Responsabilità del provider: il caso YouTube contro Delta TV
Un tribunale di Torino ha affrontato il tema della responsabilità del provider nel 2017, con una sentenza che ha fatto discutere. La causa vedeva contrapposti la società Delta TV, proprietaria dei diritti di alcune telenovelas, e Google/YouTube, che ospitava le versioni pirata di queste opere.
La decisione del Tribunale
Il giudice ha dato ragione a Delta TV, riconoscendo la violazione del copyright e condannando Google e YouTube a pagare un risarcimento di 250.000 euro. La sentenza ha stabilito due punti fondamentali:
- L’obbligo di agire solo con una notifica specifica: Fino a quel momento, un provider come YouTube non era obbligato a controllare preventivamente i video caricati. La sua responsabilità scattava solo quando riceveva una segnalazione specifica e chiara, contenente l’URL esatto dei video illeciti.
- L’obbligo di rimozione efficace: Il tribunale ha ritenuto che YouTube avesse agito in modo insufficiente, poiché aveva solo oscurato i video in Italia, ma non li aveva eliminati del tutto. Poiché i video erano ancora visibili dall’estero, l’ordine è stato di rimuoverli completamente e di impedire che venissero ricaricati in futuro.
Il confronto con le leggi attuali
Rispetto a oggi, la situazione è cambiata in modo significativo. La sentenza del 2017 si basava su una legge che rendeva i provider “passivi”, cioè responsabili solo dopo aver ricevuto una segnalazione precisa. Con la nuova Direttiva Europea sul Copyright del 2021 (D.Lgs. 177/2021), la legge impone ai provider una responsabilità molto più “attiva”: sono obbligati a prevenire le violazioni e a rimuovere i contenuti illeciti in modo proattivo, non solo dopo una specifica segnalazione.
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