Come si calcola il danno di immagine e quali sono le eccezioni alla regola del consenso

Diritto di immagine e danno

Diritto di immagine e danno

Che danno può derivare dall’uso illecito di una fotografia o di un video?

Le eccezioni alla regola del consenso

Esistono casi di deroga al principio del consenso della persona ritratta. Per esempio si possono liberamente riprodurre le immagini in libri di antologia o trattati scientifici o culturali; o quando la pubblicazione è necessaria per far conoscere delle opere artistiche consistenti in ritratti di personaggi famosi (si pensi ad esempio alle opere di Andy Warhol). I fini di giustizia e polizia: possono legittimare la libera riproduzione di immagini e sono quelli in cui la stessa è resa pubblica per fini di indagini (ad esempio diffondere foto segnaletiche di una persona scomparsa o ricercata dalla polizia).

L’eccezione all’eccezione

Non deve, in ogni caso, essere trascurato che la legge, ed in particolare l’art. 10 del c.c. e l’art. 97 co. 2 L.d.A., stabilisce un’eccezione all’eccezione. Infatti, il ritratto non può in ogni caso essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione e al decoro della persona ritratta.

Diritto di immagine e danno: come si calcola?

Diritto di immagine della persona famosa

L’uso della immagine altrui in assenza di consenso o fuori dei casi previsti dalla legge, o comunque in pregiudizio del suo onore e reputazione, rappresenta un vero e proprio atto illecito da cui può derivare un danno sia di natura patrimoniale che morale.

Il danno patrimoniale

In particolare, il danno patrimoniale riguarda:

  • la lesione del diritto allo sfruttamento economico della propria immagine e
  • la riduzione del suo valore commerciale,
  • nonché la lesione del diritto di sfruttare la propria notorietà.

Prezzo del consenso

Il criterio spesso utilizzato dai giudici per quantificare il danno derivante dall’abuso del diritto d’ immagine è quello del “prezzo del consenso” cioè del compenso che avrebbe presumibilmente richiesto l’interessato concedere il suo consenso alla pubblicazione.

Conclusione

È evidente che l’illegittima pubblicazione delle immagini può cagionare anche una lesione del diritto alla protezione dei dati personali e del diritto alla riservatezza, obbligando l’autore dell’illecito a risarcire il danno morale. Danno morale che non può essere ritenuto in re ipsa, ma deve essere oggetto di specifica prova.

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