Tutela di app e software: diritto d’autore, brevetto e marchio
Hai sviluppato un’app o un software originale e vuoi proteggerlo da copie, usi non autorizzati o concorrenti sleali. Gli strumenti giuridici disponibili sono quattro — diritto d’autore, brevetto, marchio e segreto industriale — e si applicano ad aspetti diversi del prodotto. La scelta dipende da cosa vuoi proteggere e da quanto è ampia la tutela che ti serve.
Diritto d’autore: la tutela automatica del codice
Il software — app incluse — è equiparato alle opere letterarie dalla legge sul diritto d’autore (art. 2, n. 8 L. 633/1941, modificato dal D.Lgs. 518/1992 in attuazione della Direttiva CEE 91/250). Il codice sorgente, il codice oggetto e i materiali preparatori come le carte di flusso sono protetti automaticamente dal momento della loro creazione, senza necessità di registrazione.
Cosa protegge il diritto d’autore:
Il diritto d’autore protegge la forma espressiva del software — il modo in cui è scritto il codice, la struttura specifica del programma. Non protegge le idee, i metodi, i principi matematici o le logiche funzionali sottostanti. Chi riscrive da zero un programma che compie la stessa funzione usando un codice diverso non viola il diritto d’autore — anche se il risultato finale è identico.
Il requisito di originalità:
Per essere protetto il software deve essere originale — risultato di creazione intellettuale dell’autore, con carattere creativo proprio. Non è richiesta novità assoluta rispetto a tutti i programmi esistenti, ma una manifestazione individuale nel codice che lo distingua da una mera copia o da un’esecuzione meccanica di procedure standard.
Durata:
I diritti patrimoniali durano per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dalla sua morte. Per il software creato nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente, i diritti patrimoniali appartengono al datore di lavoro salvo patto contrario (art. 12-bis LDA).
Deposito del software: SIAE e Registro Pubblico
Il deposito non crea il diritto d’autore — che nasce con la creazione — ma crea una prova della data di esistenza e della paternità del codice, fondamentale in caso di contenzioso.
Registro SIAE — il software può essere depositato presso la SIAE come opera dell’ingegno. Il deposito fornisce data certa e presunzione di paternità invertendo l’onere della prova.
Registro Pubblico del Software — gestito dalla SIAE su incarico della Presidenza del Consiglio (DPCM n. 244/94), consente la registrazione dei software pubblicati. La registrazione è facoltativa ma rafforza la posizione probatoria del titolare.
Marca temporale digitale — soluzione rapida ed economica per documentare l’esistenza del codice a una data precisa, tramite provider accreditati da AgID.
→ Approfondimento: Come registrare un software in Italia →
Brevetto: la tutela più ampia per le invenzioni implementate via software
Il brevetto offre una tutela più ampia del diritto d’autore — copre non solo la forma del codice ma anche le idee e i metodi sottostanti — ma è più difficile da ottenere e ha un costo significativo.
Software “in quanto tale”: non brevettabile
La Convenzione sul Brevetto Europeo (EPC, art. 52) e il Codice della Proprietà Industriale italiano escludono dalla brevettabilità i programmi per elaboratore “in quanto tali”, insieme a scoperte, teorie scientifiche, metodi matematici e metodi per attività intellettuali o commerciali.
Un’app di contabilità, un gestionale, un programma che informatizza un procedimento già noto non sono brevettabili in quanto tali.
Invenzioni implementate via software: brevettabili
La giurisprudenza europea ha elaborato un’eccezione rilevante: un software è brevettabile quando implementa un metodo tecnico che produce un effetto tecnico ulteriore rispetto alla normale interazione hardware-software. Non basta che il software funzioni su un computer — deve risolvere un problema tecnico in modo inventivo e non ovvio.
Esempi di software (potenzialmente) brevettabili:
- Algoritmi per la compressione di dati con caratteristiche tecniche innovative
- Software per il controllo di processi industriali
- Sistemi di elaborazione di segnali con effetti tecnici specifici (soppressione del rumore, riconoscimento biometrico)
- Algoritmi di intelligenza artificiale integrati in dispositivi tecnici con effetti misurabili
Esempi di software non brevettabili:
- Programmi gestionali o di contabilità
- App che informatizzano procedure amministrative note
- Software che elaborano dati senza un effetto tecnico ulteriore
Costi e durata del brevetto
Il brevetto dura 20 anni dalla data di deposito, con mantenimento annuale. I costi di deposito e gestione variano significativamente — un brevetto europeo richiede investimenti tra i 10.000 e i 30.000 euro nel corso della sua vita, tra tasse e onorari professionali. È uno strumento per prodotti con valore commerciale significativo e orizzonte temporale lungo.
Marchio: proteggere il nome e l’interfaccia
Il marchio non protegge il codice o le funzionalità — protegge il segno distintivo dell’app: il nome, il logo, l’icona, la combinazione di colori dell’interfaccia se originale.
Per un’app o un software commerciale, registrare il marchio è quasi sempre consigliabile indipendentemente dalle altre forme di tutela. Il marchio:
- Impedisce a concorrenti di usare nomi o loghi simili che possano creare confusione
- È rinnovabile a tempo indeterminato — non scade dopo 20 anni come il brevetto
- Si applica alle classi merceologiche rilevanti — per le app tipicamente la Classe 9 (software) e la Classe 42 (servizi informatici)
L’interfaccia utente (UI) — icone, elementi grafici, layout — può essere tutelata anche come disegno e modello se ha carattere ornamentale originale, indipendentemente dalla funzionalità.
→ Approfondimento: Come registrare un marchio in Italia e in Europa →
Segreto industriale: tutela senza scadenza per gli algoritmi
Per gli algoritmi proprietari, le logiche di funzionamento e il know-how tecnico che costituiscono il vantaggio competitivo dell’app, il segreto industriale è spesso lo strumento più efficace — e l’unico privo di scadenza.
Il segreto industriale è tutelato dagli artt. 98-99 CPI come informazione commerciale riservata. Per essere protetto deve essere non generalmente noto, soggetto a misure ragionevoli di riservatezza, e avere un valore economico derivante dalla segretezza.
In pratica significa: clausole di riservatezza nei contratti con sviluppatori, dipendenti e partner; procedure interne per limitare l’accesso al codice proprietario; NDA prima di qualsiasi presentazione del prodotto a investitori o partner commerciali.
La scelta tra brevetto e segreto industriale per un algoritmo originale è strategica: il brevetto dura 20 anni ma diventa pubblico alla pubblicazione (dopo 18 mesi dal deposito); il segreto industriale dura finché rimane segreto ma non protegge da chi arriva alla stessa soluzione in modo indipendente.
Il software sviluppato da terzi: i contratti che contano
Se l’app o il software è stato sviluppato da un’agenzia, da freelance o da un team esterno, il contratto di sviluppo è il documento più critico per la titolarità dei diritti.
Senza una clausola di cessione esplicita, il diritto d’autore rimane in capo agli sviluppatori — non al committente. Il contratto deve prevedere la cessione completa dei diritti patrimoniali sul codice prodotto, specificando: il territorio, la durata (preferibilmente illimitata), il diritto di modifica e di sviluppo di versioni successive.
Per il software sviluppato da dipendenti nell’esercizio delle loro funzioni, la legge prevede che i diritti patrimoniali spettino al datore di lavoro (art. 12-bis LDA) — ma è comunque buona pratica specificarlo nel contratto di assunzione.
La strategia combinata: come proteggere un’app in modo completo
Un’app commerciale ben strutturata usa più strumenti insieme:
| Elemento da proteggere | Strumento |
|---|---|
| Codice sorgente | Diritto d’autore (automatico) + deposito SIAE |
| Nome e logo | Marchio registrato |
| Icone e UI originali | Design/modello + diritto d’autore |
| Algoritmo con effetto tecnico | Brevetto (se brevettabile) |
| Logiche proprietarie | Segreto industriale + NDA |
| Diritti su codice sviluppato da terzi | Contratto con clausola di cessione |
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Leggi anche: Come registrare un software → · Tutela del design → · Accordo di riservatezza (NDA) → · Contratti per creativi e sviluppatori →
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