L’obbligo di rimozione di YouTube è un tema centrale nel dibattito sulla responsabilità delle piattaforme digitali. Secondo il sistema “notice-and-takedown” previsto da normative come il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) negli Stati Uniti, YouTube è tenuta a rimuovere prontamente i contenuti che violano il copyright non appena riceve una notifica valida da parte del titolare dei diritti. Questo modello, che esclude una responsabilità diretta del provider per i contenuti caricati dagli utenti, è stato affiancato da una nuova responsabilità più stringente con la Direttiva UE sul Diritto d’Autore nel Mercato Unico Digitale. Quest’ultima impone alle piattaforme di adottare misure proattive, come sistemi di filtraggio o accordi di licenza, per prevenire le violazioni. In questo contesto, YouTube ha sviluppato il sistema Content ID, che permette ai titolari dei diritti di identificare e gestire automaticamente l’uso non autorizzato dei propri contenuti.
L’obbligo di rimozione di YouTube: le nuove regole del copyright
Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 177 dell’8 novembre 2021, l’Italia ha recepito la Direttiva Europea sul Copyright (UE 2019/790), rivoluzionando il regime di responsabilità dei provider online come YouTube. Questo cambiamento segna il passaggio da un sistema “passivo” a uno “attivo”, con nuove e più stringenti responsabilità per le piattaforme.
Dal Provider “passivo” al “prestatore di servizi di condivisione”
Prima del 2021, la legge italiana (D. Lgs. 70/2003) considerava piattaforme come YouTube degli “hosting provider passivi”. Questo significava che non avevano l’obbligo di sorvegliare i contenuti caricati dagli utenti e la loro responsabilità scattava solo se, dopo una segnalazione specifica e puntuale (contenente l’URL esatto), non provvedevano alla rimozione del contenuto illecito.
La nuova legge ha superato questo modello, introducendo la figura del “prestatore di servizi di condivisione di contenuti online”. Questo nuovo ruolo implica una responsabilità diretta per i contenuti caricati. In pratica, le piattaforme sono ora viste come soggetti che compiono un atto di comunicazione al pubblico e, di conseguenza, devono assicurarsi che il materiale condiviso rispetti il diritto d’autore.
I nuovi obblighi per YouTube e le altre piattaforme
L’articolo 17 della Direttiva (recepito in Italia) stabilisce che i provider sono responsabili per le violazioni di copyright commesse dai loro utenti, a meno che non dimostrino di aver rispettato una serie di obblighi rigorosi:
L’obbligo di ottenere le licenze
La prima e più importante novità è l’obbligo per le piattaforme di ottenere un’autorizzazione (tramite licenza) dai titolari dei diritti d’autore per poter utilizzare le loro opere. Se YouTube, ad esempio, non ha un accordo con una casa discografica, non potrebbe permettere la condivisione di brani musicali di sua proprietà.
I “massimi sforzi” per la rimozione e la prevenzione
In assenza di una licenza, il provider può ancora evitare la responsabilità se dimostra di aver compiuto i “massimi sforzi” per:
- Rimuovere i contenuti: Dopo aver ricevuto una segnalazione precisa e motivata, il provider deve agire tempestivamente per rimuovere il contenuto illecito.
- Prevenire il ricaricamento: La piattaforma deve anche impegnarsi a impedire che gli stessi contenuti vengano caricati in futuro, avvalendosi di strumenti tecnologici per riconoscere e bloccare opere già segnalate come illecite.
Questo passaggio è cruciale: non basta più rimuovere una singola URL, ma si deve evitare che lo stesso contenuto riappaia in rete.
Le Garanzie per i creatori e gli utenti
La nuova normativa cerca di bilanciare i diritti di autori e piattaforme con le libertà degli utenti. Per questo motivo, sono previste delle eccezioni:
- Usi leciti: L’obbligo di rimozione non si applica per utilizzi come la citazione, la critica, la recensione, la parodia o la caricatura, a condizione che tali usi non entrino in concorrenza con lo sfruttamento commerciale dell’opera originale.
- Meccanismo di ricorso: Le piattaforme devono mettere a disposizione degli utenti un sistema di reclamo e ricorso efficace per contestare le rimozioni ingiustificate, in modo da tutelare la libertà di espressione.
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