica del film
  • Il contratto di co-produzione deve definire: quote di partecipazione, cessione dei diritti dagli autori, struttura territoriale dei diritti, diritti su opere derivate, legge applicabile e foro competente
  • La due diligence sul partner straniero — bilanci, contenziosi, referenze verificabili — non è un passaggio opzionale: un partner con problemi finanziari può compromettere l’accesso agli incentivi e la certificazione della nazionalità del film
  • Eurimages favorisce strutturalmente le co-produzioni che coinvolgono paesi est-europei: una co-produzione Italia-Romania o Italia-Serbia ha più probabilità di accedere al fondo rispetto alle co-produzioni tra i grandi mercati europei

Approfondisci:

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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, produttori, musicisti e indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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