Il mondo creativo si muove spesso su un confine sottile: quello tra l’atto di creare un’opera (la prestazione lavorativa) e la vendita dei diritti di sfruttamento di quell’opera (la cessione dei diritti d’autore). Questa distinzione non è solo accademica, ma ha un impatto diretto e significativo sui contributi INPS dovuti da autori, compositori, e artisti.
Perché la separazione è fondamentale
Il principio base del diritto previdenziale italiano stabilisce che i compensi derivanti dalla pura cessione del diritto d’autore sono esclusi dalla base imponibile contributiva INPS. Al contrario, i compensi per la prestazione lavorativa (l’attività di creazione o esecuzione) sono pienamente soggetti al versamento dei contributi.
Quando un autore riceve un compenso unico che include sia l’attività di creazione (es. comporre un brano su commissione) sia la licenza di utilizzo, il Fisco e l’INPS richiedono una separazione per evitare che l’intera somma venga assoggettata a contribuzione.
La regola dello scorporo 60/40 (lavoratori dello spettacolo)
In assenza di una chiara ripartizione contrattuale, e in particolare per gli iscritti al Fondo Lavoratori dello Spettacolo (FPLS/ex-ENPALS), la legge interviene con una presunzione forfettaria (Art. 43, comma 3, L. n. 289/2002):
- 60% del compenso: è considerato Prestazione Lavorativa ed è, quindi, la base su cui si calcolano i contributi INPS.
- 40% del compenso: è considerato Cessione dei Diritti d’Autore ed è escluso dalla base contributiva.
Questa ripartizione, sebbene offra un vantaggio (il 40% è decontribuito), non è l’unica via. La chiave è la trasparenza e la chiarezza contrattuale.
Esempio pratico: la commissione musicale
Immaginiamo che un’azienda paghi un compositore € 5.000 per due obiettivi:
- Creare una colonna sonora originale (prestazione).
- Licenziare i diritti di sincronizzazione per 5 anni (cessione diritti).
Scenario 1: Contratto Misto Senza Specifiche Se il contratto indica un compenso totale di € 5.000 senza specificare le quote, l’INPS applicherà il 60/40:
- Base contributiva (60%): € 3.000.
- Parte esente (40%): € 2.000.
Scenario 2: Contratto con Ripartizione Chiara Se gli avvocati assistono le parti e il contratto stabilisce, in modo motivato:
- Compenso per la Prestazione di Composizione: € 1.500
- Compenso per la Cessione dei Diritti di Sincronizzazione: € 3.500
In questo caso, i contributi INPS saranno calcolati solo sui € 1.500, proteggendo una porzione maggiore del compenso del creativo.
La tua creatività merita protezione
Per massimizzare il tuo netto e operare in piena conformità, è essenziale che il tuo contratto di commissione o licenza sia redatto in modo tecnico e inequivocabile. Non lasciare che una dicitura generica ti faccia pagare contributi non dovuti.
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