La saga Adidas e il dominio delle strisce

La saga Adidas e il dominio delle strisce

La saga Adidas e il dominio delle strisce (di Angela Patalano)

Tra i diritti di proprietà intellettuale, una particolare rilevanza giudiziaria interessa i segni distintivi.

I marchi sono elementi caratterizzanti una società e/o prodotto e idonei a distinguerla/o sul mercato in grado di generare un “monopolio tendenzialmente perpetuo, data la rinnovabilità della registrazione del segno”.

Il marchio è, quindi, un istituto pro-concorrenziale capace, mediante l’ausilio di una grafica, simboli, segni, ecc., di creare nella mente del consumatore un’associazione con quel prodotto/società; di essere garanzia di affidabilità, qualità e tutti quei requisiti che consentono la prevalenza, sul mercato, di un bene rispetto ad un altro.

I marchi di posizione, sono quei segni costituiti da una parola, un motivo grafico o una figura tridimensionale apposta su una determinata parte del prodotto, la cui funzione è quella di creare quella capacità distintiva che giustifica la registrazione.

Proprio con riferimento al marchio di posizione,  rimbalza di tribunale in tribunale il caso Adidas AG c/ Shoe Branding Europe BVBA.

La controversia ha ad oggetto le note “Adidas Superstar 80S”, un vero e proprio modello iconico nato nel lontano 1969.


La saga Adidas e il dominio delle strisce


Nel 2009, la società Belga Shoe Branding Europe, presentò richiesta di registrazione del marchio comunitario per le sue calzature, all’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà Intellettuale (EUIPO ex UAMI).

Avverso questa domanda di registrazione, la Adidas, nel settembre 2010, fece opposizione lamentando la lesione dei diritti che scaturivano dal marchio di posizione – costituito dalle famose tre strisce oblique, parallele e laterali presenti sulle “Superstar 80S” – di cui è titolare e temendo il rischio di confusione tra i prodotti.

La richiesta fu rigettata sia dalla Divisione Opposizione dell’UAMI (ora EUIPO), che dalla Commissione di ricorso.

Quest’ultima giustificò la sua decisione partendo “dall’assenza di una somiglianza visiva tra i due marchi.”

In particolar modo, nelle decisioni del 22.05.2012 e del 28.11.2013, la Commissione di ricorso affermò che questi elementi – numero di strisce, inclinazione e posizione – fossero differenti rispetto alle strisce presenti sulle scarpe della società belga e pertanto era escluso qualsiasi atto confusionario lamentato dall’Adidas.

Di avviso diverso fu invece Corte Generale, la quale sostenne che la Commissione di ricorso non aveva considerato che le scarpe da ginnastica Adidas fossero note proprio per queste sue strisce, divenendo il segno distintivo, l’icona, che consente la differenziazione del prodotto sul mercato rispetto ad altri.

Per queste ragioni, era palese il pregiudizio lamentato dall’Adidas, non solo quindi atti confusionari ma contraffazione del prodotto.

La Shoe Branding, tuttavia, non si arrese e presentò ricorso alla CGUE, il quale non ebbe l’esito sperato.

La Corte di Giustizia, con un’ordinanza del 17 febbraio 2016 confermando la sentenza del Tribunale, affermò che le differenze tra i due marchi non erano tale da giustificare la lesione lamentata dall’Adidas “e, pertanto, non ha commesso errori di diritto”.

Considero questa storia un po’ stancante! Adidas capricciosa o effettiva contraffazione?

Il segno distintivo si connota per la sussistenza dell’originalità del marchio.

In tre strisce, seppur di una certa dimensione, lunghezza, posizione non ci vedo nulla di originale che ne giustifichi la tutela.

Pur ammettendo che ormai a distanza di quasi 50 anni abbiano indiscutibilmente acquisito un forte potere di mercato e che tutti i comuni consumatori le associno alla società tedesca, una ipotetica violazione potrebbe configurarsi solo nei limiti in cui l’apposizione delle strisce avvenga in maniera quasi pedissequa a quelle delle Superstar 80S.

Oltre questa dimensione, sembra quasi che l’Adidas lamenti più un capriccio nel vantare un monopolio.

Voglio dire, se decidessi di pubblicare un libro con dei disegni fatti da bambini della scuola materna, ed uno di questi raffiguri 3 strisce, un infante potrebbe mai essere accusato di contraffazione?

Per chi pensa che un diverso mercato non dovrebbe creare problemi, si sbaglia!

L’Adidas ha scomodato di recente anche la Tesla Inc.

Quale contraffazione potrebbe esserci tra una macchina e un paio di sneakers?

Io non lo so, ma quel che posso dire è che, se l’Adidas combatte per l’esclusività delle strisce, perché non citare in giudizio tutto il mondo per l’utilizzo delle strisce pedonali?

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