Immagini di personaggi famosi: quando puoi usarle e quando no

Utilizzare immagini di personaggi famosi: è possibile farlo legalmente? Marilyn

Usare immagini di personaggi famosi: quando è legale e quando no


In questa guida:

  • La regola di base: il consenso è sempre necessario per usi commerciali
  • Quando puoi usare l’immagine senza consenso
  • Quando il consenso è obbligatorio
  • Fotomontaggi, disegni e illustrazioni di personaggi famosi
  • Marchio e immagine: una distinzione fondamentale
  • I casi reali: Rihanna, Woody Allen, Marilyn Monroe
  • La giurisprudenza italiana: i casi Sandrelli e Cassazione 1875/2019
  • Cosa rischi se usi un’immagine senza autorizzazione
  • Domande frequenti

Vuoi usare la foto di un attore famoso per promuovere il tuo prodotto? Stampare l’immagine di una cantante su una t-shirt? Creare un fotomontaggio con il volto di un personaggio noto per una campagna social? O usare un disegno ispirato a una celebrity per il tuo merchandise?

Prima di farlo, è indispensabile conoscere le regole. Usare immagini di persone famose senza autorizzazione — anche in modo apparentemente innocuo — può esporre a cause legali e richieste di risarcimento significative. Questa guida spiega esattamente quando puoi farlo e quando non puoi.


La regola di base: il consenso è necessario — per chiunque

Il principio che regola l’uso delle immagini di personaggi famosi è lo stesso che vale per qualsiasi altra persona: l’immagine di un individuo non può essere pubblicata o sfruttata commercialmente senza il suo consenso. La notorietà non elimina questo diritto — lo modifica solo in parte e solo per usi specifici.

Questo diritto è tutelato in Italia dall’art. 10 del Codice Civile e dagli artt. 96-97 della Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941). Non è un diritto assoluto — ha eccezioni precise — ma la regola di partenza è chiara: chi usa l’immagine di un’altra persona senza consenso è responsabile delle conseguenze.

Un elemento spesso trascurato: usare foto di persone famose comporta due livelli di diritti distinti. Il primo è il diritto d’autore sulla fotografia, che appartiene al fotografo. Il secondo è il diritto all’immagine della persona ritratta. Servono entrambe le autorizzazioni — anche quando la foto è tecnicamente “libera” o acquistata su un sito di stock.

→ Per il quadro completo sul diritto all’immagine: Diritto all’immagine — guida completa alla tutela in Italia


Quando puoi usare l’immagine senza consenso

Gli usi informativi e giornalistici

La legge (art. 97 L. 633/1941) prevede eccezioni per usi informativi, giornalistici e culturali:

  • Un giornale può pubblicare la foto di un attore a un evento pubblico
  • Una rivista può illustrare un articolo con l’immagine di un politico in carica
  • Un documentario può usare fotogrammi storici per scopi culturali

La condizione è che ci sia un’effettiva esigenza di pubblica informazione collegata all’attività per cui la persona è diventata nota. Il personaggio famoso, in quanto tale, ha accettato implicitamente che la sua attività professionale possa essere documentata e commentata pubblicamente.

Non rientrano in questa eccezione: il gossip, i dettagli della vita privata, qualsiasi uso che soddisfi solo la curiosità del pubblico senza un reale interesse informativo. Un articolo sul film di un attore può mostrarne le foto di scena; un articolo sulla sua vita sentimentale no.

Gli usi satirici e parodistici

La satira e la parodia di personaggi pubblici sono generalmente lecite, purché il contesto sia chiaramente satirico e non ingeneri confusione con un endorsement reale. Una vignetta satirica che caricatura un politico è diversa da un’immagine di quel politico usata per promuovere un prodotto commerciale.


Quando il consenso è obbligatorio

L’uso commerciale e pubblicitario: nessuna eccezione

Per qualsiasi uso commerciale o pubblicitario il consenso è sempre obbligatorio, senza eccezioni. Usare le immagini di persone famose per:

  • Promuovere un prodotto o un servizio
  • Stampare su merchandise (t-shirt, tazze, poster, gadget)
  • Inserire il volto di una celebrity nel packaging di un articolo
  • Usare l’immagine in materiali promozionali di qualsiasi tipo

…richiede una licenza scritta con termini, durata, territorio e compenso definiti. Un accordo verbale non è sufficiente — né lo è l’assenza di protesta da parte del personaggio.

La regola si applica anche quando l’immagine specifica usata è di dominio pubblico o è stata acquistata su un sito di stock fotografico. Il diritto all’immagine della persona ritratta è indipendente dal copyright sulla fotografia.

L’uso sui social media e nelle campagne digitali

Le stesse regole si applicano ai contenuti pubblicati sui social — il canale di distribuzione non cambia la natura commerciale dell’uso. Usare la foto di un attore famoso in una storia Instagram per promuovere la propria attività richiede lo stesso tipo di autorizzazione di una campagna pubblicitaria tradizionale.


Fotomontaggi, disegni e illustrazioni di personaggi famosi

I fotomontaggi con persone famose

Il fotomontaggio che inserisce il volto di un personaggio famoso in un contesto non autorizzato — anche se chiaramente alterato — può configurare una violazione del diritto all’immagine. Il criterio rilevante è l’identificabilità: se il pubblico riconosce la persona rappresentata, il diritto all’immagine è coinvolto.

Se il fotomontaggio ha intento satirico chiaramente riconoscibile, può rientrare nell’eccezione della satira. Se è usato per scopi commerciali o per creare l’impressione di un endorsement non autorizzato, è illecito.

I disegni di personaggi famosi

Anche i disegni e le illustrazioni di personaggi famosi possono violare il diritto all’immagine quando:

  • Riproducono le fattezze riconoscibili di una persona reale
  • Sono usati per scopi commerciali senza autorizzazione
  • Creano un’associazione tra la persona e un prodotto o servizio non autorizzata

La rappresentazione artistica di un personaggio famoso è generalmente lecita in contesto culturale o satirico. Diventa problematica quando è usata per promuovere prodotti o quando l’associazione creata è lesiva della reputazione.

Personaggi di cartoni animati e fumetti

Lo stesso principio si applica ai personaggi di cartoni animati e fumetti: chi vuole riprodurli deve verificare se l’opera è ancora coperta dal diritto d’autore. Un personaggio come Mickey Mouse, protetto sia da copyright che da marchi registrati, non può essere riprodotto liberamente su merchandise anche se l’opera originale risale agli anni Venti.

→ Leggi anche: Copyright dei personaggi di un film di animazione


Marchio e immagine: una distinzione fondamentale

Un errore frequente riguarda chi registra come marchio un disegno o un ritratto di un personaggio famoso, pensando che questo legittimi l’uso commerciale dell’immagine.

Non è così. La registrazione del marchio protegge il tuo segno da utilizzi non autorizzati da parte di terzi, ma non ti protegge da un’azione legale intentata dal titolare del diritto di immagine. Se il personaggio — o i suoi eredi — non ha prestato il consenso, può agire in giudizio per vietarne l’uso e chiedere il risarcimento del danno, indipendentemente dalla registrazione del marchio.

Marchio e diritto all’immagine operano su piani giuridici distinti — uno non sostituisce l’altro.


I casi reali: cosa è successo a chi ha usato immagini senza autorizzazione

Rihanna vs. Topshop: 3 milioni di sterline per una t-shirt

Immagine usata senza consenso: tre casi reali e come ottenere il risarcimento Immagine di persone famose: cosa hanno in comune Woody Allen, Rihanna e Thom Yorke?

Nel 2013, il retailer britannico Topshop mise in commercio una t-shirt con una fotografia di Rihanna scattata durante le riprese del video di We Found Love, senza chiedere alcuna autorizzazione. Il contesto aggravò la violazione: Rihanna stava debuttando come stilista con una collezione in collaborazione con River Island, concorrente diretto di Topshop.

Topshop modificò il nome del prodotto da “Rihanna tank” a “Icon Tank” dopo la denuncia — ma il giudice dell’Alta Corte britannica ritenne la correzione irrilevante. La commercializzazione non autorizzata aveva causato una perdita di reputazione nel settore della moda. I giudici d’appello quantificarono il risarcimento in 3 milioni di sterline.

La lezione: modificare il nome del prodotto dopo la contestazione non neutralizza la violazione.

Woody Allen vs. American Apparel: 10 milioni di dollari per un fotogramma

Nel 2007, American Apparel usò in una campagna pubblicitaria un fotogramma del film Io e Annie (1977) che ritraeva Woody Allen nei panni di un rabbino hasidico, accompagnato da un testo in yiddish. Allen non aveva autorizzato nulla — e aveva pubblicamente scelto di non sostenere commercialmente nessun prodotto negli Stati Uniti.

Woody Allen Poster

L’azienda tentò di difendersi sostenendo che l’immagine avesse “un significato di parodia sociale”. La difesa non convinse. Allen citò in giudizio chiedendo 10 milioni di dollari. La causa si chiuse con un accordo stragiudiziale.

La lezione: dichiarare intenti non commerciali non neutralizza la violazione se l’uso è effettivamente commerciale.

Il caso Marilyn Monroe

La Marilyn Monroe Estate ha condotto decenni di battaglie legali contro chi produceva merchandise con l’immagine dell’attrice. Il principio consolidato è che il semplice uso dell’immagine — anche di un personaggio deceduto — non è automaticamente libero: il diritto all’immagine sopravvive alla morte e gli eredi possono tutelarlo contro gli usi commerciali non autorizzati.

-font-b-Marilyn-b-font-font-b-monroe-b-font-cuscini-marchio-2015-casa-decorativo Validità del marchio registrato: il marchio “Marilyn Monroe” è liberamente sfruttabile?

 


La giurisprudenza italiana: due precedenti fondamentali

Cassazione n. 22513/2004 — Il caso Sandrelli: rifiutare non significa rinunciare

Un noto settimanale aveva pubblicato foto di scena dell’attrice Stefania Sandrelli senza la sua autorizzazione. La peculiarità: Sandrelli aveva esplicitamente rifiutato di autorizzare la pubblicazione. Il giudice d’appello aveva usato questo rifiuto per escludere il risarcimento — se aveva rifiutato, non aveva subito un danno economico concreto.

La Cassazione ha ribaltato questa logica con un principio che resta fondamentale:

“Il rifiuto non può essere equiparato ad una sorta di abbandono del diritto, con conseguente caduta in pubblico dominio. Nella gestione del diritto alla propria immagine ben si colloca la facoltà, protratta per il tempo ritenuto necessario, di non pubblicare determinati ritratti, senza che ciò comporti alcun effetto ablativo.”

Il principio pratico: rifiutare di concedere l’autorizzazione è esso stesso un esercizio del diritto all’immagine. Chi pubblica nonostante il rifiuto esplicito aggrava la violazione — non la elimina.

Cassazione n. 1875/2019 — I principi generali sul diritto all’immagine

La sentenza ha consolidato il quadro generale applicabile alle foto di persone famose, chiarendo due punti:

Sulla legittimità della notizia vs. legittimità delle foto. Il fatto che una notizia sia di interesse pubblico non implica automaticamente il diritto a pubblicare le immagini della persona coinvolta. Sono due valutazioni distinte: il consenso implicito alla diffusione della notizia non equivale al consenso alla diffusione delle foto.

Sul calcolo del risarcimento. In assenza di prove specifiche del danno economico, il giudice determina il risarcimento in via equitativa tenendo conto del prezzo del consenso — il compenso che la persona avrebbe ragionevolmente richiesto per autorizzare l’uso — e del vantaggio economico effettivamente ottenuto dall’autore della violazione.


Cosa rischi se usi immagini di personaggi famosi senza autorizzazione

Il personaggio famoso — o i suoi eredi — può citarti in giudizio per:

  • Risarcimento del danno patrimoniale calcolato sul valore commerciale dell’immagine e sul vantaggio ottenuto dall’uso non autorizzato
  • Risarcimento del danno morale per lesione alla reputazione e alla strategia di gestione dell’immagine
  • Rimozione immediata del materiale, inclusi prodotti già stampati e materiali pubblicitari già distribuiti
  • Inibitoria — ordine giudiziario di cessare qualsiasi uso futuro dell’immagine
  • In casi gravi o reiterati: sanzioni penali previste dalla Legge sul Diritto d’Autore

Domande frequenti

Posso usare la foto di un personaggio famoso per un articolo del mio blog? Dipende dal contesto. Se l’articolo tratta dell’attività professionale per cui la persona è diventata nota e l’uso dell’immagine è funzionale all’informazione, puoi rientrare nell’eccezione dell’art. 97 LDA. Se l’articolo è gossip o riguarda la vita privata, il consenso è necessario. Cita sempre la fonte della foto e verifica che sia liberamente utilizzabile.

Posso stampare l’immagine di una celebrity su una t-shirt? No, senza il consenso del titolare del diritto all’immagine. Anche se la fotografia specifica è di dominio pubblico o hai acquistato una licenza sul file fotografico, il diritto all’immagine della persona ritratta rimane. Servono due autorizzazioni distinte.

Se il personaggio famoso è morto, posso usare la sua immagine liberamente? Non automaticamente. In Italia il diritto all’immagine sopravvive alla morte — gli eredi possono tutelare l’immagine del defunto e agire contro gli usi commerciali non autorizzati.

Ho registrato un marchio con l’immagine di un attore famoso. Sono protetto? No. La registrazione del marchio non ti protegge da un’azione del titolare del diritto all’immagine. Sono due piani giuridici distinti.

Posso creare un fotomontaggio con il volto di un personaggio famoso? Dipende dall’uso. In contesto satirico chiaramente riconoscibile, può essere lecito. Per uso commerciale o per creare l’impressione di un endorsement non autorizzato, è illecito indipendentemente dalla natura artistica del montaggio.

Posso usare disegni o illustrazioni di personaggi famosi per il mio merchandise? No senza autorizzazione. Il diritto all’immagine si applica anche alle rappresentazioni disegnate che riproducono in modo riconoscibile le fattezze di una persona reale, quando sono usate per scopi commerciali.

Se il personaggio famoso ha rifiutato di autorizzare, non ho causato un danno economico — quindi non devo risarcire? Questo ragionamento è stato esplicitamente respinto dalla Cassazione (sentenza 22513/2004). Il rifiuto è esso stesso un esercizio del diritto. Chi pubblica nonostante il rifiuto viola il diritto e deve risarcire.


→ Leggi anche: Diritto all’immagine — guida completa alla tutela in Italia → Leggi anche: Sfruttamento abusivo dell’immagine: casi e risarcimenti → Leggi anche: Sosia di personaggi famosi: diritto all’immagine e deepfake → Leggi anche: Right of publicity e diritto all’immagine: USA vs. Italia → Leggi anche: Liberatoria fotografica — guida completa


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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, produttori, musicisti e indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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