Frida Kahlo e i diritti di immagine: la battaglia tra la famiglia e la Frida Kahlo Corporation

Frida Kahlo e la gestione dei suoi diritti di immagine

Frida Kahlo e i diritti di immagine: la battaglia tra la famiglia e la Frida Kahlo Corporation

In questa guida:

  • Chi detiene i diritti sull’immagine di Frida Kahlo
  • La Frida Kahlo Corporation: come è nata e cosa controlla
  • Il caso Mattel Barbie: famiglia contro Corporation
  • Gli esiti: cosa ha deciso la Corte del Messico nel 2021
  • I nuovi fronti: Amazon e il merchandising non autorizzato
  • La lezione pratica: doppia tutela, doppio rischio

Frida Kahlo è morta nel 1954 senza testamento. Da allora, la sua immagine — una delle più riprodotte e commercializzate al mondo, dalla tequila ai lucidalabbra, dalle t-shirt alle bambole — è al centro di una disputa legale complessa che dura da decenni e che illustra perfettamente la tensione tra diritto di immagine familiare e tutela del marchio commerciale. Chiunque voglia usare l’immagine di Kahlo oggi deve fare i conti con almeno due soggetti che ne rivendicano i diritti — e le pretese non coincidono.

Chi detiene i diritti sull’immagine di Frida Kahlo

Kahlo morì senza lasciare testamento. Secondo il diritto messicano, la sua eredità — inclusi i diritti di proprietà industriale — passò alla nipote Isolda Pinedo Kahlo. Nel 2003, Isolda conferì a sua figlia Mara Cristina Romeo Pinedo la procura sui diritti dell’artista. L’anno successivo, nel 2004, Mara Cristina Romeo Pinedo trasferì i diritti di proprietà industriale di Frida Kahlo a una società di nuova costituzione — la Frida Kahlo Corporation (FKC), con sede a Panama City — con l’obiettivo dichiarato di commercializzare e licenziare il brand “Frida Kahlo” a livello mondiale. Socio fondatore della Corporation, insieme alla famiglia Kahlo, era il businessman venezuelano Carlos Dorado.

A partire dal 2011, i rapporti tra la famiglia Kahlo — in particolare Mara Cristina Romeo Pinedo e sua figlia Mara de Anda Romeo — e la FKC si deteriorarono progressivamente. La famiglia cominciò a contestare la legittimità del controllo della Corporation sull’immagine dell’artista e a rivendicare autonomamente il diritto di autorizzare l’uso commerciale di nome e likeness di Frida Kahlo.

La Frida Kahlo Corporation: cosa controlla

La FKC detiene oltre venti marchi registrati negli Stati Uniti, in Messico e nell’Unione Europea relativi al nome, all’immagine e ad elementi visivi distintivi di Frida Kahlo — inclusa la firma “FK”. Attraverso questi marchi, la Corporation licenzia l’uso dell’immagine dell’artista a brand e produttori in tutto il mondo, e agisce contro i soggetti che usano nome e immagine di Kahlo senza autorizzazione.

La posizione della FKC è che il trasferimento dei diritti industriali del 2004 le conferisca il controllo esclusivo sullo sfruttamento commerciale dell’immagine di Kahlo. La famiglia contesta questa ricostruzione, sostenendo che i diritti morali e il diritto di immagine non siano stati mai trasferiti alla Corporation, e che la commercializzazione dell’immagine di Kahlo richieda in ogni caso il loro consenso.

Il caso Mattel Barbie: famiglia contro Corporation

Il punto di rottura definitivo fu il lancio, nel marzo 2018, della bambola Barbie “Inspiring Women” dedicata a Frida Kahlo, prodotta da Mattel con la licenza della FKC. Mara Cristina Romeo Pinedo si oppose pubblicamente: la bambola aveva gli occhi chiari, mancava del famoso sopracciglio unito e non indossava gli abiti tradizionali tipici di Kahlo. “Avrei voluto che Frida fosse più carina, non questa bambola dagli occhi chiari”, dichiarò all’agenzia AFP.

Frida-Kahlo

La famiglia ricorse a un tribunale messicano, che accolse il ricorso e ordinò a Mattel e ai grandi magazzini in Messico di sospendere la vendita della bambola. Le vendite negli Stati Uniti rimasero invece inalterate, poiché la Corporation aveva agito in piena conformità con la legge americana.

In risposta, la FKC citò in giudizio Mara Cristina Romeo Pinedo e sua figlia in Florida, accusandole di violazione dei marchi registrati, concorrenza sleale e diffamazione commerciale — sostenendo che le loro dichiarazioni pubbliche contro la Corporation avessero danneggiato il brand e interferito con il rapporto commerciale con Mattel.

Gli esiti: cosa hanno deciso i tribunali nel 2021

Il caso Florida fu archiviato nel settembre 2021 dal giudice federale Robert Scola Jr., che stabilì che il tribunale della Florida non aveva giurisdizione sulle due imputate, residenti a Città del Messico e senza alcun legame con la Florida.

Sul fronte messicano, tuttavia, il Tribunale Superiore di Giustizia di Città del Messico si pronunciò a dicembre 2021 a favore della FKC, riconoscendo la validità dei marchi della Corporation e consentendo la vendita della Barbie Frida Kahlo in Messico. La disputa sulla titolarità dei diritti rimane comunque aperta in via di principio, con ricorsi ancora pendenti davanti a corti d’appello.

I nuovi fronti: Amazon e il merchandising non autorizzato

La FKC ha continuato ad agire attivamente contro i soggetti che usano l’immagine di Kahlo senza licenza. Nel marzo 2024 ha depositato due nuove cause presso un tribunale dell’Illinois contro venditori Amazon che avrebbero commercializzato prodotti con immagini “virtualmente identiche” ai marchi della Corporation, organizzandosi coordinatamente per eludere i controlli. La Corporation ha richiesto la restituzione di tutti i profitti oppure il pagamento di 2 milioni di dollari per ogni uso non autorizzato dei marchi.

Frida Kahlo
Frida Kahlo Lip Gloss

 

Negli anni precedenti, la Corporation aveva già raggiunto accordi extragiudiziali con artisti folk che vendevano opere ispirate a Kahlo (Cristine Melo in California nel 2021) e con altri soggetti che producevano merchandise non autorizzato.

La lezione pratica: doppia tutela, doppio rischio

Il caso Frida Kahlo illustra un principio che si applica a qualsiasi artista deceduto la cui immagine sia diventata un brand commerciale: l’uso non autorizzato espone a un doppio rischio.

Il primo è il diritto di immagine, che in molti sistemi giuridici — incluso quello italiano e quello messicano — può essere fatto valere dagli eredi anche dopo la morte dell’artista. Gli eredi possono contestare usi che ritengono lesivi della dignità o dell’identità dell’artista, indipendentemente da chi detenga i diritti commerciali.

Il secondo è la tutela del marchio registrato. Se il nome, l’immagine o elementi visivi distintivi dell’artista sono stati registrati come marchio da una persona giuridica — come nel caso della FKC — ogni uso commerciale non autorizzato può costituire violazione del marchio, con le relative conseguenze sul piano del risarcimento dei danni e delle ingiunzioni.

Nel caso di Frida Kahlo, i due piani sono in conflitto tra loro — famiglia e Corporation rivendicano entrambe il diritto di controllare l’immagine dell’artista. Ma per chi vuole usare l’immagine di Kahlo a fini commerciali, la situazione è chiara: servono accordi con entrambi i soggetti, o almeno una verifica accurata di quale titolo sia riconosciuto come valido dalla giurisdizione in cui si opera.

→ Approfondisci: i marchi del ritratto — quando il volto di una persona diventa marchio registrato
→ Leggi anche: il diritto all’immagine — come si tutela
→ Leggi anche: contraffazione del marchio — guida completa

In sintesi

  • Frida Kahlo morì senza testamento nel 1954: i diritti di proprietà industriale furono ereditati dalla nipote e poi trasferiti nel 2004 alla Frida Kahlo Corporation (FKC), società panamense che detiene oltre venti marchi registrati sul nome e l’immagine dell’artista in USA, Messico e UE
  • Dal 2011, la famiglia Kahlo — in particolare la pronipote Mara Cristina Romeo Pinedo — contesta il controllo esclusivo della Corporation sull’immagine di Frida, sostenendo che diritti morali e diritto di immagine non siano mai stati ceduti alla Corporation
  • Il caso Mattel Barbie (2018) ha cristallizzato il conflitto: un tribunale messicano accolse il ricorso della famiglia bloccando le vendite in Messico, ma nel 2021 il Tribunale Superiore di Città del Messico si pronunciò a favore della FKC, consentendo la vendita della bambola
  • La disputa è ancora aperta in via di principio, con ricorsi pendenti — e la Corporation continua ad agire attivamente contro venditori non autorizzati (cause Amazon 2024)
  • La lezione pratica: chiunque voglia usare commercialmente l’immagine di un artista deceduto rischia un doppio fronte — il diritto di immagine degli eredi e la tutela del marchio del soggetto che ne detiene i diritti commerciali registrati

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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, produttori, musicisti e indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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