Il backend nei contratti cinematografici: gross points, net profit e waterfall

 

Il backend è la promessa che, se il film andrà bene, chi ha contribuito alla sua realizzazione riceverà una quota dei proventi. È uno degli strumenti più usati nei contratti cinematografici — e uno dei più rischiosi da accettare senza capirne il meccanismo.

Il problema non è il principio. Il problema è che “profitti” nel cinema è una parola che può significare quasi tutto, a seconda di come viene definita nel contratto. E nella storia del cinema ci sono film che hanno incassato centinaia di milioni di dollari senza mai generare, sulla carta, un solo euro di backend da pagare ai loro autori.

Cos’è il backend

Il backend è la quota dei proventi futuri di un film corrisposta a chi ha contribuito alla sua realizzazione. Può riguardare il regista, il produttore, gli attori principali, lo sceneggiatore, l’autore dell’opera originaria su cui si basa il film — chiunque abbia negoziato, invece di (o in aggiunta a) un compenso fisso, una partecipazione ai ricavi futuri.

Il termine si contrappone all’advance o al flat fee — il compenso pagato subito, durante la produzione o alla consegna. Il backend viene invece corrisposto in un momento successivo, quando il film ha generato ricavi sufficienti a raggiungere il punto di attivazione definito nel contratto.

Il backend è usato in tre situazioni principali:

  • come sostituto parziale del compenso fisso — il collaboratore accetta un fee ridotto in cambio di una partecipazione ai proventi futuri (è la struttura tipica dei deferrals)
  • come bonus aggiuntivo al compenso fisso — il collaboratore riceve sia il fee che una quota del backend se il film supera determinate soglie
  • come corrispettivo per la cessione dei diritti — soprattutto nell’acquisizione di diritti su opere letterarie, dove l’autore cede i diritti di adattamento cinematografico in cambio di un advance più una percentuale sui proventi del film

→ Approfondimento: I deferrals nel budget cinematografico

Gross points vs. net profit: la differenza che cambia tutto

Non tutti i backend sono uguali. La distinzione più importante è tra chi partecipa al lordo e chi partecipa al netto.

Gross profit points

I gross points (o first dollar gross) sono una percentuale calcolata sul totale lordo degli incassi — prima di qualsiasi deduzione per costi di distribuzione, marketing o produzione. Chi ha gross points riceve la propria quota dal primo euro incassato dal film, con deduzioni minime o nulle.

I gross points hanno un valore reale quasi garantito: se il film incassa, la quota viene pagata. Per questo motivo sono rari e riservati ai talent con un potere negoziale molto elevato — le stelle di primo piano, i registi di blockbuster con track record dimostrato.

Net profit participation

La net profit participation è una percentuale sui profitti netti — quello che rimane dopo aver detratto dal totale degli incassi tutti i costi: distribuzione, marketing, overhead dello studio, interessi sul finanziamento, rimborso delle spese di produzione. Teoricamente è giusto: si partecipa solo ai veri profitti.

In pratica, il problema è nella definizione di “netti”. Ogni voce deducibile, ogni percentuale di overhead, ogni modalità di calcolo degli interessi è oggetto di negoziazione contrattuale — e gli studi e i produttori la negoziano tipicamente a proprio vantaggio. Il risultato è che i net profits spesso non si materializzano mai, anche per film di grande successo commerciale.

La waterfall: l’ordine dei pagamenti

La waterfall (cascata) è l’ordine di priorità con cui vengono distribuiti i ricavi di un film tra i vari aventi diritto. L’immagine è quella di una cascata: i ricavi scorrono dall’alto verso il basso, e ogni livello riceve la propria quota solo dopo che il livello superiore è stato completamente soddisfatto.

L’ordine tipico in una produzione strutturata:

  1. Costi di distribuzione: la quota trattenuta dal distributore sugli incassi al botteghino (tipicamente il 30-40% degli incassi lordi), più i costi di distribuzione internazionale
  2. Costi di marketing: le spese pubblicitarie (P&A — prints and advertising), che nelle major possono superare il budget di produzione del film
  3. Rimborso del finanziamento bancario: il capitale più gli interessi maturati durante la produzione
  4. Rimborso dei costi di produzione: il budget di produzione sostenuto dal produttore o dagli investitori
  5. Overhead: le spese generali dello studio o della casa di produzione, calcolate come percentuale degli incassi (tipicamente il 15-20%)
  6. Deferrals: i compensi differiti concordati con il cast e la troupe
  7. Net profits: quello che rimane — se rimane qualcosa — da distribuire tra chi partecipa ai profitti netti

Chi ha gross points entra nella waterfall ai livelli più alti — prima dei costi di distribuzione o subito dopo. Chi ha net profit participation entra in fondo — e riceve qualcosa solo se i ricavi hanno superato tutti i livelli precedenti.

La contabilità creativa: perché i net profits spesso non esistono

L’espressione “contabilità creativa” nel cinema non è un’accusa — è una descrizione del meccanismo con cui le major hollywoodiane (e molti produttori internazionali) strutturano contrattualmente la definizione di net profit in modo da ridurre al minimo o azzerare il backend dovuto agli aventi diritto.

I meccanismi più comuni:

  • Overhead gonfiato: la percentuale di overhead dello studio (le spese generali addebitate al film) viene calcolata come percentuale degli incassi lordi — il che significa che aumenta proporzionalmente al successo del film, riducendo i net profits in modo automatico
  • Interessi composti: gli interessi sul finanziamento continuano a maturare durante tutta la vita commerciale del film, aumentando il debito da recuperare prima che scattino i net profits
  • Costi di distribuzione gonfiati: i contratti di distribuzione spesso consentono al distributore di addebitare al film costi di distribuzione superiori a quelli effettivamente sostenuti
  • Cross-collateralization: i ricavi di un film vengono usati per coprire le perdite di altri film dello stesso studio — riducendo ulteriormente i net profits disponibili

Il risultato pratico è che un film può incassare dieci volte il suo costo di produzione e risultare, nei libri contabili dello studio, ancora in perdita.

Il caso Buchwald v. Paramount: la svolta giurisprudenziale

Il caso più famoso sulla contabilità creativa hollywoodiana è Buchwald v. Paramount Pictures, deciso dalla Superior Court of California nel 1990.

Art Buchwald — scrittore e giornalista — aveva ceduto a Paramount un soggetto originale da cui fu tratto Coming to America (1988) con Eddie Murphy. Il film incassò circa 350 milioni di dollari a livello globale. Secondo la definizione contrattuale di net profit usata da Paramount, il film non aveva mai generato profitti netti — e Buchwald non aveva diritto ad alcun backend.

Il giudice Harvey Schneider della Superior Court stabilì due principi fondamentali:

  • la definizione contrattuale di net profit usata da Paramount era contraria alla buona fede — strutturata in modo da rendere matematicamente impossibile il pagamento del backend anche per film di enorme successo
  • Buchwald aveva diritto a un risarcimento calcolato su una definizione di profitto equa e ragionevole, non su quella contrattuale

Il caso Buchwald non ha fermato la contabilità creativa hollywoodiana — ma ha reso i tribunali americani più disposti a sindacare le definizioni contrattuali di net profit quando risultano strutturalmente inique. E ha spinto molti autori e agent a negoziare gross points invece di net profit participation.

La cross-collateralization

La cross-collateralization è il meccanismo con cui i ricavi di un film vengono usati per compensare le perdite di altri film dello stesso produttore o studio. In pratica: se hai diritto a backend su un film che ha avuto successo, ma il produttore ha altri film in perdita, i ricavi del tuo film vengono usati per coprire quelle perdite prima di calcolare i tuoi net profits.

Nei contratti con le major, la cross-collateralization è spesso implicita — le voci di overhead e di costi generali addebitati al film incorporano già una quota delle perdite di altri progetti. Nei contratti con i distributori, può essere esplicita — un contratto di distribuzione per un pacchetto di film può prevedere che i ricavi vengano calcolati sull’intero pacchetto, non film per film.

Per proteggersi, i contratti devono prevedere esplicitamente che i profitti siano calcolati film per film, senza compensazione con altri progetti del produttore o del distributore.

Il backend nei contratti italiani

In Italia, il backend si trova principalmente in due contesti.

Nell’acquisizione dei diritti su opere letterarie, l’autore del romanzo o del soggetto originale cede i diritti di adattamento cinematografico in cambio di un advance (anticipo) più una percentuale sui proventi del film — di solito calcolata sul netto ricevuto dal produttore dalla distribuzione. Questa struttura è simile a quella di un contratto editoriale, con la differenza che il “libro” è il film prodotto.

Nei contratti con registi e attori italiani, il backend è spesso strutturato come quota dei proventi netti del produttore — che a loro volta dipendono dai contratti di distribuzione. Un produttore indipendente italiano riceve dalla distribuzione (nazionale e internazionale) una quota degli incassi dopo che il distributore ha trattenuto la propria fee. Il backend dell’artista viene calcolato su questa quota — non sugli incassi totali del film.

Dal 7 giugno 2022, l’art. 110-quater LDA obbliga il produttore/licenziatario a rendicontare all’autore i proventi generati dall’opera con cadenza semestrale — inclusi quelli rilevanti per il calcolo del backend. Se il backend non viene pagato correttamente, l’autore ha anche il diritto di chiedere l’adeguamento del compenso ai sensi dell’art. 110-quinquies LDA (bestseller clause).

→ Approfondimento: Art. 110-quater: obbligo di rendicontazione
→ Approfondimento: La bestseller clause: il caso Vacano e Das Boot

Come negoziare un backend efficace

Le strategie per negoziare un backend che abbia un valore reale:

Preferire i gross points ai net profits. Se si ha il potere negoziale per ottenerli, i gross points (percentuale sul lordo) hanno un valore garantito. I net profits possono non materializzarsi mai. Anche una percentuale più bassa sul lordo vale più di una percentuale più alta sul netto.

Definire contrattualmente ogni voce deducibile. Il contratto deve elencare in modo analitico e tassativo tutte le voci che possono essere detratte dai ricavi prima di calcolare il backend. Qualsiasi voce non prevista non dovrebbe essere deducibile.

Fissare un cap sulle spese di overhead e distribuzione. Le spese generali e i costi di distribuzione devono avere un tetto massimo — espresso come percentuale degli incassi lordi — oltre il quale non sono addebitabili al film.

Escludere la cross-collateralization. Il contratto deve prevedere esplicitamente che i profitti siano calcolati film per film, senza compensazione con altri progetti.

Prevedere audit rights. Il diritto di far esaminare da un revisore indipendente la contabilità del produttore o del distributore è la sola garanzia reale che la rendicontazione sia corretta. Senza audit rights, l’avente diritto al backend dipende interamente dalla buona fede dell’altra parte.

Collegare il backend alla rendicontazione obbligatoria. Il diritto di rendicontazione semestrale dell’art. 110-quater LDA è automaticamente a disposizione dell’autore — deve essere richiamato esplicitamente nel contratto e collegato alle voci che determinano il calcolo del backend.

Clausole essenziali

Clausola di partecipazione ai profitti (backend)

In aggiunta al compenso fisso di cui all’art. [X], l’Autore/Artista ha diritto a una quota del [X]% dei Proventi Netti del Film, come definiti nel presente articolo. Per “Proventi Netti” si intende la somma degli incassi lordi del Film derivanti da tutte le finestre di sfruttamento (distribuzione cinematografica, televisione, piattaforme streaming, home video, sincronizzazioni, licenze internazionali), al netto delle seguenti voci e solo di esse: [elenco tassativo delle voci deducibili]. Le spese di overhead non possono eccedere il [X]% degli incassi lordi. I Proventi Netti sono calcolati film per film, senza compensazione con altri titoli del Produttore o del Distributore. Il Produttore è obbligato a rendicontare trimestralmente i Proventi Netti ai sensi dell’art. 110-quater LDA. L’Autore/Artista ha il diritto di richiedere una verifica contabile indipendente dei Proventi Netti una volta ogni [12] mesi, previa richiesta scritta con [30] giorni di preavviso.

→ Approfondimento: Il budget del film: deferrals e struttura dei costi
→ Approfondimento: Il contratto di licenza per royalties

Domande frequenti

Cos’è il backend in un contratto cinematografico?

La quota dei proventi futuri del film corrisposta a chi ha contribuito alla sua realizzazione — autori, regista, attori. Viene pagata solo dopo che il film ha generato ricavi sufficienti a raggiungere il punto di attivazione definito nel contratto.

Qual è la differenza tra gross points e net profit?

I gross points sono una percentuale sul totale lordo degli incassi, pagata prima di qualsiasi deduzione — hanno un valore garantito se il film incassa. La net profit participation è una percentuale su quello che rimane dopo tutti i costi — e può non materializzarsi mai anche per film di grande successo.

Cos’è la waterfall?

L’ordine di priorità con cui vengono distribuiti i ricavi del film: costi di distribuzione, marketing, rimborso finanziamenti, overhead, deferrals, e infine net profits. Chi partecipa ai net profits riceve qualcosa solo se i ricavi superano tutti i livelli precedenti.

Perché i net profits cinematografici spesso non vengono mai pagati?

Perché la definizione contrattuale di “netto” include overhead gonfiato, interessi composti, cross-collateralization con altri film e altri meccanismi che azzerano i profitti sulla carta anche per film di grande successo. Il caso Buchwald v. Paramount (1990) ha dimostrato che questa pratica può essere contraria alla buona fede.

Come si negozia un backend efficace?

Preferendo i gross points ai net profits, definendo tassativamente le voci deducibili, fissando un cap sulle spese di overhead, escludendo la cross-collateralization, prevedendo audit rights e collegando il backend alla rendicontazione obbligatoria dell’art. 110-quater LDA.


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Leggi anche: Il budget del film · Il negative pickup · Art. 110-quater: rendicontazione · La bestseller clause · Contratto di distribuzione

 

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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, produttori, musicisti e indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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