Furto di identità social network: nell’era dei social network, la nostra vita digitale è un’estensione della nostra persona. Ogni foto, ogni post, ogni interazione contribuisce a definire la nostra identità online. Ma cosa succede quando qualcuno si appropria indebitamente di questa identità, utilizzandola per fini propri?
Il furto dI identità sui social network è un fenomeno sempre più diffuso e, come vedremo, rappresenta una grave violazione di uno dei diritti fondamentali della persona: il diritto all’identità personale. La legge stabilisce che nessuno può appropriarsi di foto e immagini relative ad altre persone e, parimenti, il divieto si estende anche agli scatti fotografici e ai profili di Facebook, anche se “aperti” al pubblico, su blog o altri social network. Qualora ciò accada, il titolare delle immagini ha diritto ad un equo risarcimento. In linea generale, ogni fotografia è di proprietà di chi l’ha realizzata.
(Leggi anche l’articolo Copyright Foto Facebook)
Il Diritto all’Identità Personale: Cos’è e Perché è Cruciale
Il diritto all’identità personale è un diritto della personalità, elaborato dalla giurisprudenza, che garantisce a ciascun individuo di vedersi rappresentato e percepito nella società in modo fedele e veritiero, in linea con la propria immagine sociale, professionale e ideologica. Non si tratta solo di impedire l’attribuzione di fatti non veri (come per la reputazione), ma di proteggere l’individuo dalla falsa rappresentazione della sua persona, anche quando i fatti attribuiti non sono di per sé disonorevoli.
Perché è così importante? Perché la nostra identità è il fondamento della nostra dignità e della nostra libertà. Per un attore, un personaggio famoso o qualsiasi figura pubblica, l’identità è anche parte integrante del proprio “brand” e della propria carriera. Un’errata o fraudolenta rappresentazione può causare danni inestimabili alla reputazione, alla sfera professionale ed economica, compromettendo la fiducia del pubblico e le opportunità lavorative.
Furto d’Identità Digitale: Non Solo Frode, Ma Violazione d’Identità
Quando parliamo di furto d’identità sui social network, non ci riferiamo solo a frodi finanziarie, ma anche all’appropriazione non autorizzata di elementi che costruiscono la nostra persona online: foto, immagini, biografie, e persino la creazione di profili “clone”. È fondamentale sapere che, anche se pubblichi foto su un profilo “aperto” di Facebook, un blog o altri social, questo non implica la cessione integrale dei diritti sulla fotografia né, tantomeno, un consenso all’uso indiscriminato della tua immagine e della tua identità. Ogni fotografia è generalmente tutelata dal diritto d’autore del suo creatore.
Casi Emblematici e la Giurisprudenza Rilevante
La giurisprudenza italiana, sebbene non sempre con pronunce specifiche sul “furto di profilo social” in senso stretto, ha consolidato la tutela del diritto all’identità.
- Il Caso delle “Donne Catalogate” (Lecco e Monza): a 1200 donne single di Lecco sono stati rubati i profili Facebook usati per compilare un catalogo online e venduti senza il loro consenso. È successo anche a Monza dove è stato messo online un ebook con 734 profili di donne. Sebbene l’editore si appellasse alla presunta “pubblicità” dei profili, la legge italiana, e in particolare l’Articolo 5 del D.Lgs. 196/2003 (Codice della Privacy, ora regolato dal GDPR), richiede il consenso esplicito per l’uso promozionale o la diffusione di dati personali e immagini. Questi casi evidenziano una chiara violazione del diritto all’immagine e della privacy, che rientrano nella più ampia tutela del diritto all’identità.
- Il Falso Fotografo di Guerra “Eduardo Martins”: Un esempio di furto di identità è quello di Eduardo Martins, un presunto fotografo di guerra brasiliano che costruì una falsa identità online, accumulando un vasto seguito e vendendo foto rubate ad agenzie prestigiose. Si scoprì che Martins era probabilmente una persona fittizia che aveva rubato l’identità e le foto di un surfista inglese.
Biondo, bellissimo, surfista scampato alla leucemia e oggi uomo dal grande cuore: Eduardo Martins, trentenne, fotografo brasiliano di guerra, vive fotografando i conflitti più terrificanti. Un anno fa, intervistato da alcune riviste di fotogiornalismo, raccontava che se c’era da smettere di scattare per aiutare qualche militare ferito era il primo a farlo. Le sue immagini migliori le vendeva per beneficenza, donando tutto ai bambini delle comunità di Gaza. I suoi 127mila follower su Instagram lo rispettavano per le sue imprese, importanti testate internazionali come Bbc, The Wall Street Journal, Le Monde, Al Jazeera, Vice, The Telegraph e tanti altri pubblicavano le sue foto vendute ad agenzie prestigiose. Fra queste NurPhoto, che oggi sostiene di essere stata frodata, alla quale Eduardo vendeva i suoi scatti.
Martins si crea un portfolio, contatta agenzie, comincia a piazzare i suoi scatti. La sua storia, quella di uno dei più grandi imbrogli del fotogiornalismo moderno, comincia 2 anni fa. Allora, il profilo Instagram inizia a diventare popolare grazie a centinaia di foto, fra sessioni di surf e scatti di guerra, postate dal fotografo.
Diventa celebre in breve tempo tanto che sul suo conto vengono scritti articoli che ne raccontano la vita. Sul portale brasiliano “Waves.Terra” il giornalista Fernando Costa Netto lo intervista (per via telematica) narrando il riscatto del surfista: colpito dalla leucemia a 18 anni e che, dopo la morte del padre, capisce che scampato al peggio deve “andare in giro a raccontare come stanno le cose nel mondo”.
Immagini online e furto di identità social network: Eduardo Martins, il fotoreporter “delle Nazioni Unite” sempre pronto all’azione, si era inventato tutto.
E probabilmente non è mai esistito, almeno per come si è fatto conoscere. Secondo la Bbc Brazil autore di quest’enorme imbroglio oltre ai reportage avrebbe anche rubato l’identità (e dunque le foto profilo) ad un surfista inglese di 32 anni, tale Max Hepworth-Povey della Cornovaglia, che lavora come editor al Wavelength magazine, il quale era all’oscuro della vicenda. Martins aveva preso i suoi scatti da un vecchio profilo Facebook.
Giurisprudenza su Falsi Profili e Sfruttamento dell’Immagine di VIP
Sebbene non esista una norma specifica sul “furto di identità social” come reato autonomo, la creazione di falsi profili o l’uso improprio di immagini di personaggi pubblici può configurare diversi illeciti:
- Sostituzione di persona (Art. 494 c.p.): Questo reato si configura quando qualcuno, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce in errore una persona sull’identità propria o altrui. La creazione di un profilo falso con il nome e le foto di un VIP per interagire con i fan o fare pubblicità rientra qui.
- Diffamazione (Art. 595 c.p.): Se il falso profilo o l’uso improprio dell’identità lede la reputazione del personaggio.
- Violazione del diritto d’autore e del diritto all’immagine: L’uso non autorizzato di foto o video (protetti dal diritto d’autore) e dell’immagine personale del VIP (Art. 10 c.c. e Art. 96-97 LDA) per fini commerciali o di diversa natura senza consenso, comporta un obbligo di risarcimento del danno, sia patrimoniale che non patrimoniale. La giurisprudenza è concorde nel riconoscere che l’uso dell’immagine di una persona, specialmente se nota, a fini pubblicitari o commerciali, senza il suo consenso, è illecito e dà diritto al risarcimento.
Furti di identità
La legge italiana difende la privacy e con l’articolo 5, ad esempio, si comunica che se delle foto o delle immagini vengono usate per attività promozionali serve l’autorizzazione dei proprietari. Questo non è il primo caso di foto rubate, basti pensare ad un altro ebook creato con i profili di 734 donne single di Monza. Il catalogo non risulta più vendita in quanto è stato ritirato immediatamente dal mercato a seguito della bufera scoppiata quando il caso è diventato di dominio pubblico. Ma è davvero cosi facile appropriarsi dei dati delle persone che si iscrivono a Facebook? Sono davvero cosi poco protetti i nostri dati personali e le nostre immagini? Il consiglio: impostare la privacy al proprio profilo Facebook in modo tale da non rendere visibili foto e video a tutti ma soltanto agli amici.
L’Importanza Cruciale di Tutelarsi: Un Avvocato Esperto è il Tuo Miglior Alleato
Per gli attori, i cantanti, gli influencer o qualsiasi personaggio pubblico, la protezione del diritto all’identità e dell’immagine è una priorità assoluta. La dilagante facilità con cui si possono creare profili falsi o riutilizzare contenuti online richiede una strategia proattiva:
- Monitoraggio Costante: Essere consapevoli di cosa circola online sulla propria persona.
- Impostazioni Privacy: Configurare con attenzione le impostazioni di privacy sui propri profili social, limitando la visibilità di foto e video.
- Azione Legale Rapida: In caso di violazione, agire tempestivamente. La rimozione del contenuto illecito e la richiesta di risarcimento danni sono passaggi fondamentali.
Un legale esperto in tutela dell’identità personale e diritto d’autore non solo può assisterti nel monitoraggio e nella gestione delle impostazioni, ma è cruciale per intervenire efficacemente in caso di violazione. Dalla notifica di rimozione (DMCA per i siti internazionali) all’azione giudiziaria per sostituzione di persona o per il risarcimento dei danni da sfruttamento illecito dell’immagine, l’assistenza legale è indispensabile per riaffermare il controllo sulla propria identità e proteggere il proprio patrimonio personale e professionale nell’arena digitale.
Lo Studio Legale Dandi fornisce assistenza legale in Diritto d'autore. Dai un'occhiata ai nostri servizi oppure contattaci!