Durata del copyright negli USA e nel Regno Unito: le differenze con il sistema italiano
In questa guida:
- La regola generale: vita + 70 anni e la Convenzione di Berna
- Il sistema americano: corporate works e il Mickey Mouse Protection Act
- Le opere pre-1978 negli USA: la complessità del sistema di rinnovo
- Il caso Soft Kitty e Big Bang Theory
- Le opere pre-1924 e il pubblico dominio americano
- Il Regno Unito dopo la Brexit
La durata dei diritti patrimoniali sulle opere creative non è uniforme a livello internazionale — anche tra paesi che hanno aderito alla stessa convenzione. Il sistema italiano ed europeo segue la regola “vita dell’autore + 70 anni” in modo relativamente lineare. Il sistema americano è molto più articolato, con regole diverse a seconda di quando l’opera è stata creata, da chi, e se il copyright è stato rinnovato. Per chi opera su mercati internazionali o lavora con opere di archivio, queste differenze hanno conseguenze pratiche concrete.
→ Leggi prima: la durata del diritto d’autore in Italia — tabella completa per categoria di opera
→ Approfondisci: diritto d’autore e copyright — differenze tra sistema italiano e anglosassone
La regola generale: vita + 70 anni e la Convenzione di Berna
La Convenzione di Berna — a cui hanno aderito 174 paesi — ha stabilito che gli autori di tutti i paesi membri devono essere trattati allo stesso modo degli autori nazionali negli altri paesi aderenti. In materia di durata, la convenzione fissa un minimo di protezione di 50 anni dalla morte dell’autore, ma la maggior parte dei paesi ha adottato il termine più lungo di 70 anni.
Nell’Unione Europea, il termine di 70 anni dalla morte dell’autore è stato armonizzato nel 1993 con la Direttiva 93/98/EEC, oggi sostituita dalla Direttiva 2006/116/CE. Negli USA, la stessa regola si applica alle opere create da persone fisiche dopo il 1° gennaio 1978.
Il sistema americano: corporate works e il Mickey Mouse Protection Act
Negli Stati Uniti, la regola “vita + 70 anni” non si applica a tutte le opere. Per le opere create da enti o società — le cosiddette works made for hire o corporate works — il Copyright Act del 1976 prevede una protezione di 120 anni dalla creazione oppure di 95 anni dalla prima pubblicazione, valendo il termine che scade prima.
Questa estensione è nota come “Mickey Mouse Protection Act” — denominazione informale che riflette il ruolo determinante che Disney ebbe nella sua approvazione nel 1998, proprio quando il copyright originale su Steamboat Willie (1928) stava per scadere. Il Sonny Bono Copyright Term Extension Act estese di 20 anni la protezione per tutte le categorie di opere, consentendo a Disney di mantenere il controllo esclusivo sul personaggio originale di Topolino per un altro ventennio.
Questa specifica regola vale solo sul territorio americano e non si applica automaticamente agli altri paesi aderenti alla Convenzione di Berna, salvo casi in cui la legislazione dello stato membro preveda una durata inferiore.
Le opere pre-1978 negli USA: la complessità del sistema di rinnovo
Per le opere create prima del 1° gennaio 1978, il sistema americano è significativamente più complesso. Il Copyright Act del 1909 prevedeva un sistema a due fasi: una protezione iniziale di 28 anni, rinnovabile per un ulteriore periodo. Il rinnovo non era automatico — richiedeva un deposito formale presso il Copyright Office, e le opere per cui il rinnovo non veniva effettuato cadevano nel pubblico dominio.
Il risultato pratico è che per le opere americane pre-1978 non basta sapere quando è morto l’autore per determinare lo stato del copyright: bisogna ricostruire l’intera catena di registrazioni, rinnovi e cessioni. Una stessa opera può essere protetta in alcuni paesi e di pubblico dominio in altri, a seconda delle norme applicabili in ciascuna giurisdizione.
Il caso Soft Kitty e Big Bang Theory
Un esempio concreto delle complessità del sistema di rinnovo americano è il caso Soft Kitty. La canzoncina resa celebre dalla serie televisiva The Big Bang Theory era basata su un testo originale scritto da Edith Newlin negli anni Trenta, pubblicato nel 1937 da Willis Music con il consenso dell’autrice.
Nel 2015, le figlie di Newlin citarono in giudizio Warner Bros. e gli altri produttori della serie: Willis Music aveva rinnovato la registrazione del copyright nel 1964, e le ricorrenti sostenevano che quel rinnovo avesse ricostituito i diritti originari di Newlin, rendendo invalida la licenza successivamente concessa a Warner Bros. per l’uso della canzone nella serie.
Il caso illustra perché il sistema di rinnovo americano — applicabile alle opere create prima del 1978 — richiede un’analisi molto più articolata rispetto alla regola europea “vita + 70 anni”. Non basta sapere quando è morto l’autore: bisogna ricostruire l’intera catena di registrazioni, rinnovi e cessioni per capire chi detiene effettivamente i diritti decenni dopo la creazione dell’opera.
Le opere pre-1924 e il pubblico dominio americano
Esiste tuttavia una regola semplice per le opere più antiche: tutte le opere create e pubblicate negli USA prima del 1° gennaio 1924 sono di pubblico dominio sul territorio americano, indipendentemente da qualsiasi rinnovo o cessione successiva. Steamboat Willie è entrato nel pubblico dominio americano il 1° gennaio 2024, novantasei anni dopo la sua uscita nel 1928.
Per le opere americane create tra il 1924 e il 1977, la situazione è molto più complessa e varia caso per caso. La Cornell University Copyright Information Center mantiene una tabella di riferimento aggiornata che permette di determinare lo status del copyright per le opere in questa finestra temporale.
Il Regno Unito dopo la Brexit
Il Regno Unito ha una storia del copyright che risale allo Statuto di Anna del 1710 — la prima legge moderna sul diritto d’autore. Oggi la durata della protezione è di 70 anni dalla morte dell’autore, allineata alla regola europea. Tuttavia, dal 30 marzo 2019 il Regno Unito è diventato paese terzo rispetto all’UE: tutta la normativa comunitaria sul diritto d’autore ha smesso di applicarsi direttamente nel territorio britannico, che ora opera sulla base del proprio Copyright, Designs and Patents Act 1988.
In pratica, per opere che coinvolgono autori britannici o mercati UK, è necessario verificare separatamente la posizione sia ai sensi del diritto UK sia ai sensi del diritto del paese di distribuzione — non si può assumere automaticamente che la regola europea si applichi.
→ Approfondisci: il pubblico dominio — quando un’opera diventa liberamente utilizzabile
→ Leggi anche: diritto d’autore e copyright — differenze tra sistema italiano e anglosassone
In sintesi
- La regola “vita + 70 anni” è comune a Italia, UE e USA (per opere di persone fisiche post-1978) grazie alla Convenzione di Berna — ma i sistemi divergono significativamente per le opere più datate e per le opere di enti
- Negli USA, le opere create da enti (corporate works) sono protette per 120 anni dalla creazione o 95 dalla prima pubblicazione — il termine più breve. Questa regola non si applica negli altri paesi aderenti alla Convenzione di Berna
- Per le opere americane create prima del 1978, non basta sapere quando è morto l’autore: bisogna ricostruire la catena di registrazioni e rinnovi per determinare chi detiene il copyright (caso Soft Kitty)
- Tutte le opere pubblicate negli USA prima del 1° gennaio 1924 sono di pubblico dominio sul territorio americano. Per il periodo 1924-1977, lo status va verificato caso per caso con la tabella Cornell
- Il Regno Unito, dopo la Brexit, non è più soggetto al diritto UE sul copyright: le opere che coinvolgono autori o mercati britannici richiedono una verifica separata ai sensi del CDPA 1988
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