Federica Panicucci ha violato il diritto d’autore?

Federica Panicucci ha violato il diritto d'autore?

 

 

Federica Panicucci non ha probabilmente letto la scritta sul sito di Julian T. che avverte “Tutte le immagini pubblicate su questo sito sono di proprietà dell’artista Julian T. La riproduzione o l’uso di esse senza l’autorizzazione dell’autore è vietata”.

federica panicucci

L’artista genovese ha citato, innanzi al Tribunale di Torino, le società B&G Luxury Goods e Just4fun, di Marco Bacini e la stessa Federica Panicucci. Federica Panicucci è stata chiamata in causa per aver indossato e pubblicizzato su Instagram le T-shirt, prodotte dalle società di Bacini, sulle quali sarebbe stata riprodotta l’opera dell’artista dal titolo “Impact – Marilyn Monroe”. La collezione “Impact” era stata esposta per la prima volta in una mostra a Milano, tra il 2015 e il 2016, e poi riprodotta in cataloghi e riviste.

federica panicucci

Julian T. si sarebbe accorto, attraverso l’Instagram di Federica Panicucci, che “era stata riprodotta l’opera, senza il suo consenso, su t-shirts e felpe del marchio Let’s Bubble, riconducibile alle società B&G Luxury Goods srl e Just4Fun Srl”.

L’opera di Julian T. farebbe ricorso a una “particolare modalità di pittura consistente in una ‘macchia’ di colore” realizzata con “l’esplosione di vasi di vetro-cristallo contenenti vernice”. “Confrontando l’immagine dell’opera di Julian T. con le immagini presenti sui prodotti venduti da Let’s Bubble emergeva manifestamente l’uguaglianza”, si legge sull’atto.

Quest’ultimo sarebbe stato presentato dopo che la diffida, inviata alle società dai legali di Julian T., ricevuta la quale “gli articoli portanti le immagini dell’opera, venivano immediatamente rimossi dai siti web che commercializzavano il brand.” Le società avrebbero però continuato “a sponsorizzare il marchio con le magliette sulla pagina Instagram della Let’s Bubble e sulla pagina personale della nota signora Federica Panicucci, testimonial della linea di abbigliamento.”

“La rimozione dell’opera, illegittimamente riprodotta e sfruttata economicamente è avvenuta solo parzialmente, perpetrandosi così l’illecito”, si legge nell’atto. Da qui la richiesta di una condanna a carico delle società al risarcimento — quantificato in 412.000 euro — e per Federica Panicucci al pagamento a favore dell’artista di una cifra che il giudice riterrà equa.


La questione aperta: può un testimonial rispondere per la violazione incorporata nel prodotto?

Ad oggi non risulta un esito pubblico del giudizio. La causa potrebbe essersi conclusa con un accordo riservato — come frequentemente accade in questi casi. Ma la domanda legale che il caso solleva rimane aperta e sempre più rilevante.

La responsabilità primaria nella vicenda è chiaramente in capo alle società che hanno materialmente riprodotto l’opera su abbigliamento senza autorizzazione — una violazione del diritto di riproduzione esclusivo dell’autore (art. 13 LDA). L’art. 156 LDA legittima l’autore a chiedere la cessazione dell’attività illecita, la rimozione dei prodotti dal commercio e il risarcimento del danno.

La parte più interessante del caso riguarda però Panicucci: può essere ritenuto responsabile chi si limita a indossare e promuovere su Instagram un prodotto che incorpora un’opera altrui riprodotta senza autorizzazione?

Il testimonial come co-diffusore dell’illecito

La risposta non è semplice, ma la direzione della giurisprudenza è sempre più netta: il testimonial che promuove attivamente un prodotto su canali social a fronte di un compenso non è un soggetto neutrale. È un co-diffusore del messaggio commerciale — e se quel messaggio incorpora una violazione del diritto d’autore, la sua responsabilità dipende dalla consapevolezza dell’illecito e dall’entità del suo contributo.

Nel caso specifico, la posizione di Panicucci è aggravata da un elemento rilevante: la diffida inviata dai legali di Julian T. era già stata ricevuta dalle società di Bacini prima che le immagini venissero rimosse dai siti — ma non dalla sua pagina Instagram. Questo significa che la promozione è continuata dopo che la violazione era già stata contestata.

Cosa devono fare influencer e brand ambassador oggi

Il caso Panicucci/Julian T. è diventato un riferimento per i professionisti del settore influencer marketing. Le implicazioni pratiche per chi fa promozione su piattaforme social:

  • Verificare le autorizzazioni prima di promuovere prodotti che incorporano opere visive — artwork, fotografie, illustrazioni su abbigliamento, accessori o packaging. Non basta che il brand dichiari di avere i diritti: è buona pratica richiedere la documentazione.
  • Clausola di manleva contrattuale — nel contratto di collaborazione con il brand, inserire una clausola che garantisce che i prodotti promossi non violino diritti di terzi e che il brand si obbliga a manlevare e tenere indenne il testimonial da qualsiasi contestazione di copyright da parte di terzi.
  • Risposta immediata alle diffide — se si riceve o si viene a conoscenza di una diffida relativa a prodotti che si sta promuovendo, la rimozione immediata dei contenuti è il primo passo. Continuare a pubblicare dopo la diffida aggrava la posizione.

Il mercato dell’influencer marketing ha normalizzato la collaborazione rapida con brand e linee di prodotto senza una due diligence approfondita sui diritti delle immagini incorporate. Il caso Julian T./Panicucci mostra che questo approccio ha un costo legale potenzialmente significativo.

→ Approfondimento: Danno d’immagine e responsabilità nei contenuti promozionali
→ Approfondimento: Diritti degli artisti visivi: dalla creazione alla vendita
→ Approfondimento: La lettera di diffida per violazione del diritto d’autore

Domande frequenti

Riprodurre un’opera d’arte su una t-shirt senza autorizzazione viola il diritto d’autore?

Sì — il diritto di riproduzione è esclusivo dell’autore (art. 13 LDA). Qualsiasi riproduzione su supporto fisico, incluso l’abbigliamento, richiede il consenso dell’autore o dei titolari dei diritti. La mancanza di autorizzazione legittima la richiesta di cessazione dell’uso e di risarcimento del danno.

Un influencer può essere responsabile per la violazione incorporata nel prodotto che promuove?

Dipende dalla sua consapevolezza dell’illecito e dal suo contributo attivo alla diffusione. Chi promuove a fronte di compenso e continua a pubblicare dopo aver ricevuto o essere venuto a conoscenza di una diffida è in una posizione più esposta rispetto a chi promuove senza sapere e rimuove immediatamente i contenuti alla prima contestazione.

Cosa deve fare un influencer prima di promuovere prodotti con artwork?

Verificare che il brand abbia le autorizzazioni sui diritti delle immagini incorporate nei prodotti, inserire nel contratto di collaborazione una clausola di manleva e rispondere immediatamente a qualsiasi diffida rimuovendo i contenuti.

Come si quantifica il danno per riproduzione non autorizzata di un’opera?

In base al pregiudizio effettivamente subito dall’autore oppure, ai sensi dell’art. 158 LDA, in base ai proventi che l’autore avrebbe potuto ricavare dalla licenza dell’opera. Nel caso Julian T., la richiesta di risarcimento alle società era di 412.000 euro; per Panicucci, l’artista aveva lasciato la quantificazione alla discrezionalità del giudice.


Sei un artista visivo e hai trovato la tua opera riprodotta senza autorizzazione su prodotti commerciali? O sei un brand o un influencer che ha ricevuto una diffida per copyright infringement? Contattaci — la tutela del diritto d’autore sulle opere visive e la contrattualistica per testimonial e influencer sono tra le nostre aree di lavoro.

Leggi anche: Sfruttamento dell’immagine: esempi e casi celebri · Diritto all’immagine della persona famosa · Diritti degli artisti visivi · Danno d’immagine · La diffida per violazione del diritto d’autore

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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, musicisti e produttori indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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