La foto di Falcone e Borsellino contro la RAI: fotografia semplice o opera d’arte?
La fotografia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino scattata il 27 marzo 1992 durante un convegno su “Mafia e Politica” a Palermo è una delle immagini più iconiche della storia repubblicana italiana. Quando la RAI la utilizzò senza corrispondere i diritti al fotografo Tony Gentile, sembrava un caso semplice. La vicenda giudiziaria che ne è seguita — tre gradi di giudizio, conclusa dalla Cassazione nel dicembre 2024 — ha invece prodotto uno dei precedenti più importanti sulla distinzione tra fotografia artistica e fotografia semplice nel diritto italiano.
Il caso: RAI usa la foto senza pagare i diritti
Tony Gentile, fotoreporter che aveva scattato l’immagine nel 1992, citò in giudizio la RAI per l’utilizzo non autorizzato della fotografia in programmi di informazione e sul sito web. Chiedeva il risarcimento dei danni e il riconoscimento che la propria fotografia rivestisse carattere di opera fotografica artistica.
La RAI si oppose, chiedendo il rigetto della domanda. Il punto centrale della controversia era la natura giuridica della fotografia: se classificata come opera dell’ingegno — fotografia artistica — il fotografo avrebbe diritto alla tutela piena del diritto d’autore. Se classificata come fotografia semplice, la tutela sarebbe più limitata e le conseguenze del mancato pagamento dei diritti diverse.
La sentenza n. 14758/2019: perché la foto è “semplice”
Con sentenza n. 14758 del 12 settembre 2019, il Tribunale di Roma rigettò la domanda di Gentile, classificando la fotografia come fotografia semplice.
Il ragionamento del giudice è preciso: la fotografia artistica presuppone una scelta accurata e intenzionale del luogo, del soggetto, dei colori, dell’angolazione e dell’illuminazione — uno scatto che sintetizza la visione artistica del fotografo in un risultato irripetibile. In sostanza, i criteri per riconoscere a una fotografia il valore di opera d’arte sono gli stessi che si applicano a un quadro: deve essere l’espressione di uno stile, di un momento creativo, di un progetto artistico consapevole.
La foto di Falcone e Borsellino è, nelle parole del giudice, “sicuramente una bella fotografia, simbolica, toccante” — ma non un’opera d’arte nel senso giuridico del termine. Si tratta di una fotografia documentaria di un evento pubblico. La sua eccezionalità risiede nell’eccezionalità dei soggetti ripresi, non nel particolare apporto artistico del fotografo. Come tale, rientra nella categoria delle fotografie semplici tutelate come diritto connesso, non come opera dell’ingegno.
L’appello e la Cassazione: l’esito definitivo
Gentile impugnò la sentenza. La Corte d’Appello confermò la qualificazione come fotografia semplice.
Nel dicembre 2024, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Tony Gentile, sancendo la definitività della sentenza impugnata. La fotografia di Falcone e Borsellino è fotografia semplice — non opera fotografica artistica — in modo definitivo e inoppugnabile.
Il discrimine tra opera protetta e fotografia semplice, concludono i giudici, è incentrato nella capacità creativa dell’autore e nella sua impronta personale nella scelta e studio del soggetto, nel momento esecutivo di realizzazione e rielaborazione dello scatto, tali da suscitare suggestioni che trascendono il comune aspetto della realtà rappresentata. Nell’immagine di Falcone e Borsellino non è percepibile l’impronta creativa personale del suo autore nella misura richiesta — la fotografia documenta un momento genuino e umano tra due colleghi, ma questa qualità dipende dai soggetti ripresi, non dalle scelte del fotografo.
Il caso ha attraversato tutti e tre i gradi di giudizio con lo stesso esito, rendendo questo precedente particolarmente solido per la giurisprudenza futura sulla distinzione tra fotografia semplice e opera fotografica.
I tre livelli di tutela della fotografia
Il caso illustra concretamente la distinzione tra i tre livelli di tutela previsti dalla Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941).
Fotografia artistica. In presenza di creatività qualificata, la fotografia è protetta come opera dell’ingegno ai sensi dell’art. 2 l.d.a., con tutte le tutele del diritto d’autore: diritti morali inalienabili, diritti patrimoniali per tutta la vita dell’autore più 70 anni dalla morte, pieno risarcimento in caso di violazione.
Fotografia semplice. In presenza di un livello di creatività non qualificato come artistico, la fotografia è tutelata come diritto connesso ai sensi degli artt. 87 ss. l.d.a. La tutela è più limitata e le condizioni per farla valere sono specifiche — tra cui la presenza del nome del fotografo sull’esemplare ai sensi dell’art. 90 l.d.a.
Fotografia priva di tutela. Le mere riproduzioni tecniche di oggetti materiali, prive di qualsiasi apporto creativo, non godono di alcuna protezione ai sensi dell’art. 87, ultimo comma, l.d.a.
→ Per il test che i tribunali applicano per distinguere le tre categorie: Fotografia semplice e diritto d’autore: come decide il giudice
Cosa cambia con la L.182/2025
Il caso Gentile riguarda una fotografia del 1992. Classificata come fotografia semplice, sotto il vecchio regime normativo era protetta per soli 20 anni dalla produzione — con scadenza nel 2012, dieci anni prima della sentenza di primo grado. Quando la RAI la utilizzò, i diritti connessi erano già scaduti. Il fotografo poteva chiedere solo l’equo compenso per la riproduzione di una foto di cronaca pubblicata su giornali, ai sensi dell’art. 91 l.d.a. — non il risarcimento pieno come per un’opera dell’ingegno.
La Legge n. 182/2025 (in vigore dal 18 dicembre 2025) ha modificato l’art. 92 l.d.a. estendendo la protezione delle fotografie semplici da 20 a 70 anni dalla produzione. La stessa foto di Falcone e Borsellino, oggi, è protetta fino al 2062.
Questo cambia significativamente il quadro per chiunque utilizzi fotografie documentarie storiche: molte immagini che si ritenevano di pubblico dominio — o prossime ad entrarvi — sono ora protette per decenni in più. Una fotografia del 1970 classificata come semplice, che sarebbe scaduta nel 1990, è ora protetta fino al 2040.
In sintesi
Il Tribunale di Roma (sentenza n. 14758/2019), la Corte d’Appello e infine la Cassazione (dicembre 2024) hanno classificato la foto di Falcone e Borsellino come fotografia semplice — “bella, simbolica, toccante” ma priva del carattere artistico qualificato richiesto per la tutela come opera dell’ingegno.
La fotografia artistica richiede scelte creative consapevoli e intenzionali — luce, angolazione, composizione, elaborazione — che esprimano un progetto artistico riconoscibile e una visione personale del fotografo che vada oltre la documentazione del soggetto.
Le fotografie semplici sono tutelate come diritto connesso (artt. 87 ss. l.d.a.) con tutele più limitate. Condizione per farle valere: la presenza del nome del fotografo sull’esemplare (art. 90 l.d.a.).
Con la L.182/2025, la protezione delle fotografie semplici è passata da 20 a 70 anni dalla produzione. La foto del 1992, che sotto il vecchio regime era già scaduta nel 2012, è ora protetta fino al 2062.
→ Leggi anche: Fotografia semplice e diritto d’autore: il test dei tribunali e il caso Duomo → Leggi anche: Diritti d’autore fotografia — guida completa → Leggi anche: Come tutelare il diritto d’autore — strumenti concreti
Hai utilizzato una fotografia storica ritenendola di pubblico dominio, o vuoi capire se la foto che hai scattato è tutelata come opera artistica o come fotografia semplice? Prenota una consulenza o scrivici direttamente.
Articoli correlati:
- Fotografia semplice e diritto d’autore: come decide il giudice
- Diritti d’autore fotografia — guida completa
- Diritti connessi — guida completa
- Come tutelare il diritto d’autore — strumenti concreti
- Liberatoria fotografica — guida completa
Lo Studio Legale Dandi fornisce assistenza legale in Diritto d'autore. Dai un'occhiata ai nostri servizi oppure contattaci!



